Fiat Panda Mild Hybrid, sarà sicuramente un successo

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Si è tenuto oggi a Torino, nella palazzina di Mirafiori, l’incontro tra Fiat Chrysler Automobiles e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del contratto collettivo applicato nel Gruppo per la presentazione delle missioni produttive degli stabilimenti italiani nell’ambito del piano industriale 2018-2022.

Ed è proprio lo storico stabilimento di Mirafiori a rappresentare un faro in questa circostanza, dato che qui verrà localizzata la produzione della nuova Fiat 500 elettrica, la prima costruita su una nuova piattaforma modulare, che in futuro verrà condivisa con altri modelli elettrici. “Il tutto preservando i tratti caratteristici dei diversi brand”.

Anche Pietro Gorlier, neo-responsabile delle attività di FCA in Europa, Medio Oriente e Africa (Emea) ha confermato che la nuova Fiat 500 elettrica che verrà prodotta a Mirafiori sarà messa in vendita dal suo gruppo agli inizi del 2020. A Pomigliano invece avverrà la produzione del suv compatto Alfa Romeo e della Fiat Panda ibrida. Gorlier ha infine annunciato anche un nuovo modulo produttivo a Termoli per i propulsori benzina FireFly 1.0 e 1.3 turbo, aspirati e ibridi. Il totale degli investimenti in Italia ammonterà a più di 5 miliardi di euro per il periodo 20192021. Al nuovo piano per l’Italia viene destinato oltre l’11% della spesa globale di Fca. “Sono convinto che insieme a tutti i nostri lavoratori saremo in grado di raggiungere i traguardi che ci siamo prefissati”.

Il 29 novembre prossimo, il gotha di FCA incontrerà i sindacati in Italia per decidere il futuro produttivo degli stabilimenti italiani. Il nuovo AD Gorlier ha annunciato grosse manovre soprattutto per far ripartire Fiat. Il problema dello spostamento della produzione della Panda in Polonia dovrebbe essere supplito da un nuovo suv made in Jeep, ma è in forte rosso anche lo stabilimento di Kragujevac. Qui la produzione è stata di 60 mila unità nel 2017 ed è scesa di oltre 10 mila unità nel 2018. L’unico modello Fiat made in Kragujevac è la 500L.

Sono circa 12.516 le unità che sono state immatricolate nel mese di ottobre, confermandola ancora una volta l’auto più venduta fino ad oggi. Sempre in tema di dati, la Fiat Panda nei primi 10 mesi del 2018 è stata la più venduta con oltre 101.000 autoveicoli venduti. Sono dati molto importanti, se si considera che il mercato auto nell’ultimo periodo ha segnato un calo non indifferente, perdendo ben il 7,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ma con quali modelli la Fiat ha deciso di sostituire la Panda? Al momento l’azienda sembra essere orientata a nuove strategie di mercato, che dovrebbero essere attive entro il 2022 e riguarderebbero il settore dell’elettrificazione. Quindi 500, 500X e 500 L secondo i nuovi piani della Fiat sarebbero destinate a trasformarsi e diventare “mild hybrid”, con una versione a 12 volt. Sono, dunque, previsti aumenti riguardanti modelli Fiat 500 X e la 500 L, ma anche Fiat Tipo e Qubo. Più che altro sono destinate a morire le auto con motore a benzina e diesel e ad avere la meglio è l’auto elettrica alimentata da batterie ricaricabili che potranno essere ricaricate appunto utilizzando una semplice presa di corrente domestica oppure usufruendo di colonnine pubbliche.

Fiat, registrati cali di vendite rispetto al 2017

Come abbiamo già anticipato, nei primi mesi del 2018 le Fiat Panda sono state le più vendute in Italia e nello specifico si sono registrate 101.350 due autovetture vendute. Ad ogni modo, nonostante si tratti di un’ auto tra le più vendute nel nostro paese, questa vettura deve fare i conti con un calo di circa il 20% delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche se il calo è stato registrato e per quasi tutte le principali vetture appartenenti alla gamma FIAT. Ad esempio la Fiat Tipo ha segnato una diminuzione del 27%, registrando una vendita che ammonta circa 37 mila unità.

Il mercato automobilistico è in rapido cambiamento: la crescente attenzione agli aspetti economici e ambientali spinge i conducenti a utilizzare automezzi meno dipendenti da benzina e gasolio, con conseguenti costi minori di gestione e minori emissioni inquinanti. Questa rivoluzione nel mercato è dovuta a diversi fattori: fattore numero uno: l’aumento inesorabile del prezzo dei combustibili fossili connesso con la diminuzione delle scorte. Nonostante vi sia stato un improvviso calo della domanda in alcune aree del mondo, a causa della crisi economica globale, il prezzo dei combustibili fossili si è mantenuto alto e continuerà in futuro la sua ascesa inesorabile.

fattore numero due: il cambiamento climatico. Le emissioni di gas ad effetto serra stanno modificando il sistema auto-preservante dell’atmosfera e compromettono seriamente il futuro della vita sulla terra. fattore numero tre: le emissioni inquinanti e le loro conseguenze sulla nostra salute. Le sostanze inquinanti prodotte dalla combustione di combustibili fossili sono un serio pericolo per l’uomo. Misure restrittive per gli automobilisti Siamo entrati in un periodo critico, un punto di svolta in cui avverranno profondi cambiamenti. Presto dovremo adottare misure restrittive, o addirittura drastiche, per affrontare i pericoli che abbiamo di fronte.

Chi ha il potere di prendere decisioni economiche e politiche è pienamente consapevole degli inconvenienti e della natura inquinante delle emissioni dei motori a combustione interna e ha cominciato a prendere decisioni a riguardo. Queste includono limiti alle emissioni di gas di scarico, limitazioni del traffico nelle città, limiti di velocità, tasse sul traffico e coefficienti bonus/malus. Oltre il petrolio Le strade per uscire dal labirinto petrolifero sono più di una e non sempre sono coerenti tra loro. L’auto può essere alimentata con vettori energetici non necessariamente prodotti a partire dal petrolio (Gpl, Metano, Biocombustibili, Elettricità, Idrogeno). E in alcuni casi il sistema di trazione deve cambiare veramente poco per riuscire ad utilizzarli.

