Mio padre ci ha lasciate quando ero solo una bambina. Almeno, questo è ciò che ho sempre creduto.
Mia madre mi ha sempre raccontato che se n’era andato con un’altra donna, abbandonandoci senza mai voltarsi indietro. Non una telefonata, non una visita, non un biglietto d’auguri per i compleanni.
Col tempo ho imparato a nascondere quel dolore, a ripetermi che semplicemente non mi voleva, e che non c’era altro da capire.
Solo per fini illustrativi
Poi, vent’anni dopo, tutto è crollato.
Una sera, mentre scorrevo distrattamente Facebook, è comparsa una richiesta di messaggio da una donna che non conoscevo:
«Credo che tu sia mia sorella», scriveva.
Non avevo ancora fatto in tempo a elaborare quelle parole, che ne è arrivato un altro messaggio — stavolta con una foto allegata. Ho cliccato, convinta fosse un errore.
Ma appena l’immagine si è caricata, il cuore mi si è fermato.
L’uomo nella foto era il mio futuro capo — l’amministratore delegato dell’azienda presso cui avevo appena fatto domanda. Avevo visto la sua foto sul sito: completo impeccabile, sguardo deciso… e quegli occhi verde intenso, inconfondibili. Gli stessi che vedevo ogni giorno riflessi nello specchio.
Non ho risposto. Non riuscivo. Sono rimasta lì, immobile, fissando un volto che improvvisamente mi sembrava insieme familiare e lontanissimo.
Il giorno dopo è arrivato un altro messaggio, breve e inquietante:
«Dobbiamo vederci.»
Quando finalmente ci siamo parlati, la verità è emersa a frammenti — confusa, intricata, e ben diversa da quella che avevo sempre conosciuto.
Lui insisteva di non averci lasciate per un’altra donna.
Solo per fini illustrativi
Secondo la sua versione, la realtà era molto più oscura: la donna che mi ha cresciuta non era la mia vera madre.
Disse di essere sparito per proteggermi, di aver cambiato identità e costruito una nuova vita per potermi ritrovare un giorno — quando sarebbe stato finalmente sicuro.
E adesso, sosteneva, quel momento era arrivato.
Non so cosa credere. Le sue parole suonavano sincere, ma vent’anni di silenzio sono un’ombra troppo lunga da cancellare.
Una parte di me vuole conoscere la verità. Un’altra vorrebbe solo scappare.
So soltanto questo: lunedì inizierò il mio nuovo lavoro.
E l’uomo che forse è mio padre sarà lì, nell’ufficio d’angolo al piano di sopra, ad aspettare la figlia che ha lasciato indietro.
Che io sia pronta o no.



Add comment