A Kalulu tocca il rosso. A seguire, le proteste della Juve si fanno sentire forte già al riposo, quindi ancora dopo. Bastoni? Nel mirino per quella smorfia presa dai fotogrammi, non solo per il gesto in campo. Anche i tifosi online esplodono, puntando dritti verso l’uomo Inter ma anche verso La Penna. Persino Letta interviene: pochi termini, netti. Sei parole bastano a chiudere il discorso convocazioni. Il caso brucia, resiste, gira.
“Bastoni non va convocato in nazionale”
Chi guidava prima il governo ora insegna, dopo aver mollato pure il posto in Parlamento. Anzi, si sa che adora il pallone, quindi non stupisce abbia occhio per quel duello tra Bastoni e Kalulu al Meazza. Poi ne ha detto la sua senza troppi giri: secondo lui Bastoni in Nazionale proprio no. Basta poco, certe volte. Frase secca. Però fa scattare qualcosa. La rete infatti già brontolava da ore su questo convocato discutibile. Di colpo tutti a chiederselo forte.
Inizio marzo, l’Italia scende in campo. La squadra punta ai playoff mondiali. Partite decisive arrivano in primavera. Ogni risultato pesa. Il cammino si fa stretto. Sogni di qualificazione restano accesi. Incontri ravvicinati decideranno tutto. Nessuno dà nulla per scontato. Gli occhi del calcio fissi sul gruppo azzurro
Adesso, tutti sanno che il match successivo degli Azzurri è contro l’Irlanda del Nord. Si tratta delle semifinali spareggio verso i Mondiali del 2026, una tappa necessaria, seguita – se va bene – dalla finale ravvicinata versus Galles oppure Bosnia. Di certo Gattuso rimarrebbe infastidito da certe scelte, dato che in Bastoni tiene uno dei pilastri della retroguardia.
Quella sera, sotto la curva sud, qualcuno ha acceso una bomba carta. L’esplosione si è sentita forte vicino ad Audero. Il pallone era fermo da pochi secondi. Poi tutto tace, solo fischi dal campo. La partita non riprende subito. I giocatori guardano verso i distinti. Un minuto dopo, l’arbitro consulta gli assistenti. Nessuna interruzione prolungata viene registrata. Le regole parlano chiaro: se il gioco dura meno di due minuti, niente punizioni severe. Così, anche con lo spavento, nessun risultato va segnato sul referto. Nonostante il caos, il silenzio burocratico copre quel momento
Il regolamento morale della FIGC cosa stabilisce
Chissà se Bastoni finirà nei guai. C’è pure un regolamento morale firmato dalla FIGC, fatto apposta per indicare come stare sul serio nel pallone italiano. Questo documento parla chiaro: niente trucchi, niente ombre, solo lealtà vera. Vale per tutti quelli legati al calcio, mica solo per i giocatori in campo ma anche per chi sta fuori dal rettangolo verde. Ognuno deve rispettarlo, punto e basta. Alla fine dei conti, la Federazione – parecchio tempo fa – stilò un codice morale. Lo fece per sostenere il fair play. Un principio oggi messo in dubbio dall’episodio riguardante Bastoni. Lì si tratta di una finta palese. In linea teorica, sanzioni pesanti potrebbero seguire. Tuttavia, tutti immaginano l’esito: protezione delle massime figure. Il calciatore dell’Inter giocherà comunque nelle partite decisive.



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