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Salis indagata, il padre torna all’attacco: ma punta il dito dalla parte sbagliata



Roberto Salis, dopo un prolungato periodo di assenza da interventi pubblici e la sua uscita dalla piattaforma social “X”, ha ripreso la parola ieri, a seguito dell’identificazione della figlia, Ilaria Salis. Su Facebook, Salis ha criticato aspramente il governo, affermando: «Il regime del governo Giorgia Meloni, come tutti i regimi postfascisti, ritiene che il modo migliore per garantire il proprio potere sia reprimere con la forza l’opposizione».  Secondo il padre dell’europarlamentare, «i pretesti utilizzati per giustificare questa azione intollerabile verrebbero meno se solo il Ministero della Giustizia, guidato da Nordio, adempisse al proprio dovere e procedesse con il processo a Ilaria Salis, cosa che potrebbe fare da tre anni. Tuttavia, è consapevole che l’accusa è completamente infondata e preferisce perpetuare la narrazione che risuona con la propria base elettorale».



A sinistra, follower non leader. La Salis deve spiegare, non piagnucolare

di Daniele Capezzone per Il Tempo

Osservando le fotografie di Pasquale Carbone e leggendo l’articolo di Francesca Musacchio, non si troveranno solo immagini e un resoconto analitico di una manifestazione di estremisti, ma si otterrà anche una comprensione di chi guida effettivamente la sinistra.  Il nostro titolo di oggi, “Le primarie”, riflette questa realtà.

Si ritiene che siano Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni a dettare la linea politica?  Tutt’altro: essi sono follower piuttosto che leader, inseguono l’onda come surfisti.  Non si rendono conto di essersi ridotti a una claque di uno spettacolo di estremismo, ad accompagnatori di una deriva pericolosa anche per loro stessi.

Come Il Tempo ha documentato per tutta la settimana, sui canali online la manifestazione era stata convocata con parole d’ordine di puro estremismo. Da ieri mattina circolavano anche i recapiti di un “team legale” per i manifestanti.  Ci si chiede: da quando in quasi si partecipa a una manifestazione con l’avvocato al seguito, a meno di non avere già in partenza intenzioni bellicose?

Si tratta di un repertorio che suscita orrore: immagini di Meloni, La Russa e Nordio messi a testa in giù, una ghigliottina in bella vista, e via delirando.

È sorprendente che nessuna figura autorevole di sinistra abbia ritenuto opportuno dissociarsi da tali dichiarazioni, tanto meno i media locali, solitamente indulgenti nei confronti delle posizioni più estreme.

Un episodio particolarmente singolare riguarda Ilaria Salis, che ha espresso pubblicamente disappunto sui social media in merito a una richiesta di esibizione dei documenti, precisando che non si è trattato di una perquisizione.  È curioso osservare come individui che si presentano come contestatori rivendichino al contempo privilegi speciali, quasi a costituire una casta privilegiata all’interno del movimento estremista.  In un contesto meno grave, tale atteggiamento potrebbe persino suscitare un sorriso.

Al contrario, l’onorevole Salis dovrebbe fornire chiarimenti in merito al curriculum vitae e ai precedenti penali del suo collaboratore presente durante il suo soggiorno a Roma.  Si ricordi che un ex portavoce ministeriale è stato oggetto di critiche per una conversazione con Fabrizio Piscitelli, mentre un altro ministro è stato costretto alle dimissioni a causa di una persona che non era stata formalmente assunta.  Il Tempo auspica una risposta da parte dell’onorevole Salis.

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