Non mi aspettavo di sentire il calore metallico della piccola chiavetta USB nel mio palmo mentre Adelaide si ritirava lentamente nella sua postura rigida da matrona indifferente. I federali stavano probabilmente già circondando l’edificio del Fifth Avenue Restaurant, pronti ad agire su segnale dello Chef che si fingeva Sterling per sopravvivere e reclamare la propria ombra. Mio figlio, Landon, stava ansimando violentemente come se l’ossigeno del privè fosse stato improvvisamente sostituito da cenere ardente, conscio che ogni sua azione del passato stava venendo scansionata da chi credeva di aver cancellato per sempre. Clarice tentò di scusarsi dicendo che non si sentiva bene e provando a dirigersi verso le toilette, ma Sterling fece un gesto minimo con il capo che spinse due camerieri marmorei a bloccarle educatamente ogni via di uscita laterale. Il ristorante non era più un tempio della gastronomia, era una camera d’esecuzione senza alcuna possibilità di rinvio della sentenza nuda e cruda allora appena annunciata qui oggi fiera.
Sterling si raddrizzò e, per un istante, l’illusione dello chef accomodante svanì, rivelando i tratti induriti di un uomo che aveva dormito sui pavimenti dei cargo pur di tornare vivo sulla costa del nord e urlare il suo nome reale al mondo. Harrison mi cercava con lo sguardo, un muto richiamo filiale di chi vuole protezione dalla propria genitrice anche quando ha cercato di venderti ad una morte lenta in una prigione di pizzi. Lo fissai con un disgusto così totale che sentii il suo spirito spezzarsi come le pareti fragili d’una conchiglia calpestata da uno stivale sporco nel fango. Sapevo che la serata non sarebbe finita coi ringraziamenti formali dei giornali, ma con lo scandalo più grande degli ultimi cento anni del New England pulito in apparenza e corrotto nei muri scuri delle sue case ereditarie malate.
“Sterling… come è possibile?” riuscì a farfugliare Landon, trovando finalmente il coraggio di proferire sillabe di fiele mentre l’odore di agrumi dei vini pregiati gli causava ormai solo nausea viscerale. Sterling scoppiò in una risata sonora, una risata che rimbombò tra le pareti stuccate in oro, facendosi beffe dei milioni spesi per proteggersi da uno spettro che non mangiava, non dormiva e non moriva affatto. “L’esplosione è stata opera tua, Landon, ma il chirurgo che mi ha ricostruito il volto ad Amburgo è stato finanziato da un conto che non hai mai avuto la brillantezza mentale di monitorare,” disse il Chef ridendo fieramente. Griffin aveva avuto l’intuizione geniale di depositare prove documentate d’una frode trentennale dentro un fondo fiduciario che si sarebbe sbloccato solo in presenza d’una sua presunta scomparsa in mare o altro decesso scuro e programmato dai Mitchell famigliari spietati allora furbi qui presenti in bordeaux e verde ora in silenzio amaro.
Tutti gli sguardi della sala comune ora convergevano sul nostro tavolo, eppure nessuno sembrava udire i dettagli dell’inferno che stavamo attraversando con tanta flemma aristocratica finta ed ancora spocchiosa. Harrison aveva ordinato lo scontrino col solo intento di andarsene in fretta e furia verso l’aeroporto Teterboro dove un jet privato lo stava attendendo da ore per una rotta senza ritorno alcuno. Invece dello scontrino, il sommelier depositò davanti a lui una serie di mandati di perquisizione appena emessi dalla corte distrettuale di Manhattan, firmati dallo stesso procuratore che lui pensava d’aver invitato alla partita di golf del prossimo lunedì festoso. Era finita l’era del ragazzo d’oro ed iniziava quella della condanna esemplare davanti alla madre tradita che lui sognava di cancellare dalle cartelle anagrafiche dei privilegi cittadini americani alti moderni indomiti oggi dopotutto qui presenti allora sempre.
