Fiat Panda Mild Hybrid, sarà sicuramente un successo

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Si è tenuto oggi a Torino, nella palazzina di Mirafiori, l’incontro tra Fiat Chrysler Automobiles e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del contratto collettivo applicato nel Gruppo per la presentazione delle missioni produttive degli stabilimenti italiani nell’ambito del piano industriale 2018-2022.

Ed è proprio lo storico stabilimento di Mirafiori a rappresentare un faro in questa circostanza, dato che qui verrà localizzata la produzione della nuova Fiat 500 elettrica, la prima costruita su una nuova piattaforma modulare, che in futuro verrà condivisa con altri modelli elettrici. “Il tutto preservando i tratti caratteristici dei diversi brand”.

Anche Pietro Gorlier, neo-responsabile delle attività di FCA in Europa, Medio Oriente e Africa (Emea) ha confermato che la nuova Fiat 500 elettrica che verrà prodotta a Mirafiori sarà messa in vendita dal suo gruppo agli inizi del 2020. A Pomigliano invece avverrà la produzione del suv compatto Alfa Romeo e della Fiat Panda ibrida. Gorlier ha infine annunciato anche un nuovo modulo produttivo a Termoli per i propulsori benzina FireFly 1.0 e 1.3 turbo, aspirati e ibridi. Il totale degli investimenti in Italia ammonterà a più di 5 miliardi di euro per il periodo 20192021. Al nuovo piano per l’Italia viene destinato oltre l’11% della spesa globale di Fca. “Sono convinto che insieme a tutti i nostri lavoratori saremo in grado di raggiungere i traguardi che ci siamo prefissati”.

Il 29 novembre prossimo, il gotha di FCA incontrerà i sindacati in Italia per decidere il futuro produttivo degli stabilimenti italiani. Il nuovo AD Gorlier ha annunciato grosse manovre soprattutto per far ripartire Fiat. Il problema dello spostamento della produzione della Panda in Polonia dovrebbe essere supplito da un nuovo suv made in Jeep, ma è in forte rosso anche lo stabilimento di Kragujevac. Qui la produzione è stata di 60 mila unità nel 2017 ed è scesa di oltre 10 mila unità nel 2018. L’unico modello Fiat made in Kragujevac è la 500L.

Sono circa 12.516 le unità che sono state immatricolate nel mese di ottobre, confermandola ancora una volta l’auto più venduta fino ad oggi. Sempre in tema di dati, la Fiat Panda nei primi 10 mesi del 2018 è stata la più venduta con oltre 101.000 autoveicoli venduti. Sono dati molto importanti, se si considera che il mercato auto nell’ultimo periodo ha segnato un calo non indifferente, perdendo ben il 7,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ma con quali modelli la Fiat ha deciso di sostituire la Panda? Al momento l’azienda sembra essere orientata a nuove strategie di mercato, che dovrebbero essere attive entro il 2022 e riguarderebbero il settore dell’elettrificazione. Quindi 500, 500X e 500 L secondo i nuovi piani della Fiat sarebbero destinate a trasformarsi e diventare “mild hybrid”, con una versione a 12 volt. Sono, dunque, previsti aumenti riguardanti modelli Fiat 500 X e la 500 L, ma anche Fiat Tipo e Qubo. Più che altro sono destinate a morire le auto con motore a benzina e diesel e ad avere la meglio è l’auto elettrica alimentata da batterie ricaricabili che potranno essere ricaricate appunto utilizzando una semplice presa di corrente domestica oppure usufruendo di colonnine pubbliche.

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Fiat, registrati cali di vendite rispetto al 2017

Come abbiamo già anticipato, nei primi mesi del 2018 le Fiat Panda sono state le più vendute in Italia e nello specifico si sono registrate 101.350 due autovetture vendute. Ad ogni modo, nonostante si tratti di un’ auto tra le più vendute nel nostro paese, questa vettura deve fare i conti con un calo di circa il 20% delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche se il calo è stato registrato e per quasi tutte le principali vetture appartenenti alla gamma FIAT. Ad esempio la Fiat Tipo ha segnato una diminuzione del 27%, registrando una vendita che ammonta circa 37 mila unità.

