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Il bambino al supermercato mi chiamò mamma



Guardai quell’uomo vicino alla porta.



Non lo avevo mai visto.

Ma lui sembrava conoscermi.

Camminò lentamente verso di noi.

Il bambino prese la sua mano.

“Papà.”

L’uomo sorrise.

“Vedi? Te l’avevo detto che ti avrebbe riconosciuto.”

Il cuore mi batteva fortissimo.

“Non vi conosco.”

L’uomo tirò fuori il telefono.

Aprì una galleria.

E mi mostrò decine di foto.

Io.

Con quel bambino.

In un parco.

In casa.

In vacanza.

Anni di immagini.

La testa iniziò a girarmi.

“È impossibile…”

Lui mi guardò seriamente.

“Tre anni fa hai avuto un incidente.”

Sentii il respiro fermarsi.

“Cosa?”

“Sei sopravvissuta.”

Fece una pausa.

“Ma hai perso parte della memoria.”

Il bambino mi guardò con gli occhi lucidi.

Poi disse piano:

“Mamma… davvero non ti ricordi di me?”

In quel momento capii una cosa terribile.

Non ricordavo solo loro.

Non ricordavo tre anni della mia vita.

E forse…

c’era un motivo per cui qualcuno voleva che restassero dimenticati.



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