La trentacinquenne si era recata al pronto soccorso per un forte dolore alla gamba. La famiglia ha presentato un esposto e la procura attende l’esito dell’esame autoptico
Valentina Filannino, una donna di trentacinque anni residente in Puglia, è deceduta all’ospedale Dimiccoli di Barletta in seguito a un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute. La vicenda ha spinto i familiari a presentare un esposto formale alle autorità competenti per fare luce sulla gestione del primo accesso al pronto soccorso e sulle successive valutazioni cliniche che hanno portato al ritorno a casa della paziente. La magistratura ha disposto l’esecuzione dell’esame autoptico per chiarire con precisione le cause biologiche che hanno determinato il decesso.
I fatti si sono svolti tra giovedì ventinove e venerdì trenta ottobre dell’anno duemilaventisei nella struttura sanitaria della città barlettana, dove la giovane era stata accompagnata a causa di una sintomatologia dolorosa localizzata a livello dell’arto inferiore sinistro. Secondo quanto ricostruito attraverso i racconti dei parenti, la gamba appariva visibilmente gonfia e presentava una colorazione più scura rispetto alla norma. Durante il primo passaggio nella struttura d’emergenza, i sanitari avevano sottoposto la paziente a una serie di accertamenti diagnostici, tra cui una tomografia computerizzata.
La famiglia ha deciso di rivolgersi alle autorità per ricostruire i passaggi della vicenda e capire quali valutazioni abbiano portato alle dimissioni dopo il primo accesso in ospedale. In particolare, i familiari chiedono di chiarire gli accertamenti effettuati, anche alla luce di quanto riferito sulla presunta evidenza di una tromboembolia polmonare alla Tac, e le condizioni della paziente al momento in cui è stata mandata a casa con una nuova terapia.
Sulla base degli esiti di tale esame, i medici avevano escluso la necessità di un ricovero ospedaliero immediato, optando per la dimissione e prescrivendo una terapia farmacologica da seguire in autonomia presso il domicilio. Nonostante le richieste avanzate dalla stessa paziente di trattenersi in ospedale per ulteriori controlli, la dimissione è stata confermata e la trentacinquenne ha lasciato il nosocomio per recarsi nell’abitazione della madre. Poco dopo l’arrivo nella casa materna, la situazione clinica è precipitata rapidamente mentre la donna stava salendo le scale interne, momento in cui ha perso conoscenza.
Di fronte a questo improvviso collasso, i familiari hanno immediatamente allertato i soccorsi sanitari, che sono intervenuti sul posto per trasferire d’urgenza la paziente nuovamente al pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli di Barletta. Una volta giunta nel presidio sanitario per la seconda volta, i medici ne hanno disposto il ricovero immediato all’interno del reparto di Rianimazione, dove la trentacinquenne è rimasta affidata alle cure del personale medico per circa ventidue ore consecutive, prima del tragico epilogo che ha scosso profondamente tutti i suoi cari, i quali adesso pretendono giustizia e chiarezza totale su ogni singola decisione clinica presa dai professionisti durante quella fase iniziale di valutazione diagnostica all’interno del nosocomio cittadino, ritenuta cruciale per comprendere le reali motivazioni che hanno determinato il decesso della giovane donna originaria della Puglia, la quale aveva festeggiato il suo compleanno pochi giorni prima della drammatica scomparsa avvenuta nella struttura sanitaria barlettana tra la fine del mese di ottobre dell’anno duemilaventisei.
Nonostante i tentativi terapeutici messi in atto dai sanitari nel reparto di terapia intensiva dellospedale Dimiccoli di Barletta, il quadro clinico della giovane Valentina Filannino è rimasto gravemente compromesso fino al suo tragico decesso, sopraggiunto dopo ventidue ore di ricovero. La famiglia, distrutta dal dolore profondo per una perdita così improvvisa e inaccettabile, chiede adesso con determinazione alle autorità competenti di accertare se siano stati compiuti errori di valutazione durante il primo accesso al pronto soccorso della struttura sanitaria, soprattutto in relazione ai risultati della Tac e alla presunta presenza di una tromboembolia polmonare.
Per eseguire tutti i necessari accertamenti medico-legali disposti dalla magistratura, la salma è stata trasferita presso lIstituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, dove il medico legale eseguirà lautopsia.




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