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Tracheostomia percutanea al Gemelli per Vittorio Sgarbi: il bollettino parla di condizioni stabili



Vittorio Sgarbi è stato sottoposto a una tracheostomia percutanea al Policlinico Gemelli di Roma. Lo comunica il bollettino ospedaliero, che definisce le sue condizioni stabili. Il critico d’arte è ricoverato dal 30 settembre per il peggioramento di una polmonite; nel corso del decorso è stata riscontrata anche una microembolia polmonare.



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Secondo il bollettino, nonostante il miglioramento di alcuni aspetti del quadro polmonare e della microembolia, non è stato possibile sospendere il supporto ventilatorio necessario alla respirazione spontanea. Per questo motivo è stata eseguita la tracheostomia percutanea: una procedura praticata in terapia intensiva per assicurare la ventilazione. L’intervento consiste nella creazione di un accesso alla trachea — indicato nel comunicato tra il secondo e il terzo anello tracheale — mediante un piccolo taglio cutaneo e l’inserimento di una cannula attraverso la quale il paziente può essere ventilato.

Il bollettino ribadisce che la situazione generale del paziente, al momento della comunicazione, è stabile. Non vengono forniti ulteriori dettagli sul decorso postoperatorio né su eventuali complicanze associate alla procedura.

Fonti vicine a Sgarbi hanno riferito che il critico è sedato e intubato e quindi non in grado di comunicare verbalmente. Le stesse fonti precisano che il paziente può effettuare movimenti o cenni quando la sedazione viene temporaneamente ridotta: elemento che alcune ricostruzioni mediatiche hanno interpretato come una forma di “veglia” o “vigilanza”. Il bollettino ospedaliero, invece, attesta esclusivamente le condizioni stabili e la necessità di mantenere il supporto ventilatorio.

Sulle informazioni circolate in televisione e sulla stampa sono intervenuti rappresentanti legali della famiglia per rettificare affermazioni ritenute inesatte. L’avvocato Iacobbi, che assiste Evelina Sgarbi e la madre del critico, ha negato la corrispondenza al vero di quanto attribuito in trasmissione a una terza persona e riportato dal conduttore Alberto Matano nella puntata de La Vita in Diretta dell’8 ottobre. In quella occasione sarebbe stato detto che Sgarbi fosse «vigile e in grado di comunicare»: secondo il legale la formulazione non rispecchia lo stato clinico reale.

Anche Evelina Sgarbi è intervenuta attraverso il proprio legale per smentire una frase che le è stata attribuita circa la possibilità di incontrare il padre. La giovane, 26 anni, ha definito l’attribuzione «una menzogna», dichiarando di non aver mai pronunciato quella frase e lamentando che la citazione la ritrarrebbe in modo ingiustificatamente cinico e interessato alla visibilità.

I fatti finora accertati e resi pubblici sono dunque i seguenti: ricovero al Policlinico Gemelli il 30 settembre per una polmonite aggravata, riscontro di una microembolia polmonare durante il decorso, impossibilità a ridurre il supporto ventilatorio e conseguente tracheostomia percutanea. Le informazioni ufficiali sull’evoluzione clinica provengono esclusivamente dal bollettino dell’ospedale; le dichiarazioni di fonti private e delle parti interessate hanno riguardato, principalmente, lo stato di sedazione, la capacità di comunicazione e la rettifica di affermazioni apparse sui media.

Il Policlinico Gemelli rimane l’unica fonte istituzionale per aggiornamenti clinici; le eventuali precisazioni della famiglia saranno diffuse tramite i legali o portavoce ufficiali. Al momento non sono state rese note altre misure terapeutiche o prognosi future.

Per un approfondimento sul contesto, è disponibile anche la voce dedicata a Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Sito ufficiale.

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