Il mercato automobilistico è in rapido cambiamento: la crescente attenzione agli aspetti economici e ambientali spinge i conducenti a utilizzare automezzi meno dipendenti da benzina e gasolio, con conseguenti costi minori di gestione e minori emissioni inquinanti. Questa rivoluzione nel mercato è dovuta a diversi fattori: fattore numero uno: l’aumento inesorabile del prezzo dei combustibili fossili connesso con la diminuzione delle scorte. Nonostante vi sia stato un improvviso calo della domanda in alcune aree del mondo, a causa della crisi economica globale, il prezzo dei combustibili fossili si è mantenuto alto e continuerà in futuro la sua ascesa inesorabile.

fattore numero due: il cambiamento climatico. Le emissioni di gas ad effetto serra stanno modificando il sistema auto-preservante dell’atmosfera e compromettono seriamente il futuro della vita sulla terra. fattore numero tre: le emissioni inquinanti e le loro conseguenze sulla nostra salute. Le sostanze inquinanti prodotte dalla combustione di combustibili fossili sono un serio pericolo per l’uomo. Misure restrittive per gli automobilisti Siamo entrati in un periodo critico, un punto di svolta in cui avverranno profondi cambiamenti. Presto dovremo adottare misure restrittive, o addirittura drastiche, per affrontare i pericoli che abbiamo di fronte.

Chi ha il potere di prendere decisioni economiche e politiche è pienamente consapevole degli inconvenienti e della natura inquinante delle emissioni dei motori a combustione interna e ha cominciato a prendere decisioni a riguardo. Queste includono limiti alle emissioni di gas di scarico, limitazioni del traffico nelle città, limiti di velocità, tasse sul traffico e coefficienti bonus/malus. Oltre il petrolio Le strade per uscire dal labirinto petrolifero sono più di una e non sempre sono coerenti tra loro. L’auto può essere alimentata con vettori energetici non necessariamente prodotti a partire dal petrolio (Gpl, Metano, Biocombustibili, Elettricità, Idrogeno). E in alcuni casi il sistema di trazione deve cambiare veramente poco per riuscire ad utilizzarli.

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Sono sempre più numerose le proposte di alimentazioni a Gpl (miscela di gas ottenibile anche da fonte non fossile, oggi derivata però principalmente proprio dal processo di raffinazione del petrolio e dal gas naturale) ed a metano (producibile anch’esso da fonte non fossile) praticamente da tutte le case. Sul versante dei biocombustibili, invece, il bioetanolo e biodiesel, in grado di giocare un ruolo importante per la riduzione della dipendenza dal petrolio, hanno bisogno di strategie chiare e di lungo termine perché se ne giustifichi la diffusione.

Il costo economico è elevato e l’impegno di terreni per la coltura delle piante necessarie alla loro produzione è impegnativo e potenzialmente addirittura concorrente con la produzione di cibo. La sicura new-entry nel mondo dell’auto “che conta” è l’elettricità, per la cui diffusione sono attivi progetti pilota in molte aree del mondo, esistono auto pronte per il mercato ed alcune proposte sono già disponibili. Poi c’è l’idrogeno, che nell’opinione pubblica ha avuto una flessione di ribalta a vantaggio dell’elettrico puro a batterie (suo parente strettissimo, peraltro), ma che ha continuato il suo percorso di ricerca applicata e sperimentazione. La grande prospettiva di diffusione dell’elettrico può portare ad un rilancio anche delle celle a combustibile alimentate da idrogeno (tecnologia di produzione dell’elettricità a bordo), proprio come una delle soluzioni per auto elettriche con maggiore autonomia di marcia.

