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Senato, la polemica sulla “password fascista”: l’incredibile accusa del PD



(ANSA) “Nell’aula del Senato dove ieri si è tenuta la riunione col Commissario Ue per il Clima Wopke Hoekstra per accedere alla Wi-Fi bisognava digitare una password contenente la parola ‘Dux’.



Omaggiare il Duce – anche se lo si fa per scherzo, cosa peraltro tutto da dimostrare – denota cattivo gusto ragguardevole e scarso rispetto delle istituzioni.

Siamo sicuri che anche il presidente del Senato La Russa la pensa come noi e diamo per scontato che si sia già adoperato per evitare che una simile ridicolaggine si ripeta”. Lo dice il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali.

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “La Repubblica”

Nel Senato della Repubblica, la password del wifi per un giorno diventa “dux”. […] Il cartello è stato appeso ieri mattina a Palazzo Madama, per una riunione congiunta delle commissioni parlamentari a tema ambiente, con il commissario dell’Unione europea per il clima, l’olandese Wopke Hoekstra.

Logo della Camera alta del Parlamento, data, «31 marzo 2026», credenziali ufficiali della «Rete Wi-Fi Senato Wireless». La password, come accade di norma, è un codice alfanumerico, cioè una sequenza che mischia lettere dell’alfabeto latino e numeri arabi. Solo che stavolta, la combinazione appare più nostalgica che accidentale. La password è così: «UFSsDuxV8SXmn».

Dunque proprio al centro, si legge «Dux» (a voler essere molto sospettosi, forse maliziosi, segnala uno dei presenti all’audizione, si potrebbe scorgere anche la scritta “Ss” e “Xm”, la sigla della Decima mas cara a Vannacci). Dux però c’è, inequivocabile.

Una casualità? Secondo l’intelligenza artificiale, le probabilità che la parola “Dux” compaia in una sequenza alfanumerica del genere sono una su 21mila, cioè lo 0,0046%. Un operatore che si è accorto del riferimento mussoliniano racconta di essersi rivolto a un’addetta del Senato, ricevendo una risposta divertita, come fosse un tranello da ragazzi appena sgamato: «In realtà – la replica – ogni tanto ci divertiamo anche a scrivere Urss».

Come dire: evocazioni dittatoriali, sì, ma doverosamente bipartisan. Chissà che avrebbe pensato la senatrice Liliana Segre, se si fosse imbattuta nell’insegna.

Nel programma della visita di Hoekstra, tra gli accompagnatori ufficiali nel Senato è segnato unicamente un parlamentare: «Luca De Carli», verosimilmente Luca De Carlo di Fratelli d’Italia, presidente della commissione Agricoltura di Palazzo Madama. Il quale non ha potere di dettare le password. E infatti nel suo intervento sosteneva: «Meno ideologia, più pragmatismo». Dev’essersi scordato di riferirlo agli informatici.

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