Il Festival di Sanremo è stato al centro di una polemica che ha coinvolto Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), il quale ha sollevato accuse di censura in merito a un episodio avvenuto durante la manifestazione. La controversia è iniziata quando sul palco del festival è apparsa una storica prima pagina del quotidiano l’Unità, in riferimento al referendum istituzionale che portò alla fine della monarchia in Italia. L’anziana Gianna Pratesi è stata chiamata a testimoniare su come la sinistra avrebbe ostacolato la monarchia sostenuta dai fascisti.
Fratoianni ha criticato la Rai per aver rimosso il logo de l’Unità dalla foto mostrata durante l’evento. Ha dichiarato: “Sul palco del Festival di Sanremo è stata censurata l’immagine di alcuni cittadini italiani che nel giugno del 1946 leggevano l’Unità con la notizia della vittoria della Repubblica al referendum.” Secondo il leader di Avs, questa modifica, effettuata tramite un intervento di photoshopping, rappresenterebbe una grave operazione per oscurare un pezzo fondamentale della storia italiana. Ha aggiunto che il giornale e il Partito Comunista hanno avuto un ruolo cruciale nella campagna elettorale che ha portato alla caduta della monarchia.
Tuttavia, la polemica non ha avuto una lunga vita. Williams Di Liberatore, direttore dell’intrattenimento prime time della Rai, ha rapidamente chiarito la situazione, spiegando che la rimozione del marchio non era motivata da una volontà di censura, ma piuttosto da una questione tecnica. In conferenza stampa, ha affermato: “È una questione tecnica, lo abbiamo fatto anche su altre foto, per evitare indebiti rilievi.” Di Liberatore ha specificato che la Rai segue un processo di placement regolamentato e che l’immagine di un marchio, anche se legato a un giornale, può essere soggetta a restrizioni.
La risposta di Di Liberatore è stata rivolta anche a una giornalista del Fatto Quotidiano, che aveva sollevato la questione in sala. Il direttore ha ribadito che, sebbene l’Unità sia un giornale, il suo logo rientra in una categoria di marchi che devono seguire determinate linee guida. Ha concluso dicendo: “Si cerca di esser prudenti.” Nonostante le spiegazioni, Fratoianni ha continuato a insistere sulla presunta censura, sostenendo che la situazione fosse troppo bella per essere vera, persino per chi si colloca a sinistra.



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