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Gattuso verso l’addio alla Nazionale insieme a Buffon: Conte e Allegri il sogno, ma il regolamento frena



Dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali, l’Italia valuta cambiamenti: Gennaro Gattuso verso l’addio da CT e con lui anche Gigi Buffon.



La terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali viene indicata come uno spartiacque per il calcio italiano e alimenta interrogativi sulle prossime mosse della Federazione. Mentre il dibattito si concentra sulle decisioni attese “nelle stanze dei bottoni” e sul futuro del presidente Gabriele Gravina, lo scenario più probabile riguarda la guida tecnica: la gara contro la Bosnia sarebbe destinata a chiudere l’esperienza di Gennaro Gattuso da commissario tecnico della Nazionale.

Il tecnico, soprannominato “Ringhio”, risulterebbe vicino alla separazione dall’incarico, in un contesto in cui la delusione sportiva impone una ripartenza complessiva. In parallelo, anche la posizione di Gigi Buffon, capo delegazione azzurra, viene descritta come legata a quella del CT: secondo la ricostruzione riportata, entrambi sarebbero orientati a lasciare dopo l’ultima partita.

L’ipotesi di un doppio addio appare significativa anche perché, nell’immediatezza della sconfitta, era arrivata una conferma pubblica della coppia tecnica-dirigenziale. A caldo, infatti, Gravina aveva ribadito fiducia sia in Gattuso sia in Buffon. Nessuno dei due avrebbe fatto passi indietro nel momento più difficile, nonostante in passato fosse stata evocata la possibilità di una separazione in caso di fallimento degli obiettivi principali. Tuttavia, a distanza di ore e giorni dall’eliminazione, la situazione potrebbe essere riletta diversamente.

Secondo quanto riportato da Sky, la valutazione definitiva maturerebbe “a freddo”, quando l’impatto emotivo dell’eliminazione lascerà spazio a decisioni più strutturate. In questa prospettiva, la separazione non sarebbe legata a un gesto immediato, ma a una conclusione concordata o comunque definita nei tempi e nelle modalità più opportune.

Sul piano contrattuale, la posizione del CT presenta un elemento chiave: Gattuso avrebbe un accordo in scadenza a giugno, con un rinnovo che sarebbe stato previsto solo in caso di qualificazione ai Mondiali. Venuto meno l’obiettivo, la naturale prosecuzione del rapporto appare meno scontata e rafforza l’ipotesi di un cambio in panchina.

Diversa la situazione di Buffon, che avrebbe esteso il proprio vincolo dopo l’eliminazione dell’Italia a Euro 2024. Nonostante ciò, anche per lui si prospetta un possibile passo indietro, qualora la Federazione decidesse di azzerare o rimodellare l’assetto della Nazionale, non soltanto sotto il profilo tecnico, ma anche nella struttura di rappresentanza e gestione del gruppo.

Il tema centrale, a questo punto, diventa la ripartenza. In particolare, la scelta del prossimo commissario tecnico assume valore strategico, anche alla luce del clima attorno alla governance federale. Prima ancora di capire quali sviluppi coinvolgeranno Gravina, il confronto pubblico si è già spostato sui profili considerati più adatti per aprire un nuovo ciclo.

Nelle ore successive a Bosnia-Italia, tra i nomi circolati con maggiore insistenza figurano Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Il primo viene associato a una conoscenza diretta dell’ambiente azzurro, avendo già guidato la Nazionale con risultati positivi; il secondo viene descritto come un profilo di grande esperienza, ritenuto idoneo a gestire una fase di ricostruzione e a riportare stabilità.

La praticabilità di queste ipotesi, però, è legata a vincoli concreti. Entrambi gli allenatori, infatti, sarebbero impegnati con contratti in essere: Conte con il Napoli e Allegri con il Milan. Un eventuale passaggio alla Nazionale richiederebbe quindi una soluzione con i club, che difficilmente rinuncerebbero ai rispettivi tecnici senza una trattativa articolata e senza valutare tempi, condizioni e progettualità.

C’è inoltre un elemento regolamentare che pesa in modo decisivo sul dibattito: in Italia il doppio incarico non è consentito. Il Settore Tecnico della FIGC prevede infatti un vincolo di esclusività per il commissario tecnico dell’Italia, che non può risultare tesserato per alcuna società di club, senza deroghe. La ratio richiamata è quella di evitare conflitti d’interesse e garantire al CT piena disponibilità e massimo impegno per la Nazionale.

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