Kate Middleton e William sarebbero di nuovo in attesa del quarto figlio?

E’ la vigilia di Natale, quattro generazioni sono riunite attorno all’albero che i bambini hanno appena finito di addobbare. La bisnonna, con una coroncina di cartone in testa, scarta i pacchetti disposti in bella mostra sul grande tavolo: un nipote le ha regalato una cuffia per la doccia, qualcun altro un vasetto di marmellata fatta in casa. Un terzo dono, un criceto di peluche che canta, fa impazzire i cagnolini, che manifestano rumorosamente il loro visibilio.

Benvenuti a Sandringham, residenza di campagna della regina Elisabetta, dove per tradizione i Windsor trascorrono le feste: è lei la matriarca di questa scenetta, i regali quelli realmente ricevuti nel corso degli anni – il primo da Harry, il secondo da Kate, l’ultimo da Meghan, già ammessa ai festeggiamenti nel 2017, prima delle nozze (eccezione mai fatta per la cognata), e attesa quest’anno con mamma Doria, anche se qualcuno si è già affrettato a smentire l’indiscrezione. E a proposito di indiscrezioni, negli ultimi giorni si è sparsa la clamorosa voce che Kate e William siano in attesa del quarto figlio.

Il rito dello scambio dei regali il pomeriggio del 24 all’ora del tè, puntualmente orchestrato dal principe Filippo – regali rigorosamente scherzosi e low cost per volere di sua maestà, che non fu felice quella volta che lady Diana comprò a tutti maglioni di cashmere e sciarpe di mohair, ricevendone in cambio un porta rotoli di carta igienica dalla principessa Anna – è solo una delle tante tradizioni che i reali inglesi, come ogni famiglia che si rispetti, non mancano mai di onorare. Alcune curiose, altre persino buffe: vedi l’usanza, introdotta ai primi del Novecento da re Edoardo VII, di far salire sulla bilancia tutti gli invitati al pranzo del 25 – un banchetto faraonico a base di insalata di gamberi e aragosta, tacchino arrosto e pudding al brandy – prima e dopo il pasto, per controllare che siano stati nutriti a sufficienza.

Per il resto, le feste dei Windsor sono una carrellata di appuntamenti sempre uguali a se stessi, come incisi nel granito, e guai a sgarrare. La regina e il principe Filippo, che firmano personalmente un migliaio di biglietti da spedire a chi di dovere e fanno preparare 1.500 porzioni di pudding da offrire ai dipendenti (oltre a un regalino da 30-40 euro), arrivano nel Nor- folk in treno, qualche giorno prima di Natale, con un convoglio “comune” in partenza dalla stazione londinese di King’s Cross alle 10.44 del mattino, del quale riservano un intero vagone per sé e il nutrito seguito: un’abitudine, questa, talmente radicata che nel 2016, quando Elisabetta mancò l’appuntamento a causa di una brutta influenza e si piegò a raggiungere Sandringham in auto, in ritardo sulla tabella di marcia, i pessimisti la diedero in fin di vita e cominciarono a parlare del suo funerale. Gli altri membri del clan – figli, nipoti e bisnipoti – invece arrivano alla spicciolata il 24, in ordine non casuale: prima i più giovani e meno titolati, poi i più anziani e importanti, con Carlo e Camilla a chiudere la carovana. A fare meno strada sono in genere William e Kate, che con i figli si trovano già da qualche giorno ad Anmer Hall, la loro amatissima residenza di campagna, la stessa dove hanno scattato le foto per la cartolina di Natale di quest’anno, che li vede per la prima volta in cinque, con il piccolo Louis, l’ultimo arrivato, finalmente in primo piano.

Ma andiamo avanti con il protocollo natalizio. La cena della vigilia è elegante e formale, con gli uomini in smoking e le donne in lungo, il pranzo di Natale, subito dopo la Messa alla chiesa di Santa Maria Maddalena, lungo e luculliano, mentre la sera si mangia a buffet per rimanere leggeri (ma non troppo). Nel pomeriggio del 25 si tutti insieme, come una famiglia qualunque: si guarda il discorso della regina in Tv, poi un film. William e Harry onorano anche un’altra tradizione, sfidando a calcio dipendenti e gente del posto nell’annuale partitella digesti va. Dopo cena è il momento dei giochi di società, con le sciarade a farla da padrone.

Infine il 26 è il giorno della caccia ai fagiani che tanto piace a Elisabetta. E qui arrivano le note dolenti, perché Meghan, animalista e incline al vegetarianesimo, ha chiesto a Harry di non partecipare. Lui, che a caccia ci va da quando ha 12 anni, ha accettato di dare forfait, scontentando tutti gli altri. Suo fratello, in particolare, che per la prima volta progetta di portare con sé George, l’avrebbe interpretato come l’ennesimo tentativo da parte della cognata di allontanare Harry dalla famiglia e dalle tradizioni. Con il rischio di mandare ai rovi lo spirito natalizio. E trasformare le feste in una faida tra parenti serpenti.

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