Il racconto di Glenn Priestley, 73 anni: dal sottotetto della casa della madre al Blackpool Victoria Hospital. Gonfiore fino a 38 cm e 18 giorni di recupero dopo un sospetto morso di falsa vedova nobile.
Un dolore iniziato quasi senza preavviso e una gamba che, nel giro di poche ore, si è trasformata in un caso clinico. È il racconto di Glenn Priestley, 73 anni, pensionato di Blackpool (Lancashire), finito in ospedale dopo quello che i medici hanno ritenuto il morso di un ragno falsa vedova nobile, indicato come il più velenoso tra quelli presenti nel Regno Unito. L’episodio risale al 16 settembre e, secondo quanto riferito dall’uomo, lo ha costretto a un ricovero prolungato e a una riabilitazione ancora in corso.
Priestley era impegnato nei lavori di ristrutturazione della casa della madre, 96 anni, quando avrebbe avvertito un fastidio minimo dietro la gamba sinistra: lo descrive come la sensazione di una puntura leggera. Lì per lì non gli avrebbe dato peso. Il giorno successivo, però, la situazione sarebbe cambiata radicalmente: la gamba si è gonfiata fino a raggiungere, stando al suo racconto, 38 centimetri (15 pollici) di diametro, con arrossamenti e segni visibili sulla pelle.
Glenn Priestley: Dal “puntino” al gonfiore: cosa è successo nelle prime 24 ore
Il 73enne, ex agente immobiliare, racconta di essere passato in breve tempo da un fastidio sopportabile a un dolore sempre più intenso. Il peggioramento lo ha portato prima dal medico di base e poi in ospedale. Dopo la visita dal GP, infatti, è stato indirizzato verso il pronto intervento: Priestley riferisce che, a partire da quel momento, avrebbe trascorso 18 giorni a riprendersi dagli effetti del morso, gran parte dei quali in sedia a rotelle.

L’uomo ha descritto l’impatto emotivo della diagnosi prospettata in reparto, parlando di una situazione “spaventosa”. Nel suo racconto, una porzione significativa della gamba sarebbe diventata un insieme di vesciche, lividi e croste, con un aspetto che lui stesso definisce tutt’altro che rassicurante. Priestley aggiunge anche un dettaglio quasi paradossale: per quanto “curioso” poter dire di essere stato morso da una falsa vedova, non è certo un’esperienza da ripetere.
Nel materiale riportato si ricorda che nel Regno Unito sono presenti sei specie di questi ragni, ma che solo due vengono indicati come in grado di perforare la pelle umana: la noble false widow (falsa vedova nobile) e il cupboard spider. Priestley ritiene che nel suo caso possa essere stata coinvolta la falsa vedova nobile, una specie che può arrivare fino a 1,5 centimetri di dimensione.
Il morso nel sottotetto e il ragno visto sul muro

Secondo la ricostruzione dell’uomo, tutto sarebbe iniziato nel sottotetto dell’abitazione della madre, in una cittadina di mare. Priestley colloca il morso al 16 settembre, nel momento in cui avrebbe sollevato una coperta dal pavimento mentre si trovava in soffitta.
Racconta anche un particolare avvenuto poco prima: nelle ore precedenti, dice di aver notato un ragno marrone di dimensioni medie che si arrampicava su una parete. Non avrebbe però dato importanza alla presenza dell’animale, scambiandolo per un comune ragno domestico.
Il giorno successivo al morso, nonostante i primi segnali di dolore mentre camminava, riferisce di aver portato avanti i suoi impegni, partecipando a due eventi per veterani. Il vero crollo sarebbe arrivato al rientro: il dolore, a suo dire, era ormai marcato e il gonfiore evidente. È in quel momento che avrebbe avuto la sensazione che la gamba potesse “scoppiare”, immagine con cui prova a rendere l’idea della pressione e della sofferenza provate.
La visita dal medico, gli esami e l’ipotesi della falsa vedova

Due giorni dopo, il 18 settembre, Priestley si è rivolto al proprio medico. Nel suo racconto, gli esami del sangue avrebbero mostrato valori compatibili con un’infezione (marker “alzati”), circostanza che ha portato al passo successivo: l’invio al Blackpool Victoria Hospital.
Qui, spiega, è stato valutato nell’unità di assessment medico e sottoposto a una serie di accertamenti per capire l’origine del problema. Vengono elencati un’risonanza magnetica (MRI), una TAC (CT scan), un Doopla scan e una radiografia. Solo dopo questo percorso, e a seguito di quella che lui definisce una “eliminazione” delle altre possibili cause, i medici gli avrebbero comunicato che la spiegazione più probabile era un morso di ragno falsa vedova.
Quanto ai sintomi, Priestley insiste soprattutto sulla componente dolorosa: afferma che, a tratti, il dolore era “insopportabile”, al punto da valutarlo nove su dieci, il peggior livello provato nella sua vita. Dice anche di aver dovuto trattenersi dal gridare.
Un dettaglio rilevante del suo racconto riguarda i primi giorni di immobilità: per nove giorni, spiega, non sarebbe riuscito ad appoggiare il piede a terra. Il semplice gesto di abbassare la gamba gli avrebbe provocato un peggioramento immediato della sofferenza, come se l’afflusso di sangue verso la ferita amplificasse il dolore.
Dimissioni e recupero: ancora fasciature e deambulatore

Priestley riferisce di essere stato dimesso il 6 ottobre, dopo un periodo complessivo di 18 giorni trascorsi a recuperare dagli effetti del morso. Al momento del racconto, aggiunge, la situazione non era ancora completamente risolta: la gamba e il piede risultavano ancora gonfi e fasciati, e per camminare continuava a utilizzare un deambulatore (Zimmer frame).
L’episodio, così come descritto, mette in fila una progressione rapida: un contatto percepito inizialmente come minimo, un forte gonfiore nel giro di un giorno, quindi l’intervento dei sanitari e una convalescenza lunga, con limitazioni importanti alla mobilità. L’attribuzione alla falsa vedova nobile viene riportata come esito del percorso diagnostico riferito dall’uomo, non come identificazione diretta del ragno.



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