Caldo, l’estate dei 118 record In Italia superata quota 40 gradi

Con 40,6 gradi centigradi Cagliari Elmas è stata ieri la località più torrida d’Italia. E quota 40 potrebbe essere raggiunta in più località nei prossimi giorni grazie all’aria calda che sta arrivando e che dovrebbe essere disturbata dalle piogge. La nuova ondata di calore porterà il termometro — nelle zone costiere e nell’entro- terra del Centro-Sud — a medie di 36-38 gradi, dopo un luglio in buona parte temperato e più umido rispetto al passato.

Tutto questo in un pianeta che si sta invece caratterizzando per un record di anomalie. Con i 41,1 gradi di lunedì scorso a Kumagaya, prefettura di Saitama, il Giappone ha registrato la più alta temperatura di sempre. Lo stesso è accaduto, negli ultimi giorni, anche nell’Europa nord-occidentale «dove in diversi Paesi sono stati stracciati i record degli ultimi 40-60 anni», sintetizza il meteorologo americano di weathermodels.com Ryan Maue. Ne sanno qualcosa anche a Parigi: nelle ultime 72 ore la capitale francese ha registrato picchi di 36 gradi centigradi, una decina più della sua media storica in questo periodo.

Il pianeta è sempre più caldo. E brucia. Nella sola Europa ci sono stati più di 450 incendi — considerando soltanto quelli grandi più di 30 ettari — secondo il database dell’European Forest Fire Information System della Commissione europea: il 40% in più rispetto alla media storica dell’ultimo decennio.

Il disastro in Grecia (86 morti) è stato il più mortale nel Vecchio Continente dal 1900 a oggi, calcola l’Intema- tional database of disasters. La Svezia ha registrato uno dei roghi più gravi da 40 anni tanto da chiedere l’aiuto dei vigili del fuoco degli altri Paesi europei (Italia inclusa) perché sprovvista dei mezzi sufficienti. Incendi ci sono stati anche all’interno del Circolo polare artico e negli Usa, di certo non estranei al tema, dove quelli classificati come grandi sono raddoppiati rispetto al 1970. Dal primo gennaio a oggi sono stati bruciati 16.800 chilometri quadrati di terreno, poco meno dell’intero Lazio.

Non mancano, in questa estate, le alluvioni a causa delle piogge eccezionali. Come quelle del 6-7 luglio soprattutto nel Sud del Giappone che hanno ucciso oltre 200 persone. La sintesi dell’anno la fanno i tecnici dell’Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica (Noaa), l’agenzia federale Usa: nei primi sette mesi sono stati stracciati 0 pareggiati almeno 118 record storici in tutto il mon

do. «Il cambiamento climatico ha reso più probabili gli eventi estremi osservati nel 2018», spiegano in uno studio di questo mese gli esperti del World weather attribution (Wwa), associazione che col- labora con decine di università di tutto il mondo.

Concentrandosi sull’Europa (soprattutto del Nord) gli scienziati del Wwa sostengono che «dalle osservazioni passate e dai modelli disponibili abbiamo trovato che è aumentata la probabilità delle ondate di calore a causa del cambiamento climatico». Di quanto? «Di oltre due volte rispetto a una situazione in cui il clima non è stato alterato dalle attività umane». Per dire: «Più guardiamo verso il settentrione dell’Europa più gli eventi che registriamo sono estremi», sostengono gli autori dello studio che ha preso in esame l’arco temporale primo maggio-24 luglio.

Un esempio è la Finlandia: «Nelle sue stazioni di monito- raggio le temperature sono state al di fuori di ogni dato memorizzato negli ultimi cent’anni». Conclusione: «Con le temperature medie globali in continuo aumento le ondate di calore come quelle di questi giorni diventeranno sempre meno eccezionali». Dobbiamo abituarci. «E agosto deve ancora venire», avvertono gli scienziati.

Il 2018 è la «nuova normalità»? Per Ryan Maue la svolta è iniziata già nel 2017.

A proposito di ondata di calore, il direttore di Weather Underground Jeff Master dice all’Associated Press che questa «riguarda tre aree del pianeta (Stati Uniti occidentali, Europa e Giappone) ed è dovuta a una corrente d’aria che è di fatto ferma nelle stesse zone da settimane». La stessa tipologia che ha provocato le giornate torride in Europa nel 2003, in Russia nel 2010, in Texas e Oklahoma nel 2011, in Canada nel 2016.

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