Nuovo scontro verbale tra Donald Trump e Papa Leone. Il presidente degli Stati Uniti ha rivolto una serie di accuse al pontefice, intervenendo sia davanti ai giornalisti sia attraverso un lungo messaggio pubblicato su Truth. Le dichiarazioni arrivano dopo un appello del Papa in favore della pace e in un contesto in cui, secondo quanto riportato, ha fatto discutere anche un’immagine diffusa online che ritrae Trump come Gesù Cristo e che sarebbe stata generata con l’intelligenza artificiale.
Il primo passaggio contestuale dell’attacco è avvenuto a margine di un incontro con la stampa. Trump ha dichiarato di «non essere un grande fan» di Papa Leone, intervenendo dalla Joint Base Andrews nel Maryland. Poco dopo ha ampliato il giudizio, attribuendo al pontefice una collocazione politica e una linea non sufficientemente dura sui temi della sicurezza: «Non sono un grande fan di Papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta alla criminalità». Nelle stesse dichiarazioni, il presidente ha poi accusato il Papa di «giocare con un paese che vuole un’arma nucleare», riferendosi all’Iran.
Oltre alle parole pronunciate davanti ai cronisti, Donald Trump ha insistito sui medesimi temi attraverso Truth, il suo social. Nel testo riportato, il presidente ha ribadito la contrarietà a un pontefice che, a suo dire, assumerebbe posizioni considerate troppo indulgenti sull’Iran: «Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l’Iran possieda un’arma nucleare». Nel messaggio compaiono anche altre frasi in cui Trump torna ad attaccare l’atteggiamento del pontefice sui temi della sicurezza interna e della diplomazia: «Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera».
Nel lungo post su Truth, Trump arriva inoltre a rivendicare un ruolo politico indiretto nella scelta del pontefice e descrive la sua elezione come inattesa. Il presidente afferma che la nomina sarebbe stata dettata anche dalla volontà di gestire il rapporto con la Casa Bianca, e inserisce un riferimento personale esplicito: «Leone dovrebbe essere grato perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per essere Papa, ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per affrontare il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano».
Il testo prosegue con un confronto tra il pontefice e un suo familiare citato dal presidente. Trump scrive: «Suo fratello Louis – prosegue Trump – mi piace molto di più di lui, perché Louis è un vero sostenitore del Maga.» e aggiunge: «Lui ha capito tutto, mentre Leone no!». Subito dopo, il presidente elenca le ragioni della sua contrarietà, includendo la questione nucleare iraniana e una valutazione sulle scelte di politica estera degli Stati Uniti in America Latina. Nel passaggio riportato, si legge: «Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l’Iran possieda armi nucleari. Non voglio un Papa che pensi che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che inviava enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, peggio ancora, svuotava le proprie prigioni, liberando assassini, spacciatori e omicidi, nel nostro Paese. E non voglio un Papa che critichi il Presidente degli Stati Uniti perché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria a valanga, ovvero portare la criminalità ai minimi storici e creare il miglior mercato azionario della storia».
Nel prosieguo del post, Trump ritorna sulle critiche già avanzate e aggiunge un riferimento ai contatti del pontefice con ambienti vicini all’ex presidente Barack Obama. Il presidente scrive: «Sfortunatamente – prosegue Trump su Truth – Leone è debole sul crimine, debole sulle armi nucleari: questo non mi convince, così come non mi convince il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un perdente della sinistra, uno di quelli che volevano far arrestare fedeli e membri del clero». Quindi, indica quale dovrebbe essere, a suo avviso, la linea del pontificato: per Trump Papa Leone dovrebbe «concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!».
Alle dichiarazioni del presidente americano è arrivata anche una reazione politica dall’Italia. Il vicepremier Matteo Salvini, intervenendo a Telelombardia, ha dichiarato: «Se c’è una persona che si sta spendendo sul tema della pace e sulla soluzione del conflitto è Papa Leone. Attaccare il Papa, uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici, non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare».



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