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Una passeggiata dal salone che portò con sé una lezione inaspettata



Uscendo dal salone di bellezza, si sentiva più leggera di quanto non si fosse sentita da settimane. Non era solo per il nuovo taglio di capelli o per il riflesso luminoso nello specchio — era la sensazione di aver fatto qualcosa di gentile per sé stessa.



Mentre camminava verso l’auto, notò che alcune persone la guardavano: qualcuno sorrideva, altri si voltavano per un secondo sguardo, e per un momento sentì una tranquilla fiducia risalirle dentro.

Rise tra sé, pensando a quanto fosse raro sentirsi pienamente presente, a proprio agio nella propria pelle.
Il sole del pomeriggio le sembrava più caldo, la strada più viva, come se il mondo avesse alzato il volume solo per lei.

Attraversando la via, ripensò alla sua giornata. La vita era diventata una corsa costante — impegni, responsabilità, abitudini che non lasciavano mai spazio per respirare.
Quell’appuntamento dal parrucchiere era stato infilato a fatica tra mille cose da fare, eppure si era rivelato sorprendentemente significativo.
Si rese conto di quanto spesso vivesse in fretta, senza davvero notarsi.
Oggi era diverso.
Rallentò il passo, ascoltando il ritmo dei suoi passi e il brusio del traffico, assaporando quel piccolo momento che era solo suo.

Arrivata al semaforo, una voce gentile la fece voltare.
Un uomo, poco distante, la osservava con esitazione, come se non volesse interromperla.
Lei lo guardò, curiosa.
Non fu un commento sul suo aspetto, come forse si sarebbe aspettata:
lui semplicemente indicò le sue scarpe e disse, con tono calmo, «Il suo laccio è slacciato.»

Il momento la spiazzò, e scoppiò a ridere.
Lo ringraziò, piegandosi per annodare la scarpa, e in quel gesto semplice si rese conto di qualcosa di buffo:
quello che aveva interpretato come attenzione o ammirazione era, in realtà, solo una piccola svista quotidiana.

Guidando verso casa, rifletté su quanto facilmente le nostre menti costruiscono storie quando la fiducia si intreccia con l’immaginazione.
Non si sentì imbarazzata, anzi — si sentì più radicata.
Capì che la fiducia non nasce dall’essere notati, ma dal notarsi con gentilezza e un pizzico di ironia.

Quell’incontro fugace divenne un promemoria prezioso:
il mondo non ci osserva sempre con l’attenzione che immaginiamo — e va bene così.
A volte, sentirsi bene non significa essere al centro dell’attenzione,
ma saper riconoscere i piccoli, semplici momenti che ci riportano con dolcezza a noi stessi.



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