Sono sempre più numerose le proposte di alimentazioni a Gpl (miscela di gas ottenibile anche da fonte non fossile, oggi derivata però principalmente proprio dal processo di raffinazione del petrolio e dal gas naturale) ed a metano (producibile anch’esso da fonte non fossile) praticamente da tutte le case. Sul versante dei biocombustibili, invece, il bioetanolo e biodiesel, in grado di giocare un ruolo importante per la riduzione della dipendenza dal petrolio, hanno bisogno di strategie chiare e di lungo termine perché se ne giustifichi la diffusione.

Il costo economico è elevato e l’impegno di terreni per la coltura delle piante necessarie alla loro produzione è impegnativo e potenzialmente addirittura concorrente con la produzione di cibo. La sicura new-entry nel mondo dell’auto “che conta” è l’elettricità, per la cui diffusione sono attivi progetti pilota in molte aree del mondo, esistono auto pronte per il mercato ed alcune proposte sono già disponibili. Poi c’è l’idrogeno, che nell’opinione pubblica ha avuto una flessione di ribalta a vantaggio dell’elettrico puro a batterie (suo parente strettissimo, peraltro), ma che ha continuato il suo percorso di ricerca applicata e sperimentazione. La grande prospettiva di diffusione dell’elettrico può portare ad un rilancio anche delle celle a combustibile alimentate da idrogeno (tecnologia di produzione dell’elettricità a bordo), proprio come una delle soluzioni per auto elettriche con maggiore autonomia di marcia.

Soluzioni per il contesto urbano: auto elettriche e ibride Oggi, data l’attuale realtà tecnica ed economica, per fornire una risposta sostenibile ai problemi ambientali, il veicolo più efficace per brevi tragitti e per il traffico urbano e suburbano è l’auto elettrica. Anzi, per meglio dire, l’auto “elettrificata”, perchè a breve anche l’auto ibrida di tipo plug-in consentirà autonomie in solo elettrico conciliabili con percorsi urbani, riservando la modalità ibrida con accensione del motore a combustione interna per percorrenze più estese. La propulsione elettrica sta guadagnando terreno rapidamente nel settore automobilistico. Dopo anni di ricerca e sviluppo, l’industria si avvale ormai diffusamente dei suoi vantaggi. Questi vantaggi comprendono una maggiore efficienza energetica globale, la possibilità di impiego di fonti primarie rinnovabili, livelli elevati di efficienza dei motori, riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, affidabilità e silenziosità.

Energia elettrica, un profondo cambiamento nel settore automobilistico Dagli anni ‘90, a seguito di una crisi economica e ambientale, abbiamo visto un cambiamento significativo: lo sviluppo di auto sempre più elettriche, capaci non solo di utilizzare meglio il combustibile ma anche di viaggiare per tratti di percorso sempre più lunghi in modalità Zev, cioè a zero emissioni, è ora al centro delle politiche industriali dei più importanti marchi auto del mondo.

L’elettrificazione dell’auto negli ultimissimi anni è andata crescendo. I motori elettrici sono diventati sempre più comuni nelle automobili, non solo nel far funzionare optionals di lusso, quali tetti apribili, sedili, specchietti retrovisori e aria condizionata, ma anche per garantire la trazione delle vetture: dalle ibride alle totalmente elettriche a batterie. Un “percorso” di elettrificazione dell’auto può identificarsi nella sequenza: veicolo non ibrido con MCI (Motore a Combustione Interna), veicolo ibrido – Hybrid Electric Vehicle – HEV (Micro Hybrid, Mild Hybrid, Full Hybrid, Plug-in Hybrid), veicolo ad autonomia estesa – Extended Range EV – EREV, veicolo elettrico a batterie – Battery Electric Vehicle – BEV e veicolo elettrico a idrogeno con celle a combustibile – Fuel Cell Electric Vehicle – FCEV. Non siamo più sorpresi di vedere berline come la Toyota Prius scivolare silenziosamente per le strade di città. Mentre diverse migliaia di autisti, soprattutto impiegati di ditte ed enti pubblici, già guidano autoveicoli 100% elettrici. In tutta Europa, in Asia e negli Stati Uniti, programmi di sviluppo arditi e innovativi stanno trasformando i semplici esperimenti in applicazioni pratiche. “Concept car” e prototipi danno origine a modelli prodotti in serie, e viene standardizzato ed esteso l’uso di energia elettrica.

Si stanno trasformando tutte le categorie e tutti i segmenti di mercato. Compaiono di continuo nuovi attori nel settore dei veicoli elettrici, tra cui grandi investitori, dipartimenti di ricerca specializzati, nuove aziende produttrici di batterie e piccole industrie innovative. Tutte queste attività hanno ampliato il range di offerta e accelerato la domanda riguardante i modelli esistenti. Quasi ogni mese si assiste al lancio di nuovi concept e progetti di case automobilistiche, dai micro veicoli urbani alle berline standard, dai veicoli commerciali leggeri al trasporto merci di medio peso. L’energia elettrica può trasformare le attuali difficoltà di un settore industriale in un possibile miglioramento. La rapida diffusione di motori elettrici La tendenza verso l’elettrificazione ha subito una forte accelerazione a partire dal Duemila, con la ricerca di motori a combustione interna più efficienti, al fine di ridurre le emissioni di gas serra e ridurre il consumo di carburante. Per abbassare il consumo di carburante, sono stati aggiunti motori elettrici accanto al motore a combustione interna, dando vita alle prime vetture “ibride”. La Toyota Prius, nel 1997, e la Honda Insight, nel 1999, seguite dalla Civic IMA, sono state pionieri di questa nuova tecnologia sul mercato globale. Queste automobili ibride, come le auto elettriche prodotte da piccoli costruttori, beneficiano di uno dei principali vantaggi dati dai motori elettrici, cioè l’alta efficienza energetica. È un fatto innegabile che i moderni motori elettrici funzionino in modo molto più efficiente rispetto ai motori a combustione interna, sia che usino benzina, diesel o gas (come il GPL e metano).

