Un uomo di Scicli, di 39 anni, è stato condannato a quattro anni di reclusione per lesioni gravi e aggravate nei confronti del suo bambino di appena cinque anni. La sentenza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa. La vicenda ha avuto inizio il 4 febbraio dell’anno scorso, quando il piccolo è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore-Baglieri di Modica con un quadro clinico allarmante: presentava fratture al radio e all’ulna del braccio sinistro, all’ulna del braccio destro, e a tibia e perone della gamba sinistra, oltre a numerose tumefazioni sul volto.
La madre del bambino ha contattato il 118, sostenendo inizialmente che il piccolo fosse caduto dal letto. Tuttavia, la gravità delle lesioni ha insospettito il personale sanitario, che ha prontamente allertato le forze dell’ordine. Le indagini condotte dai carabinieri hanno portato, dopo alcune settimane, all’arresto del padre.
Durante l’interrogatorio di garanzia, l’uomo ha ammesso di essere responsabile delle lesioni inflitte al figlio, ma ha fornito una versione alternativa degli eventi. Secondo il suo racconto, il bambino sarebbe caduto qualche giorno prima, scivolando dopo un bagno e battendo il volto contro il pavimento. Ha affermato che le fratture agli arti erano il risultato del suo tentativo di “contenere l’agitazione” del bambino, stringendolo con forza mentre era seduto e immobilizzandogli gli arti superiori e inferiori.
Tuttavia, la spiegazione fornita dall’uomo è stata considerata poco credibile e smentita da ulteriori accertamenti. Al termine del processo, il giudice ha dichiarato il padre colpevole di lesioni gravi, accogliendo quasi interamente la richiesta dell’accusa, che aveva chiesto una pena di quattro anni e sei mesi di reclusione.
Il caso ha sollevato preoccupazioni significative riguardo alla sicurezza dei minori e all’importanza di intervenire tempestivamente in situazioni di sospetto abuso. Le autorità hanno sottolineato la necessità di un monitoraggio attento delle dinamiche familiari che possono portare a violenze domestiche, soprattutto quando sono coinvolti bambini.
In questo contesto, la condanna del padre rappresenta un passo importante verso la giustizia per il piccolo, il quale ha subito gravi danni fisici e psicologici a causa delle azioni del genitore. La sentenza non solo mira a punire il colpevole, ma anche a inviare un messaggio chiaro sulla tolleranza zero nei confronti della violenza sui minori.
Le indagini e il processo hanno messo in evidenza l’importanza della collaborazione tra i servizi sociali, le forze dell’ordine e le strutture sanitarie nel proteggere i bambini da situazioni di abuso. È fondamentale che i segnali di allerta vengano riconosciuti e affrontati tempestivamente per prevenire tragedie simili in futuro.
Il caso di Scicli si inserisce in un contesto più ampio di violenza domestica e maltrattamenti, un problema che continua a preoccupare la società. Le istituzioni sono chiamate a lavorare insieme per garantire la sicurezza dei più vulnerabili e per promuovere una cultura del rispetto e della protezione dei diritti dei minori.



Add comment