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Bimba deceduta a Bordighera, le sorelle: “Nessuno ha allertato i soccorsi, era avvolta in una coperta rossa”



Le indagini della Procura di Imperia hanno rivelato un quadro allarmante di abusi perpetrati su tre bambine da parte della madre e del suo compagno, Manuel Iannuzzi. La situazione è culminata il 9 febbraio, quando la più piccola, Beatrice, di soli due anni, è deceduta. I soccorritori, giunti nell’abitazione della madre a Bordighera, non hanno potuto far altro che constatare il decesso della piccola.



Immediatamente dopo la tragedia, la madre è stata arrestata e il 30 maggio anche Iannuzzi ha ricevuto la stessa sorte. Il procuratore capo di Imperia, Alberto Lari, ha dichiarato: “Non ce la sentivamo, umanamente, di andare avanti così, ritenevamo di avere già elementi probatori molto consistenti e il tempo passava”. Questo arresto è avvenuto prima che il Ris completasse le analisi sugli oggetti sequestrati a Iannuzzi e nell’abitazione della compagna a Bordighera.

Le indagini hanno rivelato dettagli raccapriccianti. Secondo gli inquirenti, Beatrice sarebbe stata colpita ripetutamente con “schiaffi e/o pugni sul volto e/o sul corpo”. Le violenze avvenivano in vari modi: la piccola veniva presa “per i capelli (provocandone il relativo strappo), facendole sbattere il volto contro il muro e/o la finestra e/o contro il pavimento”. Inoltre, era soggetta a percosse con “cinture e/o calzature e/o prolunghe elettriche”. Gli inquirenti hanno identificato la madre e il suo compagno come i principali responsabili di questi abusi. La relazione tra i due era iniziata nell’ottobre del 2025, e già dal mese successivo erano cominciate le violenze sulle tre figlie della donna, che erano state concepite con un precedente compagno attualmente in carcere per reati commessi in passato.

Le sorelle maggiori di Beatrice hanno riferito agli investigatori che la madre era cambiata in peggio dopo aver iniziato a frequentare Iannuzzi, diventando violenta. Secondo quanto riportato nei documenti del caso, la donna lasciava quasi ogni sera le figlie da sole nella sua casa di Bordighera, per trascorrere la notte presso l’abitazione del compagno a Perinaldo. La figlia maggiore, di 10 anni, spesso contattava la madre chiedendo aiuto, ma riceveva risposte che andavano dall’insulto all’indifferenza.

La notte dell’8 febbraio 2026, la madre aveva portato le bambine a Perinaldo, dove Beatrice ha subito ulteriori violenze che le sono risultate fatali, causando una commozione cerebrale. La mattina seguente, la donna ha caricato la piccola già deceduta in auto insieme alle altre due figlie e si è diretta verso Bordighera. Solo al suo arrivo ha contattato il 112 per segnalare che Beatrice non respirava più, ma la richiesta di soccorso è giunta solo dopo che la bambina era morta da diverse ore. I sospetti degli inquirenti si sono intensificati dopo aver ascoltato la versione della donna in caserma.

Il racconto delle sorelle maggiori ha rivelato il terribile incubo vissuto dalla famiglia. A seguito delle nuove prove emerse, è stato disposto il sequestro di dispositivi elettronici appartenenti a Iannuzzi, come il cellulare, che potrebbero contenere video, immagini e messaggi attestanti le violenze subite da Beatrice. L’uomo ora si trova a dover affrontare diverse accuse legate agli abusi.

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