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Cristiano Ronaldo è il migliore anche perchè è il più bello

A pensare che era bruttino. Alto per la sua età ma troppo magro, così tanto che agli allenamenti, quando a 7 anni giocava nella sua prima squadra, gli regalavano panini e zuppe calde perché sapevano che la sua famiglia – mamma cuoca in una mensa scolastica, papà giardiniere alcolista, due sorelle e un fratello più grandi – era povera in canna. Era nato nel quartiere più squallido di Funchal, sull’isola di Madeira, e quando a 12 anni sbarcò sul continente, chiamato dallo Sporting Lisbona, era un mostriciattolo dall’accento incomprensibile ai più, con i brufoletti, la pelle grassa e i denti storti, solo e senza soldi. I compagni di classe lo prendevano in giro, le ragazze lo ignoravano come fosse trasparente.

Da allora Cristiano Ronaldo ne ha fatta di strada. Eccome se ne ha fatta. Oggi, cinque volte Pallone d’Oro e nuovo acquisto della Juventus, che l’ha pagato 105 milioni di euro al Real Madrid e gli ha accordato un cachet da 30 milioni a stagione, ha 135 milioni di follower su Instagram, 22 auto, un jet privato e qualche villa. Soprattutto, ora è bello. Bellissimo anzi, perfetto, scolpito come un David di Michelangelo: 107 centimetri di torace e 68 di girocoscia, alto un metro e 87 per 84 chili, 7 per cento di massa grassa (contro il 10 per cento dei compagni) e 50 di massa muscolare (contro il 46), addominali cesellati, denti dritti e bianchissimi frutto di un paio d’anni d’apparecchio ortodontico.

«Il corpo è l’unico valore che abbiamo, nessuno si occupa più dell’anima nella società occidentale», commenta Marco Belpoliti, autore de II corpo del capo (ed. Guanda). Nel libro, del 2009, spiegava l’uso dell’immagine da parte di Silvio Berlusconi, ma la teoria dell’aspetto esteriore come primo strumento di potere è facilmente applicabile anche al nostro campione. «Senz’altro il suo essere fisicamente attraente aggiunge al suo essere bravo», dice il docente e saggista. «D’altra parte ormai i calciatori hanno sostituito gli attori, persino la politica si ispira allo sport, e la seduzione passa attraverso la prestazione, meglio se irruente».

Il segreto di Cristiano Ronaldo

Applausi a Cristiano Ronaldo che l’ha capito. Applausi a lui che a 33 anni ne dimostra dieci di meno, novello Dorian Gray il cui segreto non è un dipinto diabolico in soffitta ma tanta, tanta determinazione e un culto del corpo a dir poco maniacale. Non sono un mistero le attenzioni ossessive che riserva alla cura di sé, gli allenamenti sfiancanti, il regime alimentare impeccabile, studiato fino all’ultima caloria. Già da ragazzino passava tra campo e palestra molto più tempo dei compagni di squadra, restando a perfezionare i tiri in porta quando tutti gli altri erano a casa a riposarsi da un pezzo. Oggi inizia la giornata – ogni santissima giornata – con una lunga serie di esercizi per le gambe, la conclude con un richiamo di addominali per arrivare a quota 3.000 prima di andare a letto, dove dorme rigorosamente almeno 8 ore, in posizione fetale e in lenzuola sempre pulite, come gli ha consigliato il suo coach del sonno.

Quotidianamente si sottopone a sedute di crioterapia, trattamenti a -160°C (in un macchinario da 45 mila euro che si porterà al nuovo domicilio) per migliorare la circolazione e conservarsi, è proporio il caso di dirlo, fresco come un bocciolo. Massaggiatore e fisioterapista lo seguono come ombre, il cuoco della nazionale portoghese, Luis Lavrador, è il suo personale, che gli prepara sei pasti al giorno da consumare ogni 3-4 ore per mantenere attivo il metabolismo e bruciare meglio i grassi: colazione salata con uova e prosciutto, carboidrati integrali a pranzo quando deve giocare (quindi sempre) più verdure grigliate o al vapore, cena proteica a base di carne o pesce e contorno light, spuntini di frutta secca, litri di spremute e succhi di frutta naturali, ogni tanto qualche grammo di cioccolato fondente e un bicchiere di vino. Guai a sgarrare, pena mezz’ora di allenamento in più per smaltire. Banditi i vizi, vietati gli eccessi (complice il trauma di aver avuto un padre ubriacone e un fratello tossico). Persino i tatuaggi sono tabù, questa volta non per una ragione estetica, ma perché CR7 è un assiduo donatore di sangue e i disegni sulla pelle gli imporrebbero uno stop di mesi.

Dove non arriva il personal trainer, infine, interviene il team dei consulenti d’immagine, addetti stampa, social media manager.
Ché quel che passa all’esterno deve essere impeccabile, sempre e comunque. E chissenefrega se Cristiano Ronaldo per i compagni di spogliatoio è “Ansia” a causa delle sue mille fisse, pazienza se da sempre lo prendono tutti in giro perché resta ad allenarsi quando a casa ha una modella nel letto, Irina Shayk ieri, oggi Georgina Rodriguez. Facciamo pure tutta l’ironia che ci pare: alla fine quello che vince è sempre lui. E forse se lo merita anche.

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