Una nascita attesa per anni si è trasformata in un caso giudiziario destinato a far discutere. In Florida, una coppia ha avviato un’azione legale contro una clinica per la fertilità dopo aver scoperto che la bambina venuta al mondo attraverso fecondazione in vitro non è geneticamente loro figlia.
Secondo quanto riportato da The Guardian, Tiffany Score e Steven Mills hanno citato in giudizio la società IVF Life Inc., che gestisce il Fertility Center of Orlando, e il medico che ha seguito la procedura, il dottor Milton McNichol. L’accusa è gravissima: l’impianto di un embrione non appartenente alla coppia.
La gravidanza e il sospetto
I due avevano intrapreso un percorso di fecondazione assistita creando tre embrioni con i propri gameti, successivamente crioconservati. Nel marzo 2025 uno di questi embrioni è stato trasferito nell’utero della donna. La gravidanza è proseguita regolarmente fino alla nascita della bambina, avvenuta l’11 dicembre 2025.
Pochi giorni dopo il parto, però, qualcosa non tornava. La coppia ha notato caratteristiche fisiche che non riconducevano né alla madre né al padre. Il dubbio è diventato certezza dopo un test del DNA: nessun legame biologico tra i genitori e la neonata.
La battaglia legale
Nel ricorso depositato presso il tribunale della contea di Palm Beach, i coniugi chiedono che venga accertata la responsabilità della clinica per lo scambio di embrioni. Uno degli aspetti più angoscianti riguarda il destino dei loro embrioni biologici: potrebbero essere stati impiantati in un’altra donna, dando origine a figli genetici cresciuti altrove.
Nel documento legale si sottolinea proprio questa eventualità, descritta come uno degli elementi più traumatici della vicenda.
Il dramma umano
Nonostante lo shock, la coppia ha dichiarato di amare profondamente la bambina che hanno cresciuto fin dalla nascita. Tuttavia, ritengono necessario chiarire quanto accaduto, sia per tutelare i propri diritti sia per consentire alla minore di conoscere la propria origine biologica.
Per affrontare le spese legali e mediche — incluse ulteriori analisi genetiche — familiari e amici hanno attivato una raccolta fondi online.
La posizione della struttura
Sempre secondo The Guardian, la clinica avrebbe inizialmente diffuso un comunicato dichiarando la propria disponibilità a collaborare per chiarire l’accaduto, salvo poi rimuoverlo. Resta ora al tribunale stabilire se si sia trattato di un errore procedurale isolato o di una falla più ampia nei protocolli di conservazione e impianto degli embrioni.
Il caso riaccende così il dibattito sui controlli e sulle responsabilità nelle procedure di fecondazione assistita, settore in cui la fiducia dei pazienti rappresenta il primo, imprescindibile, presupposto.
Di seguito il post, tradotto, pubblicato su Facebook dai due coniugi:

Come molti di voi sanno, nostra figlia, Shea, è nata poco più di un mese fa tramite un taglio cesareo d’urgenza. Quello che forse alcuni di voi non sanno è che la sua nascita è stata il risultato del miracolo della fecondazione in vitro — un percorso che ha richiesto anni di attente procedure mediche, costi enormi e profondi sacrifici emotivi e fisici. Il risultato è una splendida bambina sana che amiamo più di quanto le parole possano esprimere.
Avrei un milione di cose da dire e tante emozioni che vorrei condividere, ma per ora questo è ciò che possiamo raccontarvi: a causa di un errore medico — l’impianto dell’embrione sbagliato da parte del medico — Shea non è geneticamente imparentata né con Steve né con me. Pur essendo profondamente grati di avere Shea nella nostra vita e amandola immensamente, riconosciamo anche di avere un obbligo morale di trovare i suoi genitori genetici. La gioia per la sua nascita è ulteriormente complicata dalla devastante realtà che i suoi genitori genetici — che ancora non conosciamo — o forse addirittura un’altra famiglia, potrebbero aver ricevuto il nostro embrione genetico. Siamo distrutti, devastati e confusi.
Questa situazione ha completamente condizionato e complicato le nostre vite fin dal momento della nascita di Shea. A parte le uscite necessarie durante le quali siamo stati costretti a fingere che andasse tutto bene, abbiamo vissuto come prigionieri nella nostra stessa casa. Speriamo che condividere tutto questo ci permetta di iniziare a vivere con maggiore libertà e di poter finalmente celebrare l’unica cosa bella che è nata da tutto questo: nostra figlia. Shea è completamente innocente e non merita in alcun modo tutto ciò. Condividiamo questa storia anche per prevenire voci dannose o informazioni errate, dato che abbiamo già visto circolare notizie imprecise in alcuni articoli.
Vi chiediamo di avere pazienza mentre affrontiamo questo periodo profondamente confuso e doloroso, vivendo con il cuore spezzato per non sapere che fine abbiano fatto i nostri embrioni genetici o se possa esserci un nostro figlio biologico (o più figli) da qualche parte, nelle mani di estranei. La paura aggiuntiva che Shea possa esserci tolta in qualsiasi momento è quasi insopportabile. Ci sono molti dettagli e possibili sviluppi in questa vicenda, ma per ora ci fermiamo qui, in attesa che i nostri legali facciano ulteriori progressi. Fino ad allora, vi chiediamo di tenere Shea e la nostra famiglia nei vostri pensieri e nelle vostre preghiere e, se avete qualsiasi informazione sulla famiglia che potrebbe trovarsi dall’altra parte di questa storia, vi preghiamo di contattarci.



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