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Immagine di repertorio per Robert May

Il giudice: “a blatantly nonsensical account”. Pena sospesa per Robert May a Kidderminster

Robert May: A Kidderminster un 73enne ha ricevuto 27 mesi sospesi per atti indecenti visibili dalla finestra e molestie a una vicina anziana.



Un 73enne di Chaddesley Corbett condannato a 27 mesi sospesi: in aula il giudice critica le sue spiegazioni. Disposti 500 sterline di risarcimento e un ordine restrittivo di tre anni.



Un 73enne di Chaddesley Corbett, nel Worcestershire (Regno Unito), è stato condannato a una pena detentiva sospesa dopo una vicenda di molestie ai danni di una vicina anziana, culminata in episodi ripetuti osservati dalla donna e poi documentati in video. Il giudice ha definito una delle spiegazioni fornite dall’imputato un racconto “blatantly nonsensical”.

Secondo quanto ricostruito in tribunale, Robert May, 73 anni, è stato sorpreso più volte mentre compiva atti sessuali visibili dalla finestra del proprio appartamento e, in un’altra circostanza, mentre toccava la biancheria intima della vicina stesa ad asciugare. La persona offesa è Margaret Day, 79 anni, che ha riferito di aver vissuto per anni una situazione diventata via via più pesante, includendo anche messaggi indesiderati.

Robert May: Le giustificazioni iniziali e i messaggi alla vicina

Quando è stato intercettato la prima volta, May avrebbe spiegato agli agenti che stava applicando un prodotto antidolorifico (“deep heat”) sulle articolazioni doloranti e che, a suo dire, la tenda sarebbe caduta esponendolo involontariamente alla vista dall’esterno. Day, invece, ha raccontato che la sua quotidianità sarebbe stata segnata da una lunga serie di comportamenti molesti, arrivati anche tramite sms: tra gli elementi citati c’è un messaggio in cui l’uomo chiedeva di vedere il seno della donna.

Robert May

In aula è stato ricordato che, nell’estate del 2025, la vedova avrebbe visto l’uomo masturbarsi affacciato alla finestra per oltre 30 volte in un arco di circa sei settimane. La svolta investigativa, secondo quanto riferito, è arrivata grazie alla figlia della 79enne, Susan Mason-Day, che ha ripreso gli episodi e ha consegnato il materiale alle forze dell’ordine.

La sentenza del 19 ottobre a Kidderminster

Il caso è tornato al centro dell’attenzione giudiziaria il 19 ottobre (anno 2026), quando May è comparso davanti al Kidderminster Magistrates’ Court. L’uomo ha ricevuto una condanna a 27 mesi di carcere, sospesa, dopo essersi dichiarato colpevole in una precedente udienza del reato di “outraging public decency” (oltraggio al comune senso del pudore in luogo pubblico).

Durante la lettura della sentenza, il District Judge Ian Strongman ha sottolineato che, nonostante l’ammissione di colpevolezza, l’imputato avrebbe continuato a sostenere di non aver commesso nulla di sbagliato. Il giudice ha ricostruito il contenuto della denuncia: tra giugno e inizio luglio, a più riprese, la vicina avrebbe visto May “in piena vista” e completamente nudo dietro la finestra dell’appartamento.

Robert May

Il giudice ha aggiunto che, durante l’interrogatorio, May avrebbe insistito sulla versione del prodotto applicato per i dolori e della tenda caduta. Tuttavia, messo di fronte al video acquisito dagli inquirenti, avrebbe dovuto riconoscere che le immagini non confermavano quella ricostruzione. Nella valutazione del tribunale, anche dopo gli sviluppi del procedimento l’uomo avrebbe continuato a descrivere l’accaduto come un incidente.

