Si solleva immediatamente l’allarme riguardo al pericolo di un ritorno del fascismo. Non si tratta di una novità, ma questa volta a lanciare l’allarme è l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, sottoposta a un controllo preventivo da parte delle forze dell’ordine in previsione della manifestazione odierna a Roma, organizzata dal gruppo “No Kings Italia”, con l’obiettivo di chiedere le dimissioni del governo Meloni. Il corteo presenta un elevato rischio di violenza, non solo a causa delle consuete azioni delle reti antagoniste, ma anche per la prevedibile forte presenza di elementi anarchici.
Nonostante ciò, per l’esponente dei centri sociali e delle case occupate, anche un singolo controllo rappresenta una violazione della sua immunità parlamentare e una repressione del dissenso. La Salis ha dichiarato: “Questa mattina, alle prime ore, la polizia si è presentata presso la mia camera d’albergo a Roma per un controllo preventivo della durata di oltre un’ora, in vista della manifestazione odierna. Sembra che ciò sia dovuto al decreto sicurezza. Dobbiamo renderci conto della situazione attuale sotto il governo Meloni: viviamo già in uno stato di polizia. Non dobbiamo però lasciarci intimidire. Dobbiamo difendere con determinazione il nostro diritto di manifestare. Vi aspetto alle 14 in Piazza della Repubblica”. A chiarire la situazione è intervenuta una nota della Questura, che spiega: “L’attività è stata avviata, in quanto atto dovuto, a seguito di una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente alcuna discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane”.
A seguito di un’iniziale ipotesi, formulata con un certo grado di allarmismo, che attribuiva l’intervento a un Paese terzo, si è ritenuto, con quasi assoluta certezza, che si trattasse dell’Ungheria di Orban, dove la Salis era stata precedentemente detenuta con l’accusa di aver aggredito un gruppo di militanti dell’estrema destra. Tuttavia, secondo quanto riportato da Il Giornale, l’intervento avrebbe avuto luogo in Germania, sotto la guida di Friedrich Merz, figura non riconducibile a un regime dittatoriale. Tali controlli, solitamente eseguiti con la massima riservatezza, sono finalizzati all’individuazione di soggetti potenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico, secondo la valutazione del Paese richiedente.
I parlamentari Bonelli e Fratoianni hanno richiesto un intervento del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al fine di chiarire le motivazioni dell’intervento delle forze dell’ordine. La richiesta si concentra sulla necessità di comprendere se si sia trattato di una procedura ordinaria o di un’iniziativa specifica legata al contesto della giornata.
La vicenda solleva una questione di particolare rilevanza, riguardante il rapporto tra sicurezza e attività politica. I due esponenti dell’opposizione sottolineano l’importanza di garantire il pieno rispetto delle prerogative istituzionali dei parlamentari, evitando situazioni che possano essere interpretate come forme di pressione o limitazione della loro attività.
Al momento, non risultano comunicazioni ufficiali dettagliate da parte del Ministero dell’Interno in merito alle modalità di esecuzione del controllo. Pertanto, rimane da chiarire se l’intervento rientri in protocolli standard di verifica o se sia stato disposto per motivazioni specifiche connesse alla presenza della parlamentare in territorio tedesco.



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