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Parte a Milano il corteo contro Olimpiadi e ICE: centinaia di manifestanti, scatta l’allerta



Oggi, Milano è stata teatro di un corteo nazionale contro le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, con particolare attenzione alla presenza dell’Ice, l’organizzazione americana al centro di diverse controversie per l’uso della forza contro persone straniere. L’ente è stato chiamato a garantire la sicurezza del vicepresidente americano JD Vance, suscitando proteste tra i manifestanti.



Il corteo è stato organizzato dal Cio (Comitato insostenibili olimpiadi), che comprende collettivi studenteschi, associazioni e altre realtà, tra cui alcuni gruppi antagonisti che hanno occupato l’ex Palasharp a Lampugnano. In concomitanza con le manifestazioni, il Cio ha dato vita alle Utopiadi, una contromanifestazione dedicata allo sport popolare, che si svolgerà dal 5 all’8 febbraio. Oggi, si sono già tenuti allenamenti aperti e sono stati creati spazi dedicati ai bambini, con attività che proseguiranno domani, tra cui corsi di danza, yoga, capoeira e altre discipline.

Il corteo è partito alle 15:00 da piazza Medaglie d’Oro, con i partecipanti che si sono diretti verso il Villaggio Olimpico. Il percorso include Corso Lodi, via Brembo, via Benaco, piazzale Bonomelli, via Mincio, piazza Ferrara, via Mompiani, piazzale Gabrio Rosa e via Martini, con arrivo previsto nel quartiere Corvetto. Quest’area è stata recentemente al centro dell’attenzione mediatica dopo la morte di Ramy Elgaml, un ragazzo di 19 anni, durante un inseguimento con i carabinieri, alcuni dei quali sono ancora sotto indagine.

Le autorità hanno attivato un allerta massima, specialmente dopo gli scontri avvenuti la scorsa settimana a Torino. Nella notte, la sede del Coni, che ospita la Casa dello Sport e varie federazioni, è stata vandalizzata con scritte come “Coni complice del genocidio” e “Oms organizzazione criminale”.

Un rappresentante del Cio ha dichiarato: “Queste Olimpiadi sono insostenibili sotto ogni punto di vista: economico, sociale e ambientale. Vi invitiamo a prendere uno dei larici che abbiamo costruito per evocare i duemila alberi abbattuti per costruire la pista da bob a Cortina, che verrà utilizzata per una gara e poi abbandonata per secoli, mettendo un’ipoteca sulla sorte delle montagne e di quei territori fragili già colpiti da una crisi devastante causata dal cambiamento climatico”.

Durante il corteo, è stato anche sottolineato: “Abbiamo voluto portare i larici in piazza per far parlare la natura, per far parlare gli alberi, per far squarciare il velo di retorica che vuole Olimpiadi sostenibili e che poi porta avanti una distruzione industriale dell’ambiente, della società e dei territori, sia in città che in montagna”.

Al microfono, uno degli organizzatori ha aggiunto: “Ai giochi delle delegazioni non escluse proprio perché legittimano la presenza di atleti militari, di protagonisti del massacro del genocidio di Gaza, che vengono messi sull’alterino come eroi della patria. Questa è la cifra stilistica dei giochi”.

I manifestanti hanno anche evidenziato che investire in nuove infrastrutture significa sottrarre risorse a diritti fondamentali come la casa, la sanità e l’istruzione. Hanno ricordato due persone, Salvatore Briamonte e Pietro Zantonini, che hanno perso la vita nei cantieri legati ai giochi olimpici.

Il corteo di oggi rappresenta una chiara opposizione all’idea di Olimpiadi sostenibili, mettendo in luce le problematiche legate all’impatto ambientale e sociale degli eventi sportivi di grande portata. Con la partecipazione di vari gruppi e associazioni, il messaggio è chiaro: si chiede un cambiamento e una riflessione profonda sul futuro degli eventi sportivi e il loro impatto sulle comunità e sull’ambiente.



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