Imprenditore lascia un milione e mezzo ai suoi dipendenti

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Ben un milione di euro, donato dall’uomo al personale della sua azienda che cinque mesi dopo la sua morte ha ricevuto l’inaspettata sorpresa: una somma di denaro consistente, diverse da dipendente a dipendente in base al livello di anzianità, arrivata nella busta paga di dicembre.Piero Macchi è morto lo scorso giugno all’età di 87 anni tra l’affetto dei suoi cari e delle tante persone che lo hanno amato nel corso della sua esistenza.

Sono stati i lavoratori stessi a rendere pubblica la notizia, visto che la famiglia non avrebbe voluto dare pubblicità al generoso gesto del fondatore dell’azienda.

La parte di eredità lasciata in dono dal patron Macchi ai suoi dipendenti è stata suddivisa a seconda del tempo trascorso nei capannoni della Enoplastic, ditta nata quasi per hobby e che oggi esporta i 2,5 miliardi di pezzi prodotti (tappi vari per bottiglie di vino, capsule e sigilli) in 86 Paesi. Del resto la Enoplastic ha sempre voluto lavorare come una grande famiglia sin dagli albori, nel 1957 e, ha ricordato la figlia, il lascito testamentario del padre è stato fatto con questo spirito.

Insomma un imprenditore che deve tutto al suo impegno ed a quello dei propri dipendenti e quando l’anno scorso ha compreso che i suoi giorni terreni volgevano al termine ha deciso di fare un ultimo regalo a coloro i quali sentiva da sempre vicini alla sua idea di impresa. Cifre che secondo indiscrezioni partivano dai duemila euro per i neo assunti fino ad arrivare ai 10mila e forse più per i collaboratori storici del patron della Enoplastic.

La figlia di Macchi ha spiegato che il padre “ha agito nella piena autonomia delle proprie decisioni, con la collaborazione di un notaio di fiducia e di un consulente del lavoro”. Durante un trasporto in ospedale, infatti, notò come il mezzo non fosse in buono stato e decise quindi di donare all’ospedale un’ambulanza nuova.

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