Dopo la vittoria del No nel referendum, ecco Tommaso Cerno lanciarsi in un balzo durante la trasmissione. Non metaforico. Proprio sul serio, in piedi e via. A 2 di picche, attacca con voce alta: «Chi non salta Meloni è». Il grido lo portavano già i pm di Napoli, tra canti partigiani e applausi per il risultato. Richiamo carico di tensione, ovviamente.
La provocazione e l’attacco alla magistratura
Dopo lo spettacolo, è stato Cerno a parlare. Nove punti avanti rispetto al Sì, una vittoria netta sul tema della giustizia, però subito dopo non se n’è discusso più. Come se quella frase volesse indicare qualcuno. Argomenti come l’Alta Corte, le due procure, il sorteggio tra magistrati e la divisione dei ruoli erano ovunque fino a poco fa. Poi, in poche ore, silenzio totale.
Per Cerno, la spiegazione è ovvia: «A dire il vero, non importava proprio a nessuno». Il punto di Cerno colpisce forte: l’obiettivo non era fermare la riforma, bensì dare fastidio al governo guidato da Giorgia Meloni. «Pensavamo avrebbero detto: siamo stati liberi e restiamo tali», ha precisato lo speaker. Niente del genere però. Solamente cori.
Tommaso Cerno: “Preferisco essere Giuda che Gesù, se al Tg2 sanno fare meglio di me mi faccio da parte”
Le polemiche riguardano anche Tommaso Cerno
Da un mese circa, ogni giorno va in onda su Rai2 2 di picche condotto da Tommaso Cerno. Questa trasmissione continua a sollevare dibattito mentre si muove tra politica e spettacolo senza una collocazione netta. A destare attenzione è soprattutto quanto sia legato l’opinionista al governo attuale. Parlando con Ilaria Costabile per Fanpage.it, ha detto chiaramente: “Meglio Giuda che Gesù”. Di fronte alle accuse sul suo rapporto stretto con Giorgia Meloni, non si è tirato indietro: “La televisione pubblica appartiene a tutti gli italiani. Me compreso”.



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