45 miliardi di investimenti, 28 nuove auto, 9 elettriche

Una variabile decisiva è poi rappresentata dalla progressiva conquista di quote di mercato da parte delle auto elettriche e dal progressivo abbandono dei veicoli alimentati a diesel. E per un brand come la Fiat si tratta di un passaggio epocale da gestire con le dovute accortezze proprio per via della clientela di riferimento. Va verso la chiusura l’epoca del motore diesel alimentato a gasolio. Tra i veicoli più inquinanti di questa categoria figurano i motori diesel privi di filtro antiparticolato e con una cattiva manutenzione. Per ridurre i rischi ambientali sono stati introdotti limiti alle emissioni di biossido di azoto, fissati in Europa al livello di 168 mg/km per i nuovi modelli in circolazione. Ma la tendenza prevalente è adesso quella di metterli definitivamente da parte. Non subito, ma la rotta è stata tracciata.

Garage Italia Customs continua a stupire con le sue elaborazioni.L’ultimo progetto ha visto come protagonista la Fiat Panda 4×4 che Gianni Agneli era solito usare per raggiungere St.Moritz in Svuizzera. L’Avvocato possedeva 11 Fiat Panda e tra queste anche questa vettura storica che è stata rielaborata dall’atelièr milanese. Nella sua nuova versione il veicolo conserva all’esterno il profilo squadrato e un look grigio-spaziale con strisce nere e blu mentre per i rivestimenti interni sono stati usati rivestimenti di alto prestigio.

Nuova modello di Fiat Panda ibrido, con una nuova tecnologia per salutare definitivamente il diesel. E con questa auto anche altri 28 modelli differenti in arrivo.Come quei grandi campioni che lasciano l’attività agonistica quando sono all’apice della carriera, anche per una versione della Fiat Panda, gloriosa autovettura che ha attraversato i decenni mutando in alcuni casi la pelle, ma mai quel fascino che ha sedotto centinaia di migliaia di acquirenti, è stato individuato lo stesso destino.

Il condizionale è d’obbligo perché non ci sono al momento conferme ufficiali.  Se decisione rientra nel piano industriale che il Gruppo Fca aveva annunciato a giugno indicando la data del 2021 per lo stop delle vendite di auto alimentata a gasolio, l’annuncio di oggi potrebbe essere legato all’entrata in vigore proprio all’inizio di settembre delle nuove normative in tema di emissioni a livello mondiale. La domanda di Panda diesel, in ogni caso, si era ridotta ai minimi termini anche in considerane dei rumors sulla possibilità che molte amministrazioni locali avrebbero prima o poi vietato del tutto la circolazione della auto diesel nelle aeree urbane.

Il motore diesel sulla Panda aveva fatto il suo debutto in tempi decisamente diversi da quelli attuali, quando l’effetto “pompa” andava forte grazie anche al fatto che il gasolio non era ancora arrivato ai livelli di prezzi attuali tanto che era una delle motivazioni di acquisto anche di una citycar come la Panda. In seguito l’offerta sempre più interessante di motori a benzina a 3 cilindri, ideali soprattutto nel traffico urbano, aveva già già assestato un duro colpo ai piccoli diesel.

Ormai siamo nel pieno dell’estate, come ogni anno l’esito per partire è cominciato, moltissimi italiani partiranno per le vacanze. Come ogni anno, però, viene il dubbio amletico quanto pagherò la benzina e il diesel? Molte sono le attese Per il nuovo listino dei carburanti, come confermato presidente di Figisc.

Inizio di agosto e partenze in arrivo: cosa accadrà ai listini di benzina e diesel? I prezzi dei carburanti dovrebbero rimanere sostanzialmente stabili nei prossimi giorni. A sostenerlo, nell’Osservatorio prezzi, è il presidente di Figisc – Confcommercio, Maurizio Micheli.

“A meno di drastiche variazioni in più o in meno delle quotazioni internazionali alla chiusura dei mercati di oggi o del tasso di cambio euro/dollaro – sottolinea – vi sono plausibili presupposti per una aspettativa di prezzi ancora in relativa stabilità almeno per i prossimi 4 giorni con scostamenti compresi attorno a 0,2 centesimi al litro in più o in meno”.

IMPOSTE – Al monitoraggio, effettuato in collaborazione con Assopetroli – Assoenergia, dei prezzi pubblicati dalla Commissione europea, aggiunge, “risulta che nella data del 30 luglio lo ‘stacco Italia delle imposte sui carburanti’ (ovvero quante imposte si pagano di più in Italia rispetto alla media dei 28 Paesi Ue) è di +22,5 cent/litro per la benzina e +20,8 per il gasolio (in media ponderale tra i prodotti +21,4) e le imposte hanno inciso nella settimana sul prezzo finale della benzina per il 61,80 % e per il 57,65 % su quello del gasolio”. Nella rilevazione del 30 luglio 2018 il gasolio ha il secondo e la benzina il quarto prezzo più elevato di tutta l’Ue.

Sei un automobilista che viaggia spesso e vorresti trovare un modo per risparmiare sulla benzina? Non esiste una formula precisa, ma un insieme di buone abitudini da fare tue per garantirti un risparmio sul carburante. Ma anche uno stile di guida corretto.

L’Ente nazionale idrocarburi ha individuato dei parametri di risparmio legati allo stile di guida. Ad esempio, mantenendo una temperatura non troppo bassa o spegnendo il condizionatore prima di scendere, si può risparmiare fino a 55 euro l’anno di benzina.

Quando sei alla guida, evitando di riscaldare il motore, risparmierai fino a due litri di carburante al mese per un valore di circa 60 euro l’anno. Mentre inserire le marce più alte quando le condizioni lo consentono, ad esempio preferendo la quarta alla terza quando viaggiate a 40 Km/h, ti permetterà di guadagnare oltre 40 euro l’anno (Fonte Enea).

Allora, questo basta per convincerti a mettere i pratica tutto il necessario per risparmiare sulla benzina? Ecco una manciata di consigli per evitare consumi alti di carburante quando sei in viaggio. Ma anche quando ti muovi in città. Basta poco per fare buona economia.

Benzina sintetica, la grande rivoluzione marchiata Audi

In un mondo sempre più inquinato automobili e Fabbriche, l’ecosostenibilità ormai entrata a far parte del nostro modo di pensare. Se non si vuole distruggere del tutto quel poco di aria buona che ancora ci rimane, le aziende produttrici mobili devono assolutamente adeguarsi fabbricando nuovi modelli di auto sostenibili, ed è per questo che la grande azienda Audi ha deciso investire su un progetto molto ambizioso cercando di riprodurre un tipo di benzina sintetica.

