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Massimo Cacciari demolisce Gruber in diretta: “Basta con queste etichette, non c’entra nulla il fascismo”



Durante la trasmissione “Otto e mezzo” su La7, si è verificato un acceso dibattito tra la giornalista Lilli Gruber e il filosofo Massimo Cacciari in merito alla barriera eretta dalle opposizioni alla Camera dei Deputati per impedire l’accesso a gruppi di estrema destra e all’annullamento della conferenza stampa sulla “remigrazione” organizzata dal deputato leghista calabrese Domenico Furgiuele.  Il confronto si è focalizzato sul significato della Costituzione, sull’antifascismo e sulla decisione delle opposizioni di impedire fisicamente l’ingresso in Parlamento a esponenti dichiaratamente appartenenti all’area neofascista.



La conduttrice ha introdotto la discussione richiamando il contesto costituzionale, affermando: “Restiamo sul tema della Costituzione antifascista perché oggi abbiamo assistito a un altro tipo di scontro”.

Cacciari ha replicato prontamente: “Sulla Costituzione non c’è scritta la parola ‘antifascista’”.

Gruber ha replicato, sottolineando l’origine storica della Carta: “Sì, però nasce dall’antifascismo”.

Il filosofo sostiene la necessità di un approccio culturale e politico più ampio, sottolineando la distinzione fondamentale tra valori costituzionali e retorica identitaria.  Egli afferma: “L’assenza della dicitura ‘antifascista’ riveste un’importanza culturale significativa, in quanto è evidente la nostra opposizione al fascismo. Non necessitiamo di alcuna certificazione o attestazione di antifascismo; la nostra posizione è dimostrata dai fatti, attraverso una Costituzione fondata su principi democratici e progressisti in materia di diritti da conquistare.  Essa invita i cittadini a organizzarsi per ottenere e sviluppare tali diritti”.

Prosegue: “Non è necessario proclamarsi antifascisti, e questo concetto deve essere interiorizzato. La retorica dell’antifascismo e la ripetizione incessante della frase ‘siamo antifascisti’ non conducono a risultati concreti. Si è antifascisti nella misura in cui si è democratici progressisti”.

Gruber riporta il dibattito sull’attualità parlamentare, ricordando che proprio quel giorno gruppi neofascisti avrebbero dovuto accedere al Parlamento su invito della Lega.  Egli evidenzia inoltre la cautela adottata dalla trasmissione nell’utilizzo del termine “fascismo” in riferimento alle attuali derive autoritarie. Cacciari concorda sul rischio di un’eccessiva diffusione del termine: “Si afferma frequentemente: ‘Trump è fascista, l’altro è fascista, quell’altro è fascista’. Ma cosa significa realmente? Il fascismo è stato un fenomeno di grande gravità”.

Il punto più controverso emerge quando Gruber pone la domanda centrale: “Oggi le opposizioni alla Camera hanno impedito l’accesso di questi gruppi neofascisti al Parlamento.  Era opportuno o meno consentirne l’ingresso?”.

La posizione espressa dal Professor Massimo Cacciari si discosta dalla strategia adottata dal Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, +Europa e Azione, che hanno occupato la sala stampa di Montecitorio, impedendo fisicamente lo svolgimento dell’evento.  Il Professor Cacciari ha dichiarato: “Io li avrei fatti entrare in Parlamento e avrei discusso lì, sarei andato lì a dirgli: cosa volete, che cosa rappresentate, perché siete d’accordo con quello che sta facendo Trump in America? Si discute, si vede cosa dicono, li si denuncia, li si critica, li si combatte. Io non sono mai stato per l’eliminazione fisica”.

La conduttrice Gruber ha tentato di chiarire l’equivoco, affermando: “Ma quale eliminazione fisica, nessuno ha detto questo”. Tuttavia, il Professor Cacciari ha insistito sul principio, ribadendo: “Sì, ma si è detto: ‘Tu non entri qui’. Perché non devono entrare?”. La Gruber ha poi rilanciato, affermando: “Bisogna quindi essere tolleranti al massimo con gli intolleranti”. Il filosofo ha replicato con fermezza: “Ma io non sono tollerante con nessuno, sono totalmente intollerante nei confronti delle bestialità che dicono costoro, ma glielo vado a dire in faccia”. La giornalista ha ricordato: “E infatti le opposizioni lo hanno detto in faccia”.  Il Professor Cacciari ha concluso con una nota di ironia: “Ma si discute e si parla, scherziamo?”.



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