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D'Alema perde la pazienza con la Gruber: "Se vuole attaccare Schlein e Conte chiami loro" - Baritalia News

Scontro a Otto e mezzo tra Massimo D’Alema e Lilli Gruber: tensione sulla legge elettorale e sul centrosinistra

L’ex premier perde la pazienza durante la trasmissione di La7 e attacca il governo sulla nuova norma



L’ex premier perde la pazienza durante la trasmissione di La7 e attacca il governo sulla nuova norma



Massimo D’Alema ha perso la pazienza durante la puntata del 28 ottobre di Otto e mezzo, trasmissione televisiva in onda su La7, al termine di un confronto particolarmente acceso con la conduttrice Lilli Gruber. L’ex presidente del Consiglio si trovava ospite in studio per presentare il suo libro intitolato Eravamo comunisti, pubblicato da Feltrinelli. La discussione si è subito concentrata sulla capacità del centrosinistra di rappresentare le nuove generazioni, di intercettare il disagio sociale e di costruire una valida alternativa credibile nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni.

In studio era presente anche Massimo Cacciari, il quale si è mostrato molto critico nei confronti dell’opposizione, richiamando l’attenzione del pubblico sui problemi legati alla scuola e sulle basse retribuzioni percepite dai giovani lavoratori precari. D’Alema ha inizialmente provato a ridimensionare questo giudizio negativo, ricordando con precisione le iniziative portate avanti dal Partito Democratico a favore del salario minimo e della sanità pubblica. Tuttavia, quando la conduttrice è tornata a insistere sulle divisioni esistenti tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, l’ex premier ha mostrato palesemente la propria insofferenza verbale.

Rivolgendosi direttamente alla giornalista, l’ospite ha dichiarato che se avesse saputo di essere stato invitato a un comizio organizzato contro il campo largo si sarebbe certamente preparato in modo diverso, aggiungendo che la conduttrice possiede una visione decisamente catastrofica dell’opposizione politica attuale. A quel punto della trasmissione è intervenuto nuovamente Cacciari, che con una battuta ironica ha rivendicato di possedere una posizione ancora più critica rispetto a quella espressa in studio. D’Alema ha invece ribadito di essere decisamente più ottimista per quanto riguarda le prospettive future del centrosinistra, pur riconoscendo apertamente la presenza di notevoli difficoltà politiche.

La tensione tra l’ospite e la conduttrice è ulteriormente aumentata nel momento in cui la discussione si è spostata sul tema delle primarie, con una domanda diretta all’ex premier sulla sua eventuale intenzione di partecipare alla scelta del futuro candidato alla guida della coalizione. Dopo alcuni istanti di evidente esitazione, la risposta è arrivata in modo laconico. L’ex presidente del Consiglio ha infatti affermato di volersi avvalere della facoltà di non rispondere alla domanda. Il confronto televisivo ha assunto toni ancora più duri quando il dibattito si è spostato sulla nuova legge elettorale proposta dal governo in carica.

L’ex premier ha contestato con forza il meccanismo della norma, sostenendo che questo rischierebbe di presentare agli elettori la scelta del presidente del Consiglio come se fosse una votazione diretta, alterando in questo modo il corretto funzionamento del sistema parlamentare italiano. Secondo la sua rigorosa analisi critica, si tratterebbe di una vera e propria finzione incostituzionale. L’ospite ha quindi richiamato con decisione il ruolo fondamentale della Corte costituzionale, accusando apertamente l’esecutivo di voler modificare gli equilibri previsti dalla Carta fondamentale attraverso l’uso di una legge ordinaria. Nel corso del suo intervento, D’Alema ha definito la norma una truffa, arrivando ad affermare che il Paese sarebbe governato da truffatori.

Si tratta di un giudizio politico dai toni particolarmente duri, che non costituisce in alcun modo un accertamento giudiziario sulla effettiva legittimità della disposizione legislativa. Il riferimento esplicito avanzato dall’ex premier riguarda l’articolo 92 della Costituzione repubblicanea, il quale stabilisce chiaramente che il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di quest’ultimo, i singoli ministri del governo. Questa precisa distinzione costituisce il fulcro dell’intera argomentazione sostenuta dall’ospite. Per D’Alema, il voto politico determina esclusivamente la composizione del Parlamento della Repubblica, mentre la nomina formale del capo del governo rimane una prerogativa esclusiva del capo dello Stato.

Proprio per questa ragione l’ex presidente del Consiglio ritiene profondamente prematuro che il centrosinistra si concentri in modo così ossessivo sulla scelta del proprio candidato premier prima che si pronunci la Consulta. Gruber è però tornata nuovamente alla carica, chiedendo all’ospite se la competizione interna tra Elly Schlein e Giuseppe Conte debba quindi essere considerata del tutto inutile per gli equilibri della coalizione. La replica finale dell’ex premier ha chiuso definitivamente il confronto con una battuta polemica molto netta.

D’Alema ha infatti tagliato corto dicendo che questa è soltanto la sua personale opinione, aggiungendo che se la giornalista desidera polemizzare con Schlein e Conte, farebbe bene a trovarsi interlocutori adeguati.



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