Il DDT in gravidanza, aumenta il rischio di autismo per i figli

Una nuova Ricerca sembra che sia lanciando un allarme piuttosto preoccupante. Si tratterebbe di uno studio che ha scoperto una correlazione esistente tra l’uso del DDT e l’autismo. La ricerca in questione, è stata effettuata su oltre un milione di donne e dimostra come la madre che viene esposta all’ insetticida, aumenta le probabilità che i figli purtroppo si ammalino di autismo. La ricerca è stata pubblicata sull’ American Journal of psychiatry e sarebbe stata effettuata su oltre un milione di donne finlandesi e dimostra come una volta per tutte, esista una correlazione tra un inquinante ambientale e i disturbi dello spettro autistico.

Gli spettatori in questione nello specifico, hanno dimostrato come le donne che durante la gravidanza sono esposte ad alti livelli nel sangue di DDT ovvero il famoso insetticida che adesso è prodotto bandito in molti paesi e utilizzato davvero ovunque hanno un rischio maggiore di poter mettere alla luce dei bambini affetti da autismo. Questa ricerca piuttosto allarmante e anche è piuttosto interessante è stato effettuato da un team di ricercatori della Columbia University e dell’università di turku, i quali hanno utilizzato i dati delle donne che avevano partecipato ad uno studio finlandese tra il 1983 e il 2005, il quale prevedeva di prelevare dei campioni di sangue durante la gravidanza.

Di queste donne, circa un milione sono state isolate 778 mamme i cui figli avevano già avuto una diagnosi di autismo e poi le sono state scelte altre sempre con delle caratteristiche simili, ma i loro figli non  presentavano questa condizione. E’ emerso Dunque che il rischio di autismo con disabilità intellettuale sia maggiore per le donne che hanno valori più alti di residui dell’ insetticida nel sangue, mentre comunque il rischio di autismo aumenta di un terzo.

Non è stata invece trovata alcuna correlazione per i pcb, che per chi non lo sapesse un’altra sostanza inquinante piuttosto comune. A parlare è stato Alan Brown, ovvero l’autore principale dello studio il quale ha dichiarato: “Spesso pensiamo che queste sostanze siano relegate al ventesimo secolo. Sfortunatamente sono ancora presenti nell’ambiente, e possiamo trovarli nei nostri tessuti e nel nostro sangue”. Il DDT risulta un problema piuttosto attuale, Considerando che è utilizzato per tantissimo tempo e si può trovare ancora traccia nella catena alimentare Quindi ancora oggi purtroppo noi siamo tutti esposti e le sue componenti chimiche, pare riescono ad attraversare addirittura la placenta, raggiungendo concentrazioni maggiori rispetto a quelle che sono state riscontrate nel sangue materno.

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