Oggi vogliamo parlarvi di una novità nonchè di  una innovazione piuttosto interessante non solo per l’ecologia, ma anche per le prestazioni e per i costi. Stiamo parlando della benzina sintetica, della quale alcuni forse ne hanno già sentito parlare mentre altri ancora no. I vantaggi che ne deriveranno saranno davvero innumerevoli. Proprio con l’arrivo del biometano e del diesel pulito sembra sia in arrivo anche la benzina sintetica che è stata inventata ma farà la sua comparsa a breve. Questa novità è stata annunciata direttamente dalla casa automobilistica Audi che risulta essere quella che durante gli ultimi anni ha più investito sui motori a benzina e su quelli diesel, Ma adesso è pronta a dare una svolta decidendo di puntare sui carburanti ecosostenibili. L’Audi dunque ha deciso di mettersi all’avanguardia e per questo motivo ha pensato alla benzina sintetica con un vantaggio non soltanto a livello di costi, ma anche di impatto ambientale.

Ma di cosa si tratta? Si tratta di un carburante che viene ricavata direttamente dalle sostanze di scarto come sono ad esempio le biomasse ovvero dai rifiuti biodegradabili dell’Agricoltura. Le aspettative riguardo questo tipo di benzina sono piuttosto alte. All’interno di questa benzina sintetica non sarà presente lo zolfo e il benzolo e questo fa sì che ci siano livelli di emissione nell’atmosfera molto bassi. Non finisce qui perché la casa automobilistica Audi sta anche collaborando con Global bioenergies, Ovvero la società che  ricava il suo gasolio dagli scarti di agricoltura proveniente dalla Francia.

Quindi a breve la casa automobilistica ha fatto sapere di voler utilizzare soltanto l’idrogeno e l’anidride carbonica per poter ottenere questa benzina sintetica che non si sa se potrà essere utilizzata anche per le autovetture che già esistono o se sono necessarie  delle modifiche. Si tratta ad ogni modo di un progetto piuttosto ambizioso e proprio mentre molte altre case automobilistiche Stanno pensando a produrre dei veicoli elettrici, l’Audi è impegnata in questo progetto davvero innovativo.

L’Audi si pone dunque un solo obiettivo ovvero quello di testare lo sviluppo dei motori con un elevato rapporto di compressione, migliorando l’efficienza complessiva. Non è di certo la prima volta che questa casa automobilistica tedesca ha mostrato interesse per l’innovazione e la ricerca, ed infatti è dal 2014 che  un team è stato incaricato di portare avanti degli Studi per creare un veicolo rispettoso e quanto più possibile dell’ambiente cercando di lavorare a trovare una soluzione per i diesel, che si basa su una tecnologia che utilizza gli elettroliti e l’anidride carbonica, presente nell’aria per potere realizzare un carburante pulito. E voi avete mai sentito parlare di benzina sintetica? Cosa ne pensate?

Come è determinato il numero di ottani della benzina? I motori a benzina utilizzati nella maggior parte delle automobili funzionano attraverso una serie di esplosioni cronometricamente controllate. Nei cilindri del motore, il carburante viene miscelato con aria, compresso, e poi acceso da una scintilla. Quando il combustibile utilizzato inizia la combustione prima della scintilla della candela a causa del calore di compressione, si verifica un “battito in testa” nel motore. Più la qualità del combustibile migliora meno è probabile che il motore batta in testa. La qualità di un combustibile è indicata dal suo numero di ottani. Gli idrocarburi a catena lineare hanno un basso numero di ottani e rendono i combustibili poveri. L’eptano, per esempio, con un numero di ottani assegnato arbitrariamente pari a 0, fa sì che i motori battano in testa. Gli alcani a catena ramificata hanno più atomi di idrogeno legati a carboni primari. Questi sono i legami che richiedono più energia per rompersi e, quindi, rendono la combustione più difficile da avviare, riducendo così il battito. Ad esempio, 2,2,4-trimetileptano non causa alcun battito e gli è stato arbitrariamente assegnato un numero di ottani pari a 100.

Trasformare l’auto in un veicolo ibrido-solare. Il progetto, nato nell’Università di Salerno, ha superato la prima selezione di Horizon 2020

Il progetto per trasformare un veicolo normale in un ibrido-solare, risparmiando energia, soldi e tagliando le emissioni, è italiano e arriva da Salerno. Un gruppo di lavoro dell’Università di Salerno guidato da Gianfranco Rizzo, coordinatore dei corsi di ingegneria meccanica e gestionale, ha infatti realizzato il progetto HySolarKit che potrà permettere a un veicolo Euro 3 di diventare un Euro 4, accedendo così alle Ztl. Per chi guida normalmente in città, il risparmio può arrivare al 20%, con un costo stimato del kit di circa tremila euro. Dopo alcuni anni di lavoro, e grazie ad un primo finanziamento del Miur, è stato brevettato e realizzato un sistema di ibridazione per le vetture a trazione anteriore che prevede l’inserimento di motori elettrici sulle ruote posteriori e di una batteria addizionale al litio, che trasforma l’auto in un 4×4 ibrido. Un cavo inserito nella porta della diagnostica (Obd) è collegato al sistema di controllo che comanda le ruote elettriche. “Il sistema – spiega Rizzo – non richiede il montaggio di sensori ulteriori, non impatta sullo stile di guida e non tocca la centralina originale, cosa che avrebbe potuto causare la perdita della garanzia”. L’integrazione con il fotovoltaico avviene tramite pannelli flessibili ad alto rendimento, prodotti dall’italiana Enecom, che ricoprono cofano e tetto. In questo modo, il veicolo può operare sia in modalità elettrica che in modalità ibrida, conservando in tal caso autonomia e prestazioni del veicolo originario: anzi, con un plus di accelerazione fornito dai motori elettrici, e con un avanzato controllo del veicolo grazie alla trazione integrale. La batteria ausiliaria può essere ricaricata sia dalle ruote posteriori (frenata rigenerativa) sia dai pannelli solari, che possono fornire anche più di 1 kWh al giorno. La realizzazione del primo prototipo, montato su una Fiat Punto, non ha evidenziato particolari criticità di funzionamento. È stata fondata la società di spin-off eProInn Srl, che ha candidato con successo il progetto alla fase 1 del programma Horizon 2020 (Sme Instrument). La proposta, che si avvale della consulenza di CiaoTech, vede la collaborazione di Actua, spin-off del Politecnico di Torino titolare di un brevetto per integrare il motore elettrico nel disco freno, di Landi Renzo, leader nella produzione di impianti a metano e Gpl, che lavora a un progetto di ibridazione (Hers) complementare con HySolarKit, e l’interesse di investitori cinesi e maltesi. Preliminari indagini di mercato hanno evidenziato una buona attitudine dei potenziali utenti verso l’acquisto del kit e l’integrazione con il fotovoltaico. I ricercatori salernitani hanno presentato i loro studi in numerose sedi internazionali e ricevuto diversi riconoscimenti. Rizzo è inoltre tra i promotori del progetto “Mobidic – Mobility Digital Center”, un’iniziativa per la costituzione in Campania di un Polo industriale ad alta tecnologia sulla mobilità sostenibile.

