Dalla notorietà televisiva a una routine quotidiana caratterizzata da impieghi diversificati, spostamenti frequenti e numerose ore trascorse in viaggio. Filippo Nardi, ex concorrente del Grande Fratello in due distinte edizioni, ha recentemente condiviso la propria esperienza durante la diretta del 19 marzo di Non è la Tv, il format di Fanpage.it trasmesso in streaming su YouTube ogni giovedì alle ore 22:00.
Nel corso dell’intervista, Nardi, 56 anni, ha illustrato le trasformazioni che hanno interessato la sua vita al di fuori del contesto mediatico e le modalità con cui, attualmente, sta delineando una routine quotidiana significativamente differente da quella tradizionalmente associata alla sua immagine televisiva.
Nardi ha ripercorso gli ultimi anni a partire da un’esperienza professionale che lo aveva temporaneamente ricondotto a un percorso più convenzionale: “Ho ricoperto per due anni la posizione di responsabile della comunicazione presso un’azienda romana”. Successivamente, ha optato per un ulteriore cambiamento: “Sono rientrato a vivere in campagna e, in attesa di individuare un’opportunità lavorativa nel mio settore di competenza, svolgo diverse attività occasionali e mi dedico al restauro di mobili per amici”. Questa fase di transizione, descritta con pragmatismo e senza drammi, rappresenta un approccio concreto per mantenere un livello di attività professionale mentre si ricerca un impiego coerente con la propria esperienza.
“Quale vantaggio potrebbe offrire?”
Oltre alle attività occasionali, Nardi ha dichiarato di aver trovato spazio anche per un’attività radiofonica: “Conduco inoltre un programma in una radio locale”. Inoltre, la sera, svolge il ruolo di rider: “La sera effettuo consegne di pizze. Ho appena terminato il mio turno: oggi ho percorso 140 chilometri”.
Una scelta che, come egli stesso sottolinea, viene frequentemente oggetto di contestazioni o, quantomeno, di perplessità. Tuttavia, Nardi la ribalta, rivendicandone la validità pratica: “Quando mi viene chiesto il motivo per cui consegno pizze, rispondo che lavoro tre ore al giorno, ricevo un pasto e sono retribuito per acquisire familiarità con il territorio. Quale vantaggio potrebbe offrire?”. Queste parole restituiscono l’immagine di una “nuova vita” non necessariamente in antitesi con le convenzioni sociali, ma semplicemente più aderente alla realtà.



Add comment