L’episodio in giardino e la spiegazione del “pallone del cane”

Margaret Day with her daughter Sue

Nel corso dell’udienza è stato ricordato anche un altro episodio, distinto dalla contestazione principale: May sarebbe stato ripreso dal campanello con videocamera (Ring doorbell) mentre entrava nel giardino sul retro della vicina e toccava la biancheria intima sulla corda. In quell’occasione, secondo quanto riportato, l’uomo avrebbe spiegato di essere entrato per recuperare la palla del cane e di aver allungato la mano per reggersi, finendo per toccare accidentalmente un reggiseno.

Il giudice ha ricondotto questi fatti a “altre lamentele” di carattere storico non direttamente collegate al capo d’imputazione per cui è arrivata la condanna, ma ha comunque giudicato anche questa versione priva di credibilità, definendola a sua volta una spiegazione senza senso. In aula è stato citato inoltre l’sms alla donna: May avrebbe riferito al servizio di probation che si trattava di uno “scherzo”.

Rob May in her garden

Secondo la ricostruzione del giudice, il nodo centrale resta il mancato riconoscimento della gravità dei comportamenti, nonostante il patteggiamento: l’uomo, è stato detto in tribunale, continuerebbe a non accettare di aver sbagliato.

Risarcimento, ordine restrittivo e il racconto della vittima

Oltre alla pena sospesa, May è stato condannato a pagare 500 sterline di risarcimento e gli è stato imposto un ordine restrittivo di tre anni. La procura, rappresentata da Miss Blacklocke, ha riferito che in passato l’uomo era stato amico di Margaret Day e del marito Brian, oggi defunto.

È stata letta una dichiarazione della donna datata luglio 2025: Day ha raccontato che lei e il marito avevano accolto May con amicizia, descrivendolo come una persona sola, con un cane nero e una vita piuttosto isolata. La 79enne ha riferito che lo conoscevano dal 2013 e che l’uomo lavorava nella manutenzione di giardini per varie proprietà. Ha ricordato momenti di confidenza quotidiana: il marito e May leggevano i giornali ippici il sabato e facevano piccole scommesse, e a volte lei gli dava del cibo avanzato.

Margaret Day with her daughter Sue

Nella stessa dichiarazione, la donna ha scritto che i problemi sarebbero iniziati proprio dal 2013 e che, nelle sei settimane precedenti alla sua testimonianza, lo avrebbe notato spesso in finestra mentre si esponeva. Ha indicato che l’appartamento aveva una struttura con bastone per tenda e una rete al piano terra e ha spiegato di riuscire a vedere l’uomo anche arrivando in paese. La stima riportata è di circa 30 episodi in quel periodo.

In un’ulteriore dichiarazione letta in aula, Day ha affermato di sentirsi ormai un’estranea nella comunità: ha parlato di tristezza e ansia, e di una vita a Chaddesley che, nelle sue parole, si sarebbe “contaminata”. Nel testo è stato citato anche un aumento della pressione e il ricorso più frequente ai medici, oltre al fatto che la vicenda avrebbe inciso sulla fiducia verso gli altri, proprio perché l’uomo era considerato un amico.

Dopo la sentenza, la figlia Susan Mason-Day, 54 anni, di Kidderminster, ha detto di aver avuto l’impressione che il giudice potesse disporre il carcere, ma di ritenere “abbastanza” equa la sospensione. Ha sottolineato la soddisfazione per l’ordine restrittivo, richiesto dalla famiglia, con l’auspicio di chiudere definitivamente la vicenda. Ha aggiunto che il risarcimento dovrebbe essere versato con rate molto piccole (ha citato l’ipotesi di 5 sterline a settimana o al mese) e ha riportato una battuta della madre sulla lentezza del pagamento.

La preoccupazione rimasta, ha concluso, è che dall’attuale abitazione May possa ancora osservare la casa della donna. Per questo la famiglia spera che l’edilizia sociale possa valutare uno spostamento dell’uomo; è stato ricordato anche che la difesa ha menzionato problemi di mobilità, che potrebbero rendere necessario un alloggio più adatto.

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