LE EMISSIONI DELLE AUTO ENDOTERMICHE Ciò che esce dal tubo di scarico delle auto endotermiche è davvero una miscela velenosa, che ogni anno in Europa provoca 467mila morti premature (i dati sono forniti dal rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016”, firmato dall’Agenzia europea per l’ambiente, Eea). Monossido di Carbonio E’ incolore, inodore, insapore, tossico e molto insidioso se inspirato.Si lega allo ione del ferro nell’emoglobina del sangue, impedendo l’arrivo dell’ossigeno nei tessuti. E’ sufficiente una concentrazione dell’1,28 % in natura per provocare uno stato di incoscienza. Idrocarburi incombusti Gli idrocarburi incombusti sono composti chimici costituiti da carbonio (C) e idrogeno (H). Alcuni di questi composti, come il benzene, sono cancerogeni. Il benzene, in particolare, se assorbito nel sangue può anche favorire l’insorgere di malattie ematologiche gravi, come la leucemia. Pericolosi anche i policiclici o Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici), come il benzopirene. Ossidi di azoto Sono molecole composte da Azoto (N) e Ossigeno (O). Producono nell’uomo affezioni dell’apparato respiratorio aggravando significativamente le condizioni delle persone affette da asma. L’esposizione, anche per soli quindici minuti, a concentrazioni di NOx maggiori di 5 ppm determina tosse persistente e irritazione delle mucose delle vie aeree. Ossidi di zolfo (SOx) Il biossido (SO2) e il triossido di zolfo (SO3) sono i principali inquinanti atmosferici a base di zolfo. Il primo irrita le vie respiratorie e può causare faringiti, affaticamento e disturbi a carico dell’apparato sensoriale. Particolato (pm) Il particolato raccoglie tutte le particelle solide e liquide generate nel processo di combustione e portate in sospensione nell’aria dai gas di scarico. Vengono suddivise in base al diametro e quelle più pericolose per la salute umana sono quelle micrometriche, con diametro fra 0.5 e 10 μm e con alto contenuto di carbonio elementare prodotto dalla combustione4 . Queste potrebbero determinare patologie acute e croniche a carico dell’apparato respiratorio (asma, bronchiti, allergia, tumori) e cardio-circolatorio (aggravamento dei sintomi cardiaci nei soggetti predisposti). In Italia, secondo il rapporto Ispra 2016 “Qualità dell’Ambiente Urbano”, a superare ripetutamente il valore limite giornaliero sono i Comuni concentrati nelle regioni della Pianura Padana, caratterizzate da condizioni di maggiore stagnazione rispetto ad altre zone del Belpaese, tutte le province campane. Male anche Roma, Frosinone, Palermo e Siracusa.

Definiamo l’auto elettrica Negli ultimi anni i veicoli ibridi hanno conquistato sempre più quote di mercato. Si tratta di auto che sono sì provviste di batteria, ma questa va ad integrare una motorizzazione termica assistita. Nonostante la presenza di un motore/generatore elettrico e di una piccola batteria, non è possibile definire questa vettura elettrica in senso stretto. E allora, prima di addentrarci nel pieno di questa argomentazione, è bene definire le diverse tipologie di auto elettrica: Veicoli ibridi Plug-in (PHEV) Sono i veicoli ibridi, ovvero con doppia fonte di potenza per la propulsione, una elettrica ed una con motore termico (che nel sistema ibrido – parallelo è connesso alle ruote motrici) la cui batteria, normalmente dimensionata per una autonomia di poche decine di chilometri, può essere ricaricata dalla rete elettrica. Una volta scaricata la batteria – o non appena raggiunto un livello di carica minimale (30-40% del suo contenuto energetico), il veicolo, secondo il tipo di gestione del sistema, entra in funzionamento ibrido “normale”, analogo a quello dei veicoli ibridi non ricaricabili. Con un dimensionamento della batteria atto ad erogare un’autonomia di 30 km, si potrebbero soddisfare ad “emissioni zero” circa il 60% dei bisogni di mobilità delle automobili in Italia5 . Diverse auto di questo tipo hanno autonomia in funzionamento elettrico anche superiore a 50 km.

