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Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti blocca l’ok e rimanda il dossier all’organo collegiale: cosa succede ora



La questione del Ponte sullo Stretto di Messina continua a suscitare interrogativi e controversie. Dopo che la Corte dei Conti ha richiesto chiarimenti al governo riguardo alla delibera del Cipess sul progetto definitivo dell’opera, il governo ha presentato una vasta documentazione il 13 ottobre. Tuttavia, i magistrati contabili hanno deciso di approfondire ulteriormente il dossier, ora passato alla Sezione Centrale di controllo della legittimità sugli atti del governo.



Nell’intestazione del documento inviato dalla Corte dei Conti, si evidenzia che “non sono stati superati i dubbi di legittimità” emersi dall’esame del provvedimento. Pertanto, è stata avanzata un’istanza di deferimento all’organo collegiale, condivisione dei contenuti e delle conclusioni. L’adunanza della Sezione della Corte dei Conti è stata programmata per il 29 ottobre alle 10, momento in cui si discuterà della delibera del Cipess e si valuterà il via libera definitivo all’opera.

Secondo quanto comunicato dalla società Stretto di Messina, questa decisione non comporterà un allungamento dei tempi per la registrazione della delibera, fissata al 7 novembre, ma è stata presa per consentire ulteriori verifiche sui chiarimenti già forniti. L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha espresso fiducia in un esito positivo, sottolineando che l’azienda ha operato nel rispetto delle normative italiane ed europee.

Il documento della Corte dei Conti, che ha portato alla richiesta di deferimento, evidenzia “dubbi” sui principi di derivazione eurounitaria di concorrenza, in relazione alle “significative modifiche” apportate al progetto originale e alle nuove opere e varianti previste. Vengono sollevate anche criticità riguardo alle modifiche sostanziali nelle modalità di finanziamento dell’opera, che inizialmente prevedeva capitale privato e ora fa affidamento su risorse pubbliche. Le conclusioni del documento suggeriscono che la delibera Cipess n. 41/2025 debba essere valutata in conformità con il quadro normativo di riferimento e i principi eurounitari.

L’opposizione ha reagito con preoccupazione. Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha definito “gravissimo” l’atto della Corte dei Conti e ha esortato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a fermare il progetto. Secondo Bonelli, il governo non può più delegare a Matteo Salvini la responsabilità di chiarire la situazione, specialmente in un contesto di crisi economica e sociale. Ha criticato la decisione di finanziare un’opera con 15 miliardi di euro, evidenziando le gravi criticità sollevate dalla Corte.

Inoltre, Bonelli ha messo in discussione la fattibilità del progetto, citando un incremento irrealistico dei flussi di traffico previsti, passati da 3 milioni a oltre 13 milioni di veicoli all’anno. Ha chiesto a Meloni di attendere le valutazioni dell’Unione Europea riguardo a possibili violazioni del diritto comunitario in materia di gare e tutela ambientale, dato che l’area è soggetta a vincoli.

Il segretario confederale della Cgil, Pino Gesmundo, ha sostenuto che la richiesta di deferimento conferma le preoccupazioni già sollevate in sede europea riguardo a incongruenze procedurali. Ha sottolineato che il rispetto delle leggi e delle procedure è fondamentale per l’uso delle risorse pubbliche, come stabilito dalla Costituzione. Gesmundo ha esortato il governo a ritirare il progetto e avviare un confronto serio su come costruire un sistema infrastrutturale efficiente in Calabria e Sicilia.

Da parte della Lega, il senatore Nino Germanà ha definito l’atteggiamento della Corte dei Conti come un “accanimento senza precedenti” contro il progetto del Ponte, sottolineando che nessuna opera infrastrutturale ha mai subito un simile scrutinio. Ha affermato che il progetto è portato avanti dalla Lega e che la società Eurolink, in collaborazione con la Stretto di Messina, ha già avviato selezioni per assumere personale per la costruzione del Ponte.



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