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Napoli, bimbo morto dopo il ricovero: disposta l’autopsia, i medici rischiano l’accusa di omicidio colposo



Il piccolo Domenico, un bambino di soli due anni e quattro mesi, è deceduto dopo un trapianto di cuore andato male all’ospedale Monaldi di Napoli. La sua morte ha suscitato un’ondata di commozione in tutta Italia e ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei trapianti nel paese. La salma del bambino è stata sequestrata per consentire ulteriori indagini, che potrebbero portare a un cambiamento dell’ipotesi di reato da lesioni colpose gravissime a omicidio colposo.



In una nota ufficiale, l’azienda ospedaliera ha comunicato: “Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche.” La Direzione Strategica ha espresso il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia in questo momento di immenso dolore.

Domenico era stato ricoverato in coma nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi per quasi 50 giorni dopo l’intervento di trapianto, durante il quale gli era stato impiantato un cuore che si è rivelato danneggiato. L’organo era stato prelevato a Bolzano da un’equipe medica inviata da Napoli, ma si sospetta che sia arrivato in condizioni compromesse a causa delle basse temperature a cui è stato esposto durante il trasporto.

L’autopsia sulla salma di Domenico, benedetta questa mattina dal Cardinale Mons. Domenico Battaglia, è fondamentale per chiarire i dettagli di questa tragica vicenda. Attualmente, le indagini sono in corso e la lista degli indagati, che conta già sei persone, è destinata ad ampliarsi. La Procura di Bolzano si sta attivando per comprendere le circostanze legate al prelievo dell’organo e al suo trasporto.

Le indagini si concentrano anche sui contenitori utilizzati per il trasporto degli organi. Si tratta di box monouso di ultima generazione, dal valore di circa 7.000 euro. Secondo quanto emerso, l’ospedale Monaldi dispone di tre di questi contenitori, ma si ipotizza che sia stato scelto un box diverso, potenzialmente non conforme alle attuali linee guida, nonostante fosse comunque efficace se utilizzato con il refrigerante corretto. La magistratura è chiamata a fare chiarezza su queste ipotesi.

In particolare, si sta indagando su chi abbia fornito il ghiaccio secco utilizzato nel trasporto, il quale potrebbe aver contribuito al danneggiamento irreversibile dell’organo. Gli uomini del NAS, coordinati dalla VI Sezione della Procura di Napoli, stanno seguendo il caso sotto la direzione del sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e del procuratore aggiunto Antonio Ricci.

La situazione è complessa e la comunità è in attesa di ulteriori sviluppi mentre gli inquirenti cercano di ricostruire la catena di eventi che ha portato a questa tragedia. La morte di Domenico ha sollevato interrogativi sulla gestione dei trapianti in Italia e sull’efficacia delle procedure attualmente in uso. La speranza è che le indagini possano portare a una maggiore trasparenza e sicurezza nel campo dei trapianti, per evitare che simili tragedie possano ripetersi in futuro.



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