Veicoli ibridi Range-Extended (REEV) Sono veicoli ibridi con due motorizzazioni (una elettrica di trazione ed una endotermica di ricarica). Anche in questo caso la batteria, normalmente dimensionata per una autonomia attorno al centinaio di km o più, è ricaricabile dalla rete elettrica; una volta scarica, entra in azione un generatore elettrico alimentato dal motore endotermico di bordo che provvede al reintegro della batteria. In questo modo di funzionamento il veicolo si muove con il motore elettrico, o con più motori elettrici collegati alle ruote, ma opera in definitiva attraverso il carburante di bordo, anche se con minori emissioni rispetto al veicolo puramente endotermico convenzionale, perché il motore del REEV lavora ad un regime ottimizzato, con la batteria che agisce da livellatore dell’energia, che viene in parte trasferita alle ruote e in parte immagazzinata nella batteria stessa. Ve ne sono in commercio con autonomia di circa 150 km in funzionamento elettrico e altrettanti con il range-extender inserito. Veicoli bimodali elettrico – endotermico Sono veicoli provvisti di due motorizzazioni del tutto indipendenti, rispettivamente elettrica alimentata a batteria ricaricabile dalla rete elettrica, ed endotermica utilizzabile in alternativa a quella elettrica per consentire percorrenze elevate. Spesso ognuna delle motorizzazioni è connessa ad un asse del veicolo, che opera quindi a trazione anteriore o posteriore a seconda del propulsore attivato. Veicoli elettrici a batteria (BEV) Sono i veicoli con la sola motorizzazione elettrica alimentata da una batteria ricaricabile esclusivamente dalla rete elettrica. L’autonomia dei modelli già in commercio da alcuni anni è compresa per le autovetture tra i 150 e i 200 km ma, soprattutto nella fascia premium di mercato, vi sono già modelli da 400-600 km, che si ritiene potrà divenire uno standard diffuso nell’arco di pochi anni, con la graduale diminuzione di costo delle batterie. Veicoli a Fuel-cell a idrogeno (FCEV) Sono i veicoli con motorizzazione elettrica nei quali la sorgente di energia elettrica per la propulsione è costituita da una cella a combustibile (a volte assistita da supercapacitori) invece che da una batteria. La cella a combustibile viene a sua volta alimentata da idrogeno, stoccato a bordo del veicolo in bombole ad alta pressione o in sistemi fisico-chimici. Il vantaggio dei FCEV è che l’autonomia dipende solo dal dimensionamento del “serbatoio” di idrogeno. Lo svantaggio è che occorre sviluppare una apposita rete di distribuzione dell’idrogeno, oggi inesistente (salvo che in piccole aree territoriali in cui l’idrogeno ha altre applicazioni industriali).

Prospettive di evoluzione dei veicoli elettrici Il ruolo dell’auto elettrica sarà dunque quello di modificare, radicalmente e per sempre, il binomio trasporti-inquinamento. Le norme comunitarie in tema di emissioni impongono un cambio di rotta: meno diesel e benzina e più batteria. A recepire questa trasformazione sono state, in primis, le case automobilistiche. Da Tesla, pioniere della mobilità elettrica, a Nissan, da Renault a Volkswagen, a BMW e Mercedes: queste aziende hanno impegnato e impegnano importanti investimenti nell’auto a batteria. “Esiste ormai una consapevolezza che il futuro della mobilità non possa che essere elettrico: la tecnologia dell’auto 100% elettrica rappresenta oggi la soluzione tecnologica innovativa più efficace per ridurre l’impatto dei trasporti sull’inquinamento ambientale” sosteneva Gabriella Favuzza, Electric Vehicles Brand Manager Renaut Italia.

E se Tesla, guidata da Elon Musk, ci ha sempre creduto nella mobilità green, portando sul mercato auto di lusso a batteria e lanciando la Model 3 con un prezzo accessibile ai più, a sorprendere sull’entrata del mercato delle vetture a batteria sono soprattutto le case tedesche. Dopo lo scandalo dieselgate, Volkswagen prova a riabilitarsi sul mercato puntando all’auto elettrica. Secondo il piano strategico “Together – Strategy 2025”, la casa automobilistica tedesca dovrebbe lanciare entro il 2025 (una data ricorrente per i prossimi step del settore automotive), 30 nuovi modelli  di auto elettriche. Anche Mercedes-Benz prepara l’offensiva per il settore. Nei mesi scorsi, infatti, è stato raggiunto un accordo quadro per il processo di modernizzazione dello storico stabilimento di Untertürkheim (Stoccarda), centro di riferimento per la rete di produzione powertrain. Azienda e Consiglio di fabbrica assicureranno una costante crescita della produzione di motori tradizionali e, allo stesso tempo, intendono prepararsi alle future sfide dell’elettromobilità.

Proprio Mercedes è pronta ad ampliare la sua gamma di veicoli, entro tre anni, con 10 nuove vetture elettriche8. “Investiamo nei motori benzina, diesel, elettrici, a metano e idrogeno: non percorriamo un’unica strada perché le realtà, nel mondo, non soltanto in Europa, sono diverse. In 28 anni di lavoro in questo settore, mai come oggi ho avuto una visione così chiara del futuro della mobilità. La Comunità Europea ha stabilito dei limiti per abbassare le emissioni e passare dai 130 grammi di emissioni per chilometro, del 2014, ai  95 grammi per chilometro nel 2021 e     nel 2025 si sta discutendo se arrivare a 68 o 72 grammi. Negli ultimi 15 anni abbiamo fatto quanto possibile dal punto di vista tecnologico per ridurre le emissioni di un motore endotermico, raggiungendo livelli considerati impensabili solo qualche anno fa. L’unica soluzione per raggiungere gli obiettivi di emissioni che ci chiede l’Europa è l’elettrico, anche attraverso l’ibridizzazione dei nostri propulsori tradizionali. Entro il 2025 una quota compresa tra il 15 e 25% delle nostre vendite globali sarà rappresenta da automobili elettriche”9 raccontava Eugenio Blasetti, Press Relations and Communication Manager Mercedes-Benz Italia. E mentre BMW migliora e amplia la gamma “i”, quella dedicata alle batterie, Opel prova a conquistare il mercato con il nuovo modello Ampera. Ad entrare in partita anche l’italiana Fca, con un’auto a guida autonoma, la Portal. Secondo un report a firma di  McKinsey  e  Bloomberg New Energy Finance (BNEF) sul futuro della mobilità sostenibile in ambito urbano, entro il 2030, il 60% delle vetture in circolazione saranno elettriche. Due auto su tre, nelle grandi città, viaggerà a batteria. A credere in un futuro della mobilità a batteria è l’Agenzia Europea per l’ambiente, che ha provato a fare delle proiezioni sul numero futuro di veicoli elettrici.

