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Ilaria Salis ufficialmente indagata: stavolta Orbán non c’entra, indaga la Germania



La notizia positiva è che, in questa occasione, non è stato utilizzato alcun manganello retrattile nei confronti della Salis, come invece – secondo quanto affermato dall’eurodeputata Avs – sarebbe avvenuto da parte delle forze dell’ordine di Budapest per incriminarla.



In ungherese, il termine “manganello” si traduce con “vipera”, da cui il titolo del bestseller scritto in carcere da Sant’Ilaria, patrona delle case altrui, ma soprattutto delle sue prigioni, a causa delle elevate pigioni.  La notizia curiosa è che ieri la Bonelli&Fratoianni ha invitato chiunque “del governo Meloni” a “riferire”, ma evidentemente non in merito alla candidatura della Salis a Bruxelles.

Nella mattinata di ieri, Ilaria ha pubblicato un post in cui ha denunciato di aver subito nella sua camera d’albergo “un controllo preventivo della durata di oltre un’ora in previsione della manifestazione odierna”, ovvero di ieri a Roma, dove centri sociali e gruppi affini hanno animato la giornata esprimendo ostilità “nei confronti delle destre”.

Il controllo, secondo l’esponente di Avs, sarebbe stato “conseguenza del Decreto Sicurezza. Prendiamone atto”, ha accusato, “a che punto siamo giunti con il governo Meloni al potere. Viviamo in uno stato di polizia. Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica!”.

La Salis ha proseguito con la sua ricostruzione: “Le forze dell’ordine si sono presentate all’alba”.

Nella stanza si trovava Ivan Bonnin (questo dettaglio è stato omesso, ma non costituisce reato), suo assistente a Bruxelles e autore del libro “Vipera” (Bonnin la settimana scorsa era anche a Cuba con Ilaria, in “missione” per conto della Flotilla).  È importante sottolineare che non è stata effettuata alcuna “perquisizione”, a differenza di quanto riportato da alcuni esponenti della sinistra.

Le autorità italiane, in adempimento a una “segnalazione Schengen” proveniente da un Paese terzo, la Germania, e non dalla Repubblica d’Ungheria, hanno richiesto i documenti per l’identificazione dell’eurodeputata Ilaria Salis.  La segnalazione, risalente a inizio marzo, è stata emessa dalla Germania, dove la Salis sarebbe oggetto di indagine.  L’avvocato della Salis ha dichiarato di non essere a conoscenza di tale segnalazione.  L’eurodeputata è sospettata di avere legami con gruppi tedeschi antagonisti responsabili di aggressioni a esponenti di estrema destra.  In particolare, la Germania sta monitorando con attenzione la Hammerbande, nota anche come “banda del martello”, la quale sarebbe stata attiva anche in Ungheria.  Secondo le accuse formulate da Budapest, la Salis avrebbe avuto contatti con tale gruppo.

Nella giornata di ieri, si è verificato un episodio in merito alla sera precedente.  L’assistente della Salis, Luca Bonnin, insieme all’altro assistente, Mattia Tombolini, e al deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Marco Grimaldi, si trovava a Roma per partecipare al concerto anti-governativo “No Kings”.  La richiesta di collaborazione da parte delle autorità tedesche a quelle italiane, che in base alla normativa vigente non potevano rifiutarsi, è stata formulata in seguito alla registrazione dell’eurodeputata presso l’albergo.

La questura ha comunicato che gli agenti non hanno fatto ingresso nella stanza dell’eurodeputata, limitandosi a richiedere i documenti di identità all’interno della stessa.  Tale informazione è stata confermata anche dalla Salis, che ha pubblicato una fotografia delle gambe degli agenti all’ingresso della stanza sul proprio profilo Instagram.

Il questore ha precisato che l’attività svolta è stata dettata da una segnalazione proveniente da un Paese terzo, che non consente alcuna discrezionalità nell’adempimento degli obblighi richiesti alle autorità italiane.  Il personale si è limitato a richiedere i documenti di identità all’eurodeputata e alla persona che la accompagnava.

Al momento in cui il personale ha identificato l’individuo come membro del Parlamento Europeo, ogni verifica è stata immediatamente interrotta senza accesso alla stanza. L’intervento è stato effettuato in conformità con un sistema consolidato di cooperazione internazionale tra forze di polizia, in vigore da anni.  Pertanto, si esclude categoricamente che si tratti di un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione, bensì di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali.

L’alert del sistema di segnalazioni Schengen sarebbe stato emesso settimane prima, in occasione dell’attraversamento di un Paese membro dell’area Schengen.  Di conseguenza, l’individuo era a conoscenza della situazione e ha simulato sorpresa per provocare una reazione pubblica.

L’avvocato dell’individuo ha dichiarato: “È stata violata l’immunità parlamentare.  È stato effettuato un controllo preventivo di natura non chiara, in quanto non è stato fornito alcun documento all’individuo”.  La Bonelli&Fratoianni ha successivamente rilasciato una dichiarazione congiunta, definendo la vicenda “di una gravità inaudita, a poche ore dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio”.

Successivamente, l’individuo e il suo compagno si sono recati presso il Questore, Roberto Masucci, il quale ha escluso “categoricamente”, come riportato in una dichiarazione successiva, anche dai leader di Avs, che il controllo fosse legato alla manifestazione.

La coppia ha quindi richiesto chiarimenti al Ministro dell’Interno, Piantedosi, e successivamente al governo.  Si è inoltre auspicato che il governo richiedesse chiarimenti alla Germania.  In definitiva, la responsabilità è attribuita anche alla Germania.  Fratoianni ha dichiarato: “Pretendiamo che il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, convochi l’ambasciatore tedesco.  Si tratta di una vicenda di grande rilevanza”.

Critiche sono state espresse anche dall’ex Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e dal capogruppo alla Camera dei Deputati del Movimento 5 Stelle, Riccardo Ricciardi.  In serata, ospite di Massimo Gramellini su La7 a “In altre parole”, l’individuo ha contestato il conduttore, che l’ha incalzata: “Esatto, e il nostro governo non era a conoscenza della situazione…”.  L’europarlamentare ha inoltre criticato la Germania: “È una follia, un attacco alla democrazia”.  In sostanza, la responsabilità è attribuita al governo Meloni.

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