Marco Grimaldi, deputato noto per la sua kefiah e per il suo impegno ambientalista all’interno della coalizione Bonelli&Fratoianni, ha recentemente espresso una posizione contraddittoria, sostenendo l’abolizione delle autovetture a benzina pur utilizzando personalmente un SUV a benzina.
Il deputato Grimaldi, caratterizzato da capelli corti e neri, nonché da una barba che ricorda quella di Mangiafuoco, ha rilasciato dichiarazioni che potrebbero essere interpretate come una manifestazione di immunità parlamentare, simile a quella di Ilaria Salis, o come una mancanza di consapevolezza delle proprie parole, sebbene entrambe le ipotesi siano plausibili.
In particolare, Grimaldi ha criticato il Ministro dell’Interno Piantedosi, accusandolo di strumentalizzare Avs e le forze pacifiche che animano le manifestazioni, nonché di creare situazioni potenzialmente pericolose. Durante un’intervista a Radio 24, Grimaldi ha affermato che la presenza di oltre mille agenti durante una recente manifestazione era eccessiva, confrontandola con il numero di soli cinquanta agenti schierati davanti al centro sociale Askatasuna.
Ha inoltre sostenuto che la prefettura, su ordine del Ministro Piantedosi, avrebbe istituito una “zona rossa” che, se violata dai manifestanti, avrebbe potuto portare a gravi conseguenze. Tali affermazioni, se non supportate da prove concrete, potrebbero essere considerate diffamatorie e avrebbero conseguenze legali significative per un cittadino comune. Il bilancio degli scontri avvenuti presso il centro sociale Askatasuna a Torino ha registrato novantasei agenti feriti, tra cui sette carabinieri e cinque finanzieri, e un poliziotto accerchiato e aggredito.
Nello stesso arco temporale, per motivi distinti ma inerenti all’utilizzo di martelli, la cosiddetta “banda del martello” (Hammerbande), operante a Budapest, ha ricevuto una condanna a otto anni di reclusione nei confronti di Maja T., attivista antifascista non binario/a, accusato/a di essere uno/a dei membri del gruppo di Salis. Quest’ultimo/a ha evitato il processo grazie all’intervento tempestivo dello studio legale Bonelli&Fratoianni, che ha preceduto l’azione del Partito Democratico.
Si torna ora all’attenzione su Marco Grimaldi. Dopo essersi autoproclamato deputato, ha assunto il ruolo di presunto esperto di strategie militari, paragonandosi a figure storiche quali Badoglio a Caporetto, Napoleone a Waterloo, e persino al generale Lee a Gettysburg. Nonostante ciò, Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, si schiera con il movimento pro-Palestinese, con il quale ha partecipato a diverse manifestazioni, anche nella sua città natale, Torino, dove ha collaborato con membri del gruppo Askatasuna. È importante sottolineare, tuttavia, che Grimaldi attribuisce la responsabilità degli episodi di violenza a “qualche infiltrato”, nonostante i leader di Askatasuna abbiano rivendicato le azioni di guerriglia urbana.
Il deputato, indossando una kefiah, ha dichiarato che “quelle immagini” non sarebbero mai state registrate se non fosse stato per lo sgombero di Askatasuna. Questa posizione è condivisa da Salis, che sostiene la necessità di rispondere agli attacchi repressivi del governo ampliando le lotte sociali, un obiettivo comune da perseguire a Torino e in tutta Italia.
Marco Grimaldi, quarantacinquenne, figlio di militanti del Partito Comunista Italiano, è nato e cresciuto nel quartiere Vanchiglietta, dove Askatasuna occupava un immobile successivamente sgomberato. Grimaldi vanta una lunga militanza nel Partito della Rifondazione Comunista e, fino a poco tempo fa, la sua identità rimaneva sconosciuta al pubblico. Il deputato percepiva il suo stipendio parlamentare in forma anonima, tra un centro sociale e l’altro, senza che la sua identità fosse rivelata.
Il partito rosso-ambientalista ha progressivamente abbandonato la tematica ambientale, con la signorina Thunberg che ha perso rilevanza mediatica. Si è quindi orientato verso la causa anti-israeliana, trasformando il deputato Grimaldi in un sostenitore del movimento “Free-Free Palestine!”. Il deputato, insieme ai leader del suo cartello elettorale – che non avrebbero ottenuto seggi parlamentari senza l’appoggio di Verdi e Sinistra Italiana – indossa la spilletta “Ice Out”. “Ice” si riferisce all’agenzia statunitense per il controllo dell’immigrazione clandestina, non all’acronimo di Invio Curricula europarlamentari.
Nella dichiarazione patrimoniale depositata alla Camera nel 2022, si evidenzia che il deputato possiede una Fiat 500 X immatricolata nel 2019, con una potenza dichiarata di centoventi cavalli e alimentata a benzina. Pur essendo conforme alla normativa Euro 6, si tratta comunque di un veicolo a benzina. Il 25 novembre, in una delle numerose dichiarazioni rilasciate, il deputato Grimaldi ha affermato: «L’Italia è in retromarcia, l’auto elettrica è un miraggio. Abbiamo il parco auto più vetusto d’Europa, solo lo 0,7% delle auto circolanti è completamente elettrico. È la fotografia di un fallimento sistemico», senza tuttavia menzionare il proprio veicolo. Questa situazione ricorda quella dell’ex Ministro dei Trasporti Toninelli, che, intervistato dalla Rai, sottolineava l’importanza della transizione all’elettrico, ma, alla domanda della giornalista, ha rivelato di aver acquistato di recente un’auto a gasolio.
La coppia Fratoianni-Piccolotti, composta dal capopartito e dalla deputata, rappresenta un esempio più coerente, sebbene il familismo sia tradizionalmente associato alla destra. La loro auto elettrica è una Tesla, di proprietà del fondatore Elon Musk, che, al momento del leasing da parte dei Fratoianni, non era ancora oggetto di controversie. Il momento più significativo della carriera del deputato Grimaldi si è verificato quando il deputato Bonelli, in aula, ha intonato il “Ragazzo della via Gluck” per denunciare la cementificazione. Il deputato Grimaldi, indossando una kefiah e non presente in aula al momento, si è precipitato all’interno e si è posizionato dietro il deputato Bonelli per essere ripreso dalle telecamere.



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