In uno scenario ottimistico, la penetrazione delle auto elettriche, al 2050, sarà dell’80%. In uno scenario intermedio, le auto elettriche al 2050 rappresenteranno la metà del parco auto in circolazione. Si tratta, ovviamente, solo di calcoli teorici e di ipotesi, ma non è difficile credere in una rapida crescita delle vetture elettriche, visto che avranno un costo sempre più basso a fronte di prestazioni sempre migliori. Come si legge nel rapporto “Electrifying insights: how automakers can drive electrified vehicle sales and profitability10” di McKinsey, infatti, le innovazioni e la tecnologia hanno portato ad una significativa riduzione del prezzo della batteria, il cui costo è sceso dai circa 1.000 dollari/kWh del 2010 ai 227 dollari/kWh di oggi. Si stima che questa cifra continuerà a declinare, portando progressivamente il costo dei veicoli elettrici a livello delle auto convenzionali. E c’è chi si spinge oltre: secondo una ricerca condotta da Bloomberg New Energy Finance, a partire dal 2026 il costo dei veicoli elettrici sarà inferiore a quello dei veicoli endotermici, proprio grazie al crollo del prezzo delle batterie, che calerà di circa il 77% tra il 2016 e il  2030. E’ possibile che i consumatori opteranno più facilmente per una scelta più attenta all’ambiente già dal 2025, a parità di prezzo tra i due veicoli. Gilles Normand, senior vice president di Renault, è convinto che già dal 2020 i costi totali di proprietà dei veicoli elettrici saranno pari a quelli dei veicoli con motore a combustione interna convenzionali.

Il numero di ottani di una benzina è determinato confrontando la sua capacità antidetonante con la capacità antidetonante di miscele di eptano e 2,2,4-trimetilpentano. Il numero di ottani dato alla benzina corrisponde alla percentuale di 2,2,4-trimetilpentano nella miscela corrispondente. Così, una benzina con numero di ottani di 91 ha la stessa proprietà antidetonante di una miscela di 91% 2,2,4-trimetillpentano e il 9% eptano. Il termine numero di ottani è originato dal fatto che 2,2,4-trimetilpentano contiene otto atomi di carbonio. Poiché vengono utilizzati metodi un po’diversi per determinare il numero di ottani, la benzina in Canada e negli Stati Uniti avrà un numero di ottani che è 4 a 5 punti in meno rispetto allo stessa benzina in Europa e in Australia.

Evita inutili carichi per risparmiare sul carburante

Bisogna evitare i carichi pesanti. Viaggiare con l’auto piena di bagagli condiziona sicuramente i consumi e la stabilità del veicolo. Quindi, anche per il porta-pacchi o porta-sci, bisogna fare un uso moderato ed utilizzati solo in caso di necessità.

I carichi inutili possono incrementare i consumi fino al 40 per cento: ogni Kg in più richiede carburante, benzina o gasolio per il suo trasporto. Per questo motivo, se vuoi risparmiare benzina, cerca di svuotare regolarmente l’auto eliminando ciò che non è necessario.

Risparmiare benzina e curare le gomme

Un accorgimento utile: controlla le gomme e la manutenzione. Una sana abitudine da non trascurare è la manutenzione della pressione degli pneumatici. Un dettaglio che aiuta a risparmiare: più le gomme sono sgonfie e maggiore sarà la superficie di attrito con la strada. Quindi la potenza necessaria per muovere il veicolo e il carburante speso.

Si è calcolato che la pressione di un pneumatico cala del 10% ogni quattro mesi, per cui sono necessari almeno 3 controlli l’anno. Quando il pneumatico è sgonfio, il consumo di carburante sale e diminuisce la stabilità della vettura soprattutto alle alte velocità.

Bisogna controllarla quando gli pneumatici sono freddi, almeno una volta al mese e prima di lunghi percorsi. Gli pneumatici alterano il consumo del carburante in base:

  • Pressione: se è troppo bassa, aumenta i consumi perché è maggiore la resistenza al traino, inoltre la gomma si usura facilmente.
  • Dimensione: le variazioni di grandezza dello pneumatico interferiscono sull’uso del carburante, quindi bisogna usare pneumatici invernali solo d’inverno e sostituirli con quelli estivi, appena arriva il caldo.

Montare nuovi pneumatici auto permette al veicolo di risparmiare benzina, ma in linea di massima hai il controllo della vettura. Viaggi con maggior sicurezza per te e per le persone che ti circondano. Valuta, inoltre, il cambio gomme invernale ed estivo con attenzione.

La manutenzione evita alti consumi di carburante

I controlli del veicolo ti fanno risparmiare sia in termini di carburante che migliorare le prestazioni del motore. Prima di tutto, pulisci il filtro dell’aria, con una certa regolarità. Se è sporco, infatti, può essere una fonte di dispersione del carburante. Bisogna inoltre cambiare l’olio alle scadenze previste. Da leggere: quando fare la revisione auto?

Come consumare meno benzina in città

Quando ti sposti in città il rischio di consumare molta benzina è in agguato a causa della guida nervosa. Quando metti in moto il veicolo, la prima cosa da evitare è di far surriscaldare subito il motore. In questo modo, aumentano i consumi e l’usura.

Accelerare gradualmente è un modo per risparmiare carburante, così come passare alla marcia superiore è una buona procedura. Se stressi il motore, mantenendo a lungo la marcia, si ottiene un graduale processo di usura, con un aumento dei consumi.

Quindi, per risparmiare sulla benzina devi guidare in modo calmo, evitando brusche frenate e colpi di acceleratore che sono inutili e sprecano solo emissioni di C02. Un’altra sana abitudine è di spegnere il motore quando sei in fila, oppure in sosta, al semaforo.

In folle si risparmia benzina o no?

Quando si prosegue in folle si consuma inutilmente carburante. In quanto una minima quantità di benzina per tenere il motore attivo viene consumata. Meglio avere sempre una marcia inserita poiché funge da freno all’emissione stessa di carburante mentre guidi.

Gli accessori fanno consumare più benzina?

Molti trascurano l’ipotesi che avere diversi dispositivi elettronici accesi non sia influente sul consumo del carburante, ma avere la radio o i fari accesi è controproducente. Tali dispositivi consumano la batteria con maggiore difficoltà d’accensione del motore e quindi maggiore spreco di carburante. La regola: spegni tutto quello che non serve.

Come risparmiare carburante di un’auto diesel

Per chi possiede un’auto alimentata dal diesel, le procedure da mettere in atto per risparmiare il carburante sono legate soprattutto alla velocità di percorrenza.

Lo stile di guida deve essere uniforme, evitando una guida spericolata e inutili movimenti con il volante, frenate brusche. Devi guidare con le marce adeguate, e cambiarle ogni volta che il contagiri avrà raggiunto i 2000 giri del motore. Evitando stress inutili.

