Il cineasta si è spento a Roma. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla moglie Caterina Varzi insieme ai figli Beatrice e Bonifacio
Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di Tinto Brass, venuto a mancare a Roma all’età di 93 anni. La notizia del decesso è stata diffusa dai familiari più stretti, nello specifico dalla moglie Caterina Varzi e dai figli Beatrice e Bonifacio. Nato a Milano il 26 marzo 1933 ma di radici veneziane, Giovanni Ivica Brass, questo il nome completo, proveniva da un contesto familiare legato all’arte. Nonostante il percorso di studi culminato con la laurea in Giurisprudenza, la forte passione per la celluloide lo spinse ben presto a tralasciare la carriera forense per dedicarsi interamente alla regia e alle produzioni visive.

Il suo apprendistato artistico si sviluppò tra la Francia e l’Italia. Durante la fase finale del decennio Cinquanta, visse a Parigi lavorando come archivista e montatore presso la prestigiosa Cinémathèque. Tornato nel territorio nazionale, mosse i primi passi nel settore come assistente alla regia, collaborando anche con figure di spicco come Roberto Rossellini, un’esperienza che segnò profondamente la sua formazione umana e professionale. L’esordio dietro la macchina da presa arrivò nel 1963 con la pellicola d’esordio intitolata originariamente In capo al mondo e poi distribuita come Chi lavora è perduto. In quell’occasione, per aggirare le pesanti sforbiciate imposte dalla censura dell’epoca, modificò la denominazione dell’opera valorizzandone la matrice sociale.

Nel corso degli anni Sessanta firmò diverse realizzazioni sperimentali e di impronta intima, tra cui spiccano lavori come Col cuore in gola del 1967 e L’urlo, datato 1968, che lui stesso considerava il suo progetto più riuscito. La svolta che avrebbe definito la sua intera identità autoriale avvenne tuttavia nel corso dei Settanta, periodo in cui orientò la propria cifra stilistica verso l’esplorazione dell’eros. Da quel momento in poi, la sua filmografia si concentrase su narrazioni dedicate alla liberazione sessuale femminile, spaziando da ricostruzioni storico-erotiche a celebri adattamenti letterari che ottennero grande risonanza commerciale.


Nel corso degli anni Settanta, il celebre cineasta di origine veneziana impresse una svolta decisiva alla propria carriera artistica, focalizzando l’attenzione sulla liberazione sessuale femminile e dando vita a una fortunata stagione autoriale incentrata sull’eros. Tra le realizzazioni più celebri di quel periodo spicca Salon Kitty del millenovecentosettantasei, seguito dal discusso Caligola del settantanove e da La chiave dell’ottantatre, quest’ultimo tratto dall’omonimo testo letterario di Tanizaki Junichiro.

Negli anni successivi la sua filmografia si arricchì di ulteriori produzioni di grandissimo risonanza commerciale e immensa popolarità presso il grande pubblico, come Miranda nel millenovecentottantacinque, Capriccio del millenovecentottantasettanta, Paprika uscito nel millenovecentonovanta e Così fan tutte del millenovecentonovantadue, che vedeva la partecipazione di Claudia Koll. Il percorso dietro la macchina da presa proseguì instancabilmente anche nel decennio successivo con lungometraggi emblematici tra cui L’uomo che guarda, Fermo posta Tinto Brass e Monella, opere che seppero consolidare in modo definitivo una cifra stilistica ed espressiva assolutamente inconfondibile nel panorama cinematografico italiano ed europeo, confermando il talento straordinario del celebre maestro di origini veneziane nella narrazione cinematografica e nella costante esplorazione visiva dell’universo femminile attraverso storie indimenticabili apprezzate ovunque.

Sul piano privato, l’artista si era sposato una prima volta nel 1956 a Venezia con Carla Cipriani, unione da cui nacquero i figli Bonifacio e Beatrice. Rimasto vedovo, nel 2017 convolò a seconde nozze con Caterina Varzi all’età di 84 anni. Negli ultimi tempi, le sue condizioni di salute precarie gli avevano impedito di presenziare all’omaggio cinematografico che la Mostra del Cinema di Venezia gli aveva riservato a settembre, occasione in cui era stata proiettata una copia restaurata del suo film del sessantasette. La famiglia ha reso noto che le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata, lontano dai clamori mediatici.



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