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La Schlein dopo Torino: “A cosa ho assistito”, poi l’attacco a Giorgia Meloni sulle zecche violente



La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha denunciato il governo per aver strumentalizzato gli scontri avvenuti a Torino durante il corteo in solidarietà con il centro sociale Askatasuna. In un intervento a DiMartedì su La7, Schlein ha ribadito la sua condanna verso la violenza, ma ha anche criticato la gestione della situazione da parte della destra, in particolare nei confronti della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Secondo la leader dem, l’approccio del governo ha contribuito a dividere le istituzioni invece di unirle.



Schlein ha rivelato di aver contattato direttamente Meloni per esprimere la necessità di un approccio condiviso sulla sicurezza, affermando: “Non strumentalizzare: di fronte alla violenza politica bisogna unire le istituzioni e non dividere come fatto anche oggi”. Ha descritto le immagini degli scontri come “una violenza inaccettabile, inqualificabile”, esprimendo solidarietà agli agenti di polizia e ai giornalisti aggrediti. Ha specificato che le violenze sono state perpetrate da “frange violente organizzate” che si sono staccate da un corteo pacifico, che fino a quel momento aveva visto partecipare decine di migliaia di persone.

La segretaria del PD ha definito “gravissima” la reazione della destra e del ministro Piantedosi, accusandoli di usare l’episodio per attaccare le opposizioni e i giudici. “Trovo gravissima la strumentalizzazione da parte della destra e da Piantedosi contro le opposizioni e contro i giudici per quello che è accaduto”, ha ripetuto Schlein, aggiungendo che il governo sta generalizzando le colpe, dipingendo l’intero corteo come violento. Ha affermato: “Abbiamo assistito a una dimostrazione di irresponsabilità di chi fa passare migliaia di manifestanti come violenti, la sinistra come violenta”.

Nonostante la sua chiara condanna dei fatti di Torino, Schlein non ha mostrato disponibilità ad appoggiare nuove norme più severe per prevenire simili episodi di violenza. La sua attenzione è rimasta focalizzata sulla critica al governo, accusato di sfruttare politicamente gli eventi per la campagna referendaria e per dividere ulteriormente il Paese. Questa posizione ha suscitato polemiche, poiché alcuni osservatori hanno notato la mancanza di autocritica verso ambienti della sinistra che potrebbero tollerare o giustificare frange estreme.

Durante il suo intervento, Schlein ha richiamato l’importanza dell’unità istituzionale, affermando che “di fronte alla violenza politica le istituzioni devono unire e non dividere”. Questo appello, sebbene rivolto principalmente a Meloni, non ha portato a proposte concrete di collaborazione legislativa sulla sicurezza.

L’intervento di Elly Schlein a DiMartedì ha quindi confermato una linea di netta contrapposizione al governo riguardo alla gestione degli episodi di violenza politica, senza però aprire spazi a un confronto bipartisan su misure più efficaci per affrontare il fenomeno delle frange violente nei cortei. La leader dem ha rimarcato l’importanza di non generalizzare le responsabilità e ha insistito sulla necessità di un approccio che unisca le forze politiche piuttosto che dividerle.



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