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«Il mio nome è Carlo» conquista quasi il 30% di share su Canale 5: il successo attribuito alla linea editoriale di Pier Silvio Berlusconi



Il film tv «Il mio nome è Carlo» ha ottenuto risultati eccezionali durante la sua prima serata su Canale 5, totalizzando 4.269.000 telespettatori e uno share del 29,6%. Il film, diretto dal regista Giacomo Campiotti, racconta la vita del giovane beato milanese Carlo Acutis, figura che ha colpito per la sua fede moderna e l’uso degli strumenti digitali.



Il ruolo centrale di Pier Silvio Berlusconi nella strategia Mediaset

Commentando i dati di ascolto, Giampaolo Letta, vicedirettore generale fiction e cinema di Mediaset, ha pubblicamente riconosciuto il merito alla visione editoriale dell’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi. Letta ha spiegato che è stato proprio Berlusconi a volere proporre al pubblico la storia di Carlo Acutis e a individuare la casa di produzione più adatta.

Letta ha sottolineato come l’amministratore delegato, da diversi anni, spinga il gruppo verso produzioni con contenuti “ad alto valore umano”, evidenziando un indirizzo strategico che si conferma, rafforzato dal successo ottenuto. Mediaset, quindi, ribadisce la volontà di investire su storie vere e profondamente umane, in linea con le tendenze della televisione pubblica e commerciale europea, dove i racconti biografici e di ispirazione stanno attirando sempre più attenzione.

Le dichiarazioni di Berlusconi e il ringraziamento alla famiglia Acutis

Pier Silvio Berlusconi ha espresso grande soddisfazione per il risultato, definendo il film «un prodotto fatto con sensibilità, talento e passione». Ha inoltre sottolineato l’importanza di offrire al pubblico «storie umane, profonde e valoriali» in questo momento storico. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Antonia Salzano Acutis, madre di Carlo, chiamata affettuosamente “la mamma di San Carlo”.

«Oggi c’è bisogno di storie umane, profonde e valoriali», ha dichiarato Berlusconi subito dopo la messa in onda.

Chi era Carlo Acutis: un santo della generazione digitale

Carlo Acutis, nato a Londra nel 1991 e cresciuto a Milano, è deceduto prematuramente nel 2006 a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante. Nonostante la giovane età, si distinse per una fede vissuta con intensità nel quotidiano e un particolare interesse per l’informatica, tanto da essere considerato dalla percezione collettiva il primo «santo della generazione digitale». Il percorso verso la canonizzazione è stato rapido: beatificato ad Assisi nel 2020 e proclamato santo nel settembre 2025 dalla Chiesa cattolica.

Samuele Carrino nei panni di Carlo

A interpretare il protagonista nel film, il giovane attore Samuele Carrino, che, intervistato da Today.it, ha raccontato l’intensità emotiva delle riprese e il significativo supporto trovato nella famiglia durante le scene più difficili.

Nuova rotta per Canale 5: storie vere e valori

Oltre ai dati d’ascolto positivi, Mediaset comunica chiaramente la direzione futura: rafforzare la presenza di fiction ispirate a storie vere, capaci di coniugare il racconto biografico con valori profondi e dimensione umana. Al momento non sono stati annunciati nuovi titoli dello stesso genere, né specificate informazioni sulla possibile diffusione internazionale del film o sulla programmazione di eventuali repliche.

Rimane un dato certo e significativo: oltre 4,2 milioni di telespettatori ed uno share vicino al 30% per «Il mio nome è Carlo», confermando il gradimento del pubblico italiano per produzioni che uniscono narrazione televisiva e valori spirituali. Questo successo rafforza la linea editoriale di Mediaset ed evidenzia l’interesse del pubblico verso messaggi positivi e storie di contemporaneità.

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