Soluzioni per il contesto urbano: auto elettriche e ibride Oggi, data l’attuale realtà tecnica ed economica, per fornire una risposta sostenibile ai problemi ambientali, il veicolo più efficace per brevi tragitti e per il traffico urbano e suburbano è l’auto elettrica. Anzi, per meglio dire, l’auto “elettrificata”, perchè a breve anche l’auto ibrida di tipo plug-in consentirà autonomie in solo elettrico conciliabili con percorsi urbani, riservando la modalità ibrida con accensione del motore a combustione interna per percorrenze più estese. La propulsione elettrica sta guadagnando terreno rapidamente nel settore automobilistico. Dopo anni di ricerca e sviluppo, l’industria si avvale ormai diffusamente dei suoi vantaggi. Questi vantaggi comprendono una maggiore efficienza energetica globale, la possibilità di impiego di fonti primarie rinnovabili, livelli elevati di efficienza dei motori, riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, affidabilità e silenziosità.

Energia elettrica, un profondo cambiamento nel settore automobilistico Dagli anni ‘90, a seguito di una crisi economica e ambientale, abbiamo visto un cambiamento significativo: lo sviluppo di auto sempre più elettriche, capaci non solo di utilizzare meglio il combustibile ma anche di viaggiare per tratti di percorso sempre più lunghi in modalità Zev, cioè a zero emissioni, è ora al centro delle politiche industriali dei più importanti marchi auto del mondo.

L’elettrificazione dell’auto negli ultimissimi anni è andata crescendo. I motori elettrici sono diventati sempre più comuni nelle automobili, non solo nel far funzionare optionals di lusso, quali tetti apribili, sedili, specchietti retrovisori e aria condizionata, ma anche per garantire la trazione delle vetture: dalle ibride alle totalmente elettriche a batterie. Un “percorso” di elettrificazione dell’auto può identificarsi nella sequenza: veicolo non ibrido con MCI (Motore a Combustione Interna), veicolo ibrido – Hybrid Electric Vehicle – HEV (Micro Hybrid, Mild Hybrid, Full Hybrid, Plug-in Hybrid), veicolo ad autonomia estesa – Extended Range EV – EREV, veicolo elettrico a batterie – Battery Electric Vehicle – BEV e veicolo elettrico a idrogeno con celle a combustibile – Fuel Cell Electric Vehicle – FCEV. Non siamo più sorpresi di vedere berline come la Toyota Prius scivolare silenziosamente per le strade di città. Mentre diverse migliaia di autisti, soprattutto impiegati di ditte ed enti pubblici, già guidano autoveicoli 100% elettrici. In tutta Europa, in Asia e negli Stati Uniti, programmi di sviluppo arditi e innovativi stanno trasformando i semplici esperimenti in applicazioni pratiche. “Concept car” e prototipi danno origine a modelli prodotti in serie, e viene standardizzato ed esteso l’uso di energia elettrica.

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Si stanno trasformando tutte le categorie e tutti i segmenti di mercato. Compaiono di continuo nuovi attori nel settore dei veicoli elettrici, tra cui grandi investitori, dipartimenti di ricerca specializzati, nuove aziende produttrici di batterie e piccole industrie innovative. Tutte queste attività hanno ampliato il range di offerta e accelerato la domanda riguardante i modelli esistenti. Quasi ogni mese si assiste al lancio di nuovi concept e progetti di case automobilistiche, dai micro veicoli urbani alle berline standard, dai veicoli commerciali leggeri al trasporto merci di medio peso. L’energia elettrica può trasformare le attuali difficoltà di un settore industriale in un possibile miglioramento. La rapida diffusione di motori elettrici La tendenza verso l’elettrificazione ha subito una forte accelerazione a partire dal Duemila, con la ricerca di motori a combustione interna più efficienti, al fine di ridurre le emissioni di gas serra e ridurre il consumo di carburante. Per abbassare il consumo di carburante, sono stati aggiunti motori elettrici accanto al motore a combustione interna, dando vita alle prime vetture “ibride”. La Toyota Prius, nel 1997, e la Honda Insight, nel 1999, seguite dalla Civic IMA, sono state pionieri di questa nuova tecnologia sul mercato globale. Queste automobili ibride, come le auto elettriche prodotte da piccoli costruttori, beneficiano di uno dei principali vantaggi dati dai motori elettrici, cioè l’alta efficienza energetica. È un fatto innegabile che i moderni motori elettrici funzionino in modo molto più efficiente rispetto ai motori a combustione interna, sia che usino benzina, diesel o gas (come il GPL e metano).

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