I genitori di Francesca Tuscano, deceduta a seguito della somministrazione del vaccino AstraZeneca, non intendono desistere dalle loro azioni legali. Il 4 dicembre scorso, la Procura ha richiesto l’archiviazione del caso, dopo oltre quattro anni e mezzo di indagini. La Pubblico Ministero Arianna Ciavattini ha dichiarato che non esistono elementi di criticità sanitaria riconducibili agli effetti avversi del vaccino anti-Covid-19 nel decesso dell’insegnante genovese 32enne.
Nonostante ciò, i genitori intendono proseguire con le loro azioni legali in merito alla morte della figlia, causata dalla trombosi cerebrale con crollo delle piastrine, nota come “Vitt”, scatenata dai vaccini adenovirali. Hanno citato in giudizio non solo il personale che operava presso l’hub vaccinale dell’Albergo dei Poveri, dove Francesca si è recata il 22 marzo 2021, ma anche lo Stato, rappresentato dal Ministero della Salute (all’epoca diretto da Roberto Speranza).
I genitori della 32enne mirano a contestare la “catena di comando” che ha autorizzato l’uso di AstraZeneca anche per gli individui sotto i 50 anni in Italia, a differenza di altri Stati come la Francia, che hanno inizialmente sospeso l’uso del vaccino a seguito di segnalazioni provenienti da diversi paesi europei.
Il prossimo 26 febbraio, dinanzi alla Giudice per le Indagini Preliminari Angela Nutini, si discuterà l’opposizione all’archiviazione presentata dagli avvocati del padre e della madre di Francesca, il civilista Federico Bertorello e il penalista Salvatore Bottiglieri.
Il documento include anche le carte relative alla morte della 18enne di Sestri Levante, Camilla Canepa, anch’essa vittima della “Vitt”.
Nelle pagine del documento, come riportato da Repubblica, i Pubblici Ministeri Stefano Puppo e Francesca Rombolà, pur avendo indagato esclusivamente cinque medici del Pronto Soccorso di Lavagna (poi prosciolti dal Giudice per le Indagini Preliminari), hanno interrogato, in qualità di persone informate sui fatti, i membri dell’allora Comitato Tecnico Scientifico (CTS), l’organismo che ha fornito alle Regioni l’autorizzazione ad aprire gli Open Day con AstraZeneca fino ai 18enni su base volontaria.



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