La guida sportiva è sempre negativa per i consumi di benzina, quando si parla di diesel ma non solo. Poi, anche in questo caso è necessaria la manutenzione del veicolo. In particolare, bisogna pulire il filtro dell’aria e controllare la pressione degli pneumatici. Per risparmiare benzina non basta guidare meno, devi anche curare la tua auto.

Se il filtro dell’aria è sporco il motore sarà meno efficiente e i consumi aumentano! Inoltre assicurati sempre di avere pneumatici gonfiati alla giusta pressione. Lo stesso discorso, per il periodo estivo, gli pneumatici invernali sono vietati. Sono fatti in modo da garantire un’ottima aderenza in caso di neve, e maggiore attrito equivale a più consumi.

Il carico della vettura influisce molto sul consumo di carburante quindi meglio viaggiare leggeri. Idem per l’aria condizionata, conviene usarla ad alte velocità di percorrenza ad una temperatura media. Sono da evitare, invece, i finestrini abbassati.

Tra i tipi di carburanti adatti, tra la benzina che è più performante, al diesel che permette una maggiore resistenza, il miglior compromesso è il motore ibrido. Quindi, meglio diesel o benzina? Molto dipende dall’uso che ne fai: per i lunghi viaggi il diesel può essere la scelta giusta per per la città potrebbe essere preferibile la seconda soluzione.

L’ultimo consiglio per risparmiare sulla benzina

L’ultimo consiglio, forse quello meno plausibile. Devi usare l’auto il meno possibile e svolgere delle attività quotidiane ricorrendo ad altri mezzi o perché no, andare a piedi a fare commissioni, quando le occasioni lo permettono.

Si tratta di scelte soggettive, a prescindere dal carburante utilizzato o di quante volte prendi l’auto. L’importante è avere un’etica ambientale, che rispetti le regole della strada e che prevenga l’inquinamento. Anche questo è un buon modo per risparmiare benzina.

O almeno questo è quello che pensa la maggior parte delle persone. Invece, secondo i dati Euvid, European vehicle identification database, è esattamente il contrario. Sembra, infatti, che le automobili preferite dai ladri, in Italia, siano le utilitarie, piccole e che passano inosservate, quindi perfette per compiere rapine. Come riporta Libero, i furti sono calati del 5,5% rispetto al 2016 ma, di contro, sono diminuiti anche i ritrovamenti, scesi a -11,57%, dato che la maggior parte della auto rubate vengono smontate e spedite all’estero, in particolare nell’Est Europa, dove vengono rimontate e vendute con documenti falsi.

E la macchina che viene più spesso comprata e anche rubata è la Fiat Panda: nel 2017 ne sono state rubate 9.719. Subito dietro la Panda, con la medaglia d’argento, si posiziona laFiat Punto, con 8.395 furti nel 2017 e sull’ultimo gradino del podio sale la Fiat 500, con 7.008 esemplari rbati. A seguire, nella top ten delle auto più rubate in Italia, troviamo la Lancia Y (3.522 furti), la Volkswagen Golf (2.830), la Ford Fiesta (2.604), la Fiat Uno (2.037), Smart ForTwo (1.917) e Renault Clio (1.620). Chiude la Opel Corsa con 1.231 furti. Sono questi i 10 modelli più rubati: tutte auto di piccole dimensioni, non troppo appariscenti, facili da maneggiare.

E allora, il modo migliore per non farsi rubare l’auto, al di là dei soliti consigli, è quello di comprare una Tesla. Il prezzo, non è certo economico (non si scende sotto i 90mila euro), ma sembra che farsela rubare sia quasi impossibilie: dal 2011 sono state rubate solo 115 Tesla e tutte, tranne tre, sono state riconsegnate ai legittimi proprietari.

Panda è davvero versatile! Grazie ai suoi diversi allestimenti saprà soddisfare tutti i tuoi bisogni. Non è un caso che la forma geometrica sulla quale si basa il design di Panda sia lo Squircle, che combina l’effcienza e la concretezza del quadrato con la giocosità e la flessibilità del cerchio, riassumendo perfettamente la sua personalità unica: c’è una Panda per tutti i gusti.

Panda ha una linea davvero inconfondibile. Il suo design unisce estetica e funzionalità, come i gruppi ottici in posizione elevata o il terzo finestrino con gli angoli smussati per garantire ancora più visibilità. Scopri l’allestimento Lounge e lasciati conquistare dalla grafica del quadro strumenti, dai suoi tessuti e sedili con cuciture a contrasto.

Che si parli del suo stile o delle sue dotazioni, con Panda ognuno troverà quel che fa al caso suo. Scegli il tuo allestimento preferito tra Pop, Easy o Lounge e preparati a divertirti il più possibile con la tua auto. Così originale e così simile a te, sarete una coppia perfetta.

POP PRINCIPALI DOTAZIONI DI SERIE Stile – Paraurti verniciati in tinta carrozzeria. Equipaggiamenti – Climatizzatore manuale, appoggiatesta anteriori, predisposizione radio, alzacristalli elettrici anteriori, 4 airbag, chiusura centralizzata

EASY PRINCIPALI DOTAZIONI DI SERIE (in aggiunta all’allestimento Pop) Stile – Coppe ruota specifiche. Equipaggiamenti – Radio CD MP3 con 2 altoparlanti, appoggiatesta posteriori, telecomando apertura/chiusura porte

LOUNGE PRINCIPALI DOTAZIONI DI SERIE (in aggiunta all’allestimento Easy) Stile – Calotte specchi e maniglie porta in tinta carrozzeria, fasce paracolpi laterali, cerchi in lega da 14”. Equipaggiamenti – Fari fendinebbia, barre longitudinali al tetto, radio Uconnect™ Bluetooth® e volante in pelle con comandi.

Così comoda, pratica e accogliente, tutti ne rimarranno sbalorditi. Panda è il luogo ideale per metterti in viaggio verso le tue destinazioni preferite. Grazie ai 14 diversi vani porta oggetti, potrai godere di una gestione dello spazio ottimale. Posizione di guida, cambio e volante sono studiati appositamente per offrirti il massimo del comfort.

Con la nuova Panda 4×4 potrai finalmente vivere tutte le avventure che desideri e affrontare qualsiasi sfida off-road ti si presenti. È la tua 4×4 di tutti i giorni, capace di trasformare ogni strada in un’ottima scusa per divertirsi, mettendo alla prova la tua Panda oltre ogni limite.

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