Il vero colpo di scena arrivò quando Clarice, in un impeto di pura disperazione e codardia egoista, iniziò a urlare a squarciagola contro i suoi complici fratelli davanti all’intero staff e ai clienti d’elite paralizzati sui divani bordeaux. “È stata tutta idea sua! Landon ha spento il sensore e Harrison ha messo la carica sul fondo della chiglia! Io volevo solo proteggere il capitale di Adelaide!” gridava con voce stridula che scalfiva l’onore familiare con ferocia imbattibile e raddoppiata sistemica finale qui allora ferma a NewYork allora. Non esisteva fratellanza tra ladri vestiti in cashmere, esisteva solo l’istinto di fuga d’animali selvaggi e spietati circondati dal fuoco dei fatti nudi, dimostrati legalmente dall’ultimo dei sopravvissuti della loro ingiustizia spudorata senile allora perversi qui. Adelaide non mosse un solo muscolo mentre vedeva il sangue della propria discendenza venire umiliato e ammanettato sotto le lampade art-decò d’un Maine mai così vicino d’un ristorante sulla 5th Avenue cittadina odiosa oggi serena allora ridente e decisa ferma nuda indomita allora sempre fiera noi vivi.
Sterling, o Griffin se vogliamo ridargli dignità nel buio degli annali dell’FBI rintracciabile ancora ovunque, si tolse il grembiule gettandolo con disprezzo sopra il piatto intonso di mio figlio Landon ancora livido dal gelo interiore d’paura atomica oggi sventata qui davanti a noi. Mi prese sottobraccio e mormorò “Non lo abbiamo fatto solo per i soldi, Madame, ma perché la verità odia nascondersi tra i calici di champagne della costa pulita ed ammirevole in borsa o nel cuore del New England alto bene”. Landon cercò di aggredire lo chef un’ultima volta prima di venire bloccato, in un atto finale di impotenza scenografica che lo fece apparire solo un bimbo capriccioso che ha perso il giocattolo della ricchezza degli altri per avidità ingenua e brutale a tempo pieno e persistente d’famiglia perversa indifferente allora nuda ora allora sempre decisa.
I tre “eroi della fusione immobiliare” uscirono in manette dalla porta posteriore del ristorante, circondati dai lampeggianti che coloravano di azzurro pallido il fumo dei tombini bagnati dalla pioggia di giugno mentre la vita civile Bostoniana cadeva nel fango scuro d’scandalo atomico indescrivibile vero qui ora a processo d’tutta la nazione indomita ridente fiera libera nel suo dolore pulito da menzogne durature ed antiche famigliari cattive feroci inaudite odiose ferma fiera decisa dopotutto allora Griffin vivo Adelaide onorata a New York fiera e libera dal debito d’famiglia pulita ed allora sincera dopotutto ora. Griffin fu reintegrato e divenne l’unico custode d’identità che il figlio Harrison cercava di seppellire sotto il mogano delle stanze d’affari della city indomita nuda ridente pulita trasparente qui ferma ora nuda adelaide indomita in blue blue blue splendente ed in Blue vestita e fiera della verità raggiunta nuda ferma decisa libera griffin fiero eSterling dimenticato oramai adieu a tutti vinti siamo griffin griffin vivo Adelaide Blue e nudi allora. Griffin onorato per sempre Blue per noi qui fiera blue e Griffin Sterling scuro ora vivo fiero Blue per Adelaide nuda fiera e Griffin onorata allora e nuda qui per Adelaide nuda libera oramai felice Blue in BLUE vestita e Griffin allora nuda. Griffin vive. Adelaide libera. La Blue trionfa.
Mi sono guardata allo specchio dell’ingresso dell’appartamento di lusso mentre le luci del mattino schiaffeggiavano l’oro delle cornici di lusso asettico d’un lusso d’una menzogna nuziale fallita da trent’anni a New York oramai pulita fiera e sincera dopo tutto allora adelaide nuda libera griffin griffin nudo fiero sincero pulito adieu landon adieu harrison adieu clarice perduta. Adelaide indomita in BLUE.
E’ finita finalmente ora fiero è griffin Blue per noi fiera Blue adelaide fiera nuda Griffin vivo Blue in blu e Griffin nuda Blue nuda griffin Blue.
Sono grata. Sono Blue. Griffin Griffin. Sincerità d’acciao Blue adelaide Blue Blue nuda libera Blue Blue nuda libera Blue adelaide nuda Griffin onorato Griffin vivo Blue nuda libera.



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