Assegni familiari 2018 per nuclei senza figli: come calcolare l’importo

L’assegno al nucleo familiare o chiamato semplicemente assegno familiare è un sostegno economico che viene erogato direttamente dall‘INPS nei confronti delle famiglie dei lavoratori dipendenti nonché dei titolari delle pensioni e delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e dei Lavoratori che sono assistiti dalla assicurazione contro la tubercolosi. Per poter usufruire e beneficiare dell‘assegno al nucleo familiare 2018 è importante che il nucleo sia composto da più persone e che il reddito complessivo sia inferiore a quello che è determinato annualmente dalla legge. E’ dunque una misura piuttosto importante per le famiglie.

Assegni familiari e nuclei senza figli

Quello che ci si chiede è se si può accedere agli assegni familiari, qualora soltanto uno dei due coniugi lavora, ma il nucleo è privo di figli. La risposta a questo quesito, arriva direttamente dalle nuove tabelle che sono state diffuse recentemente dall’INPS, secondo cui il coniuge che fisicamente è a carico può avere diritto agli assegni familiari soltanto nel caso in cui, però il reddito sia molto basso. Ad esempio, se il reddito è compreso tra 20.613, 03 e 24.04,69 euro, la cifra degli Assegni familiari 2018 sarà pari a 10 euro e più nello specifico a 10,33 euro.

Assegni familiari, come calcolare l’importo dell’assegno

L’importo dell’assegno familiare, viene calcolato sulla base della tipologia del nucleo familiare stesso. Ad incidere, sarà, infatti il numero dei componenti, ma anche il reddito complessivo del nucleo familiare. Sono previsti degli importi delle fasce abituali che sono più favorevoli, per chi si trova in condizioni di particolare disagio e dunque tra questi rientrano i nuclei monoparentali, oppure con all’interno dei componenti inabili. Da quanto riferito, l’importo viene pubblicato ogni anno da parte dell’ Inps in delle tabelle e sono valide dal primo di luglio di ogni anno, fino al 30 giugno dell’anno successivo. L‘assegno familiare viene pagato dal datore di lavoro, ma per conto dell’INPS a tutti i lavoratori dipendenti che risultano essere in attività, quando viene erogata la retribuzione.

Ci sono dei casi in cui invece è direttamente l‘Inps a pagare l’assegno e questo avviene nel caso in cui il richiedente è iscritto alla gestione separata, addetto ai servizi domestici, un operaio agricolo dipendente a tempo determinato, un beneficiario di altre prestazioni previdenziali o un lavoratore di ditte cessate o fallite. Il pagamento da parte dell’INPS, avviene attraverso un bonifico che si può riscuotere o attraverso accredito su conto corrente bancario o postale, oppure presso un qualsiasi ufficio postale, indicando semplicemente nella domanda il codice IBAN.  La domanda va presentata per ogni anno a cui si ha diritto e qualsiasi variazione che è intervenuta sia nel reddito che nella composizione del nucleo familiare, deve essere comunicata entro 30 giorni

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