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Immagine di repertorio per Kim Jong-un

Kim Jong-un è morto? Le voci online e lo stop improvviso del Pyongyang Times

Voci su Kim Jong-un e Pyongyang Times non raggiungibile: cosa si sa e cosa resta non confermato (19 ottobre 2026).



Indiscrezioni sulla salute del leader nordcoreano e il caso del sito Pyongyang Times non raggiungibile: tra controlli sui server e dichiarazioni attribuite a Wanjun Xie (CDP), senza conferme ufficiali.



Il 19 ottobre 2026, in serata, una serie di voci su un possibile peggioramento delle condizioni di salute di Kim Jong-un hanno iniziato a circolare online, alimentate anche da un elemento tecnico: l’apparente indisponibilità del sito in lingua inglese Pyongyang Times, testata riconducibile all’apparato informativo nordcoreano. La morte del leader, indicato come 42enne, non risulta confermata nella fonte.

 

Secondo quanto riportato, il timore è che la Corea del Nord possa prepararsi a comunicare un evento grave. Le indiscrezioni parlano di un coma seguito a una emorragia cerebrale avvenuta “nel weekend”. Si tratta però di ricostruzioni non verificate: allo stato dei fatti, l’unico riscontro citato è legato al comportamento del sito d’informazione e a controlli esterni sul suo funzionamento.

Kim Jong-un: Il nodo Pyongyang Times: sito non raggiungibile e controlli sui server

Nel racconto, la sequenza è questa: mentre non arriva alcuna conferma ufficiale di un decesso, la piattaforma Pyongyang Times risulta improvvisamente non accessibile nel momento in cui la testata britannica prova a collegarsi. L’episodio viene interpretato come un possibile segnale di un annuncio imminente, ma resta un’ipotesi.

Viene citato anche l’intervento di un soggetto terzo che monitora l’attività dei siti web: secondo tale verifica, i server del Pyongyang Times non risponderebbero. La fonte aggiunge che un eventuale vuoto al vertice potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo interne, ma anche per l’area circostante, prospettando scenari di destabilizzazione. Questa, tuttavia, è una valutazione, non un fatto già in atto.

Kim Jong-un is known to live an unhealthy lifestyle

Le dichiarazioni attribuite a Wanjun Xie e la versione sul ricovero

Le voci, sempre secondo la fonte, trovano nuova spinta dopo l’intervento di Wanjun Xie, indicato come Chairman of China Democracy Party (CDP). Xie scrive che medici sarebbero stati “dispatched” per curare Kim Jong-un. Nella stessa dichiarazione, riportata come citazione, sostiene che il leader nordcoreano avrebbe subito una grave emorragia cerebrale con successivo coma.

La ricostruzione prosegue affermando che un team del Peking Union Medical College Hospital sarebbe stato inviato in Corea del Nord per assistenza e che, a causa di condizioni mediche giudicate inadeguate sul posto, Kim Jong-un sarebbe stato trasferito nello stesso ospedale a Pechino per cure d’urgenza. La fonte riporta inoltre l’affermazione secondo cui la “finestra ottimale” per il trattamento sarebbe stata superata e che il leader sarebbe morto, con il corpo riportato segretamente in Corea del Nord e la notizia tenuta nascosta.

Si tratta di una catena di dichiarazioni attribuite a Xie: nel materiale non compaiono riscontri indipendenti o conferme ufficiali nordcoreane o cinesi. Di conseguenza, tali elementi vanno considerati come affermazioni non verificate all’interno di un contesto di speculazioni.

He is friends with Putin

Successione, stabilità e truppe: cosa viene ipotizzato (senza conferme)

Nella parte finale, la fonte riporta un’ulteriore aggiunta attribuita a Xie: l’idea che la morte di Kim Jong-un potrebbe ostacolare i piani di successione di Kim Ju-ae e aprire la strada a una possibile guerra civile in Corea del Nord. Anche qui si parla di “rumours”, quindi di indiscrezioni, non di eventi documentati.

Viene inoltre riferito che il Chinese Communist Party avrebbe “reported” inviato 9.000 soldati a Pyongyang per sostenere Kim Ju-ae nella stabilizzazione del suo potere. In parallelo, si cita uno stato di allerta (indicato come Level III) per il Northern Theater Command dell’Chinese People’s Liberation Army, con misure operative descritte nella dichiarazione: sospensione di permessi, visite alle famiglie e smobilitazioni/pensionamenti, richiamo del personale e controlli più severi su entrate e uscite.

Anche questi passaggi vengono presentati dalla fonte come parte delle affermazioni diffuse da Xie e come materiale di rumorologia: nel dossier non ci sono comunicazioni istituzionali che confermino né l’eventuale decesso né movimenti di truppe o livelli di allerta.

Tra segnali tecnici e opacità informativa: i limiti dei riscontri

Il caso mette in evidenza un punto chiave: in un sistema altamente controllato come quello nordcoreano, l’assenza o l’interruzione di un canale informativo può essere letta come un indizio, ma non costituisce una prova. L’unico elemento descrittivo verificabile nel testo è che il sito Pyongyang Times risultava non raggiungibile nel momento del controllo e che un servizio di monitoraggio avrebbe rilevato server non rispondenti.

Tutto il resto — dall’emorragia cerebrale al presunto ricovero al Peking Union Medical College Hospital, fino alle ipotesi sulla successione e sull’impiego di truppe — rimane nel perimetro di dichiarazioni attribuite e di speculazioni. In assenza di conferme ufficiali o di riscontri indipendenti, la notizia resta dunque sospesa tra rumor e interpretazioni, con un impatto potenzialmente enorme solo nel caso in cui arrivassero comunicazioni formali.

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