La maggior parte delle persone raramente pensa a un’intossicazione alimentare — finché non si ritrova piegata in due dai crampi allo stomaco. La buona notizia è che molti casi possono essere prevenuti con una corretta manipolazione degli alimenti. Batteri, virus e parassiti dannosi possono contaminare il cibo in qualsiasi fase: durante la conservazione, la preparazione o la cottura. Alcuni gruppi sono particolarmente vulnerabili, tra cui donne in gravidanza, bambini sotto i cinque anni, adulti sopra i sessant’anni e chiunque abbia un sistema immunitario indebolito. E, contrariamente a quanto si pensa, l’intossicazione alimentare non deriva solo dal cibo di strada sospetto. Può iniziare facilmente anche nella propria cucina, da ingredienti quotidiani di cui ci si fida.
Prodotti non lavati
Frutta e verdura sono ampiamente elogiate per i loro benefici per la salute, ma consumarle crude senza lavarle può comportare rischi. Le verdure a foglia e i prodotti freschi possono contaminarsi con patogeni come E. coli, salmonella o listeria in diversi momenti della filiera — attraverso l’acqua di irrigazione, il suolo, le attrezzature di raccolta o la manipolazione. Negli Stati Uniti, focolai sono stati collegati a lattuga, spinaci, cavolo riccio, cavolo cappuccio, pomodori e sedano. Per ridurre il rischio, sciacquare accuratamente tutti i prodotti sotto acqua corrente prima di consumarli, soprattutto se verranno mangiati crudi. Evitare insalate confezionate con foglie appassite o deteriorate.
Germogli crudi
I germogli — tra cui erba medica, fagioli e trifoglio — crescono in condizioni calde e umide ideali non solo per la germinazione dei semi, ma anche per la proliferazione batterica. Organismi come salmonella, listeria ed E. coli possono prosperare in questo ambiente. Poiché la contaminazione può avvenire all’interno del seme prima ancora che germogli, il semplice lavaggio non elimina il pericolo. Le autorità sanitarie consigliano alle donne in gravidanza e ad altri soggetti a rischio di evitare i germogli crudi. Una cottura accurata può ridurre significativamente il rischio.
Uova crude o poco cotte
Le uova sono nutrienti, ma possono ospitare la salmonella sia sul guscio sia all’interno. Sebbene le misure di sicurezza alimentare abbiano ridotto i focolai legati alle uova, le infezioni si verificano ancora. Scartare le uova con gusci rotti o visibilmente sporchi e considerare l’uso di uova pastorizzate per ricette che richiedono uova crude o poco cotte, come maionese fatta in casa, condimenti per insalate o alcuni dessert. Prestare attenzione alle uova alla coque o con tuorlo morbido, soprattutto se si appartiene a una categoria a rischio.
Pesce e frutti di mare crudi
Il pesce conservato in modo improprio può sviluppare alti livelli di istamina, causando la cosiddetta intossicazione sgombroide. Questa condizione può provocare arrossamento, nausea, respiro affannoso e gonfiore del viso o della gola. A differenza di molti patogeni alimentari, l’istamina non viene distrutta dalla cottura. Alcuni pesci tropicali di barriera possono inoltre contenere ciguatossina, responsabile della ciguatera, anch’essa resistente al calore. I frutti di mare, tra cui ostriche e capesante, possono accumulare tossine provenienti da alghe nocive, aumentando ulteriormente i rischi. Per sicurezza, acquistare pesce e frutti di mare da fornitori affidabili e mantenerli adeguatamente refrigerati fino alla preparazione.
Pollame crudo o poco cotto
Pollo, tacchino e anatra trasportano frequentemente batteri come campylobacter e salmonella. Questi microrganismi sono comunemente presenti nell’intestino e nelle piume degli uccelli e possono diffondersi durante la lavorazione. Una cottura completa elimina questi patogeni, ma il pollame crudo può contaminare piani di lavoro, taglieri e utensili se non viene maneggiato con attenzione. Gli esperti sconsigliano di lavare il pollo crudo, poiché l’acqua può diffondere i batteri aumentando la contaminazione incrociata. È preferibile cuocere il pollame alla temperatura interna raccomandata e pulire accuratamente tutte le superfici che entrano in contatto con esso.
Riso
Il riso può sembrare innocuo, ma i chicchi crudi possono contenere spore di Bacillus cereus, un batterio capace di sopravvivere alla cottura. Se il riso cotto viene lasciato a temperatura ambiente, queste spore possono moltiplicarsi e produrre tossine che causano intossicazione alimentare. Per ridurre il rischio, servire il riso subito dopo la cottura o refrigerarlo rapidamente. Quando lo si riscalda, assicurarsi che sia ben caldo e fumante in ogni parte.
Latte non pastorizzato
Il latte crudo ha guadagnato popolarità tra chi cerca prodotti “naturali”, ma può comportare seri rischi per la salute. Poiché il latte viene raccolto in ambienti dove è possibile la contaminazione da materiale fecale, possono essere presenti patogeni come E. coli, campylobacter, listeria e salmonella. La pastorizzazione è stata sviluppata proprio per ridurre questi rischi, riscaldando il latte per eliminare i batteri nocivi. Sebbene alcuni sostengano che il latte crudo sia più salutare, gli esperti di sicurezza alimentare sottolineano che la pastorizzazione esiste per proteggere i consumatori da malattie prevenibili.
Manzo crudo o poco cotto
La carne bovina può contenere patogeni come E. coli e listeria. Piatti come carpaccio o tartare comportano rischi intrinseci. Anche bistecche o hamburger cotti al sangue potrebbero non raggiungere temperature sufficienti a distruggere i batteri. La carne macinata presenta un rischio maggiore, poiché i batteri presenti in superficie possono mescolarsi in tutto il prodotto durante la lavorazione. Per questo motivo, molti specialisti raccomandano di cuocere la carne macinata completamente, finché non rimane alcuna parte rosata al centro.
Affettati
Carni pronte al consumo come prosciutto, mortadella, hot dog e tacchino affettato possono contaminarsi, soprattutto se entrano in contatto con prodotti crudi o vengono manipolate in modo improprio. I focolai di listeria sono stati spesso collegati ai banchi gastronomia piuttosto che ai prodotti preconfezionati sigillati. Per ridurre il rischio, conservare gli affettati in frigorifero, consumarli rapidamente e riscaldare hot dog o prodotti simili fino a quando non risultano ben caldi e fumanti — soprattutto per le persone appartenenti a categorie a rischio.
L’intossicazione alimentare può colpire chiunque, ma una corretta manipolazione, una conservazione adeguata e una cottura completa possono ridurre drasticamente le probabilità. La consapevolezza è il primo passo verso la prevenzione — perché quando si parla di sicurezza alimentare, la prudenza in cucina è sempre meglio del rimpianto dopo.



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