Il 22 settembre a Milano si sono verificati gravi scontri e violenze che hanno provocato il ferimento di decine di agenti di polizia. Nonostante la gravità degli eventi, le misure detentive applicate sono state minime. In particolare, il giudice ha disposto l’obbligo di firma per i partecipanti agli scontri, escludendo misure più severe come la detenzione o gli arresti domiciliari.
Questa decisione, seppur comprensibile in termini di proporzionalità, rischia di essere percepita come una mancanza di deterrente contro simili episodi di violenza urbana. L’episodio, avvenuto al termine del corteo per la Global Sumud Flotilla nei pressi della Stazione Centrale, ha causato danni significativi alla proprietà pubblica e rappresentato una minaccia per l’ordine pubblico. La risposta giudiziaria, pertanto, appare insufficiente a garantire la sicurezza della città e a prevenire il ripetersi di simili situazioni.



Add comment