Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, ha condiviso il drammatico momento in cui ha ricevuto la notizia della morte del figlio, avvenuta all’ospedale Monaldi di Napoli. “Mi hanno chiamata stanotte, dicendomi che la situazione stava peggiorando. Sono rimasta fino all’ultimo, fino a quando si è dovuta spegnere la macchina: ed è finita”, ha dichiarato la donna, visibilmente commossa. Domenico era ricoverato in coma nel reparto di terapia intensiva dal 23 dicembre, dopo un trapianto di cuore che si è rivelato fallimentare.
Il cuore con cui Domenico era nato era gravemente malato e, dopo un intervento di trapianto avvenuto la scorsa antivigilia, il piccolo non si è più risvegliato, rimanendo attaccato a un dispositivo Ecmo, un macchinario salvavita. A seguito di questo tragico evento, è stata aperta un’inchiesta che ha portato all’iscrizione di sei indagati. Le indagini mirano a chiarire le circostanze che hanno portato il cuore a Napoli in condizioni “danneggiate” e “pessime”.
Il dottor Antonio Corcione, Capo Dipartimento Area Critica Rianimazione dell’ospedale Monaldi, aveva rassicurato la famiglia, spiegando che “il bambino non soffre” e che era stato concordato di non accanirsi con ulteriori terapie. “Con la famiglia abbiamo concordato di tutelare il paziente, che è in gravissime condizioni”, ha aggiunto. In caso di arresto cardiocircolatorio, non sarebbero state eseguite manovre rianimatorie. La madre, preoccupata, aveva chiesto di essere aggiornata anche durante la notte.
Intorno alle 4:00 del mattino, Patrizia ha ricevuto la chiamata dall’ospedale informandola del peggioramento delle condizioni di Domenico. “La macchina, l’Ecmo, stava iniziando a rallentare”, ha raccontato la donna a Mi Manda Rai Tre. Quando il dispositivo si è spento, per Domenico “è finita”. La salma del bambino è stata sequestrata, e l’ipotesi di reato sarà rivalutata, passando da lesioni colpose gravissime a omicidio colposo.
In un gesto di commemorazione, Patrizia ha annunciato la sua intenzione di costituire una fondazione in nome di Domenico. “Lunedì andrò a firmare dal notaio per fare una fondazione a nome di Domenico, se ne occuperà il mio avvocato”, ha dichiarato, spiegando che desidera farlo per garantire che il ricordo del suo bambino non venga dimenticato e per aiutare altri bambini in difficoltà. Ha anche avvertito riguardo a presunti tentativi di truffa, esortando le persone a diffidare di chi chiedesse denaro o offerte per conto della famiglia.



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