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Bonelli e Fratoianni in coro contro gli attacchi a Francesca Albanese: scoppia la polemica



Francesca Albanese, l’osservatrice dell’Onu, è al centro di una controversia dopo essere stata investita da critiche in seguito a un comizio in cui ha espresso posizioni favorevoli a Hamas. L’incidente è avvenuto in un contesto già delicato, con la Francia che ha richiesto ufficialmente le sue dimissioni. Nonostante le polemiche, alcuni membri della sinistra pro Palestina continuano a difendere la sua posizione, definendola una vittima di attacchi ingiustificati.



Tra i più vocali sostenitori di Albanese c’è Nicola Fratoianni, che ha sempre mostrato un forte sostegno per le sue posizioni. Insieme a Angelo Bonelli, egli ha accusato la stampa e la destra di aver distorto le parole pronunciate da Albanese per metterla sotto accusa. La presenza dell’osservatrice accanto a figure controverse come il capo di Hamas Khaled Meshaal e il ministro degli Esteri iraniano, noti per le loro dure posizioni, dovrebbe sollevare interrogativi sulle sue alleanze. Tuttavia, per i sostenitori anti-Israele, questo sembra essere un dettaglio trascurabile, se non addirittura un distintivo di onore.

Fratoianni ha dichiarato sui social media: “Ho ascoltato tutto il discorso di Francesca Albanese, due volte. Non solo non ho sentito nemmeno una parola che potesse avere anche solo l’ombra dell’antisemitismo, ma non ha neanche pronunciato le frasi che le vengono attribuite”. Questa affermazione suggerisce che descrivere Israele come il nemico numero uno dell’umanità non sia considerato grave, ma piuttosto accettabile per la causa che rappresenta.

Nel frattempo, Bonelli ha denunciato quella che considera un’assurda strumentalizzazione politica, affermando che ci sia un complotto in atto per manipolare le parole di Albanese e alimentare polemiche strumentali. Secondo lui, “si estrapola una frase, la si decontestualizza e la si usa per delegittimare chi svolge un mandato internazionale scomodo”. Questo termine, “scomodo”, potrebbe essere interpretato come un eufemismo per indicare l’inadeguatezza delle sue affermazioni.

Le affermazioni di Albanese hanno suscitato imbarazzo anche all’interno del Partito Democratico, il quale ha scelto di mantenere il silenzio su queste dichiarazioni. Le sue posizioni, che vanno da una comprensione verso i terroristi a insulti diretti verso la senatrice a vita Liliana Segre, hanno sollevato preoccupazioni. Recentemente, ha pubblicato un videomessaggio che ha superato il limite accettabile, affermando di avere un “nemico comune” con i suoi interlocutori.

Nonostante le evidenti problematiche legate al suo profilo, i sostenitori come Fratoianni e Bonelli continuano a solidarizzare con Albanese, vedendola come una vittima di un attacco politico. Questo scenario solleva interrogativi sulla coerenza delle posizioni di alcuni esponenti della sinistra, che sembrano ignorare le implicazioni delle dichiarazioni fatte dalla loro rappresentante.

La difesa di Albanese da parte di esponenti politici mette in evidenza una divisione crescente all’interno della sinistra italiana riguardo alla questione israelo-palestinese. Mentre alcuni chiedono un approccio più critico nei confronti delle dichiarazioni di Albanese, altri preferiscono mantenere una posizione di difesa, sostenendo che le sue parole siano state fraintese e manipolate.



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