Pensione Quota 100 ultime notizie, fuori dalla manovra: cosa sta accadendo

Reddito di cittadinanza e quota 100, due dei cavalli di battaglia del governo gialloverde, non finiranno nella legge di Bilancio. Per attuare le due misure saranno varati provvedimenti ad hoc. E’ quanto conferma la nuova bozza delle Legge di Bilancio nel capitolo dedicato ai ‘Fondi per l’introduzione del reddito e delle pensioni di cittadinanza e per la revisione del sistema’, che arriverà in Parlamento mercoledì prossimo.

IL FONDO – Al fine di dare attuazione ad interventi in materia pensionistica finalizzati all’introduzione di ulteriori modalità di pensionamento anticipato e misure per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani, si legge nella bozza, è istituito presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un ‘Fondo per la revisione del sistema pensionistico attraverso l’introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e misure per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani’, “con una dotazione pari a 6.700 milioni di euro per l’anno 2019 e di 7.000 milioni di euro annui a decorrere dal 2020”.

IL REDDITO – Nell’ambito del Fondo per il reddito di cittadinanza, si sottolinea nella bozza, “fino a 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, è destinato ai centri per l’impiego al fine del loro potenziamento e fino a 10 milioni di euro per l’anno 2019 è destinato al finanziamento del contributo per il funzionamento di Anpal Servizi Spa”.

Pensione Quota 100 ultime notizie, cosa sta accadendo? Tutte le novità

Il 2018 sta per terminare e per questo motivo si discute giorno dopo giorno su temi piuttosto caldi come quelli riguardanti la riforma pensioni. Il governo ormai da giorni sembra essere al lavoro proprio sul tema pensioni. A distanza di circa due settimane da quella che è stata l’approvazione del disegno di legge di bilancio per il 2019, almeno in via preliminare, adesso i tecnici di Palazzo Chigi sono ancora all’inizio riguardo la scrittura di quelli che sono i punti saldi riguardanti nuovo capitolo previdenziale. Gli obiettivi principali della riforma pensioni al momento sembrano essere tre ovvero la Quota 100, al fine di dare più flessibilità nell’ accesso alla pensione per coloro che hanno raggiunto 62 anni e 38 anni di contributi, ed ancora l’incremento delle pensioni minime a €780 al mese e  l’ avvio del reddito di cittadinanza.

Ciò che il governo vuole fare è semplicemente quello di andare a modificare la legge Fornero tanto discussa e tanto odiata dalla gran parte degli italiani. E’, inoltre,  prevista anche la proroga dell’opzione donna, che per chi non lo sapesse ricordiamo essere una misura volta alle lavoratrici dipendenti ed autonomi, che da loro la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, accettando un ricalcolo contributivo dell’assegno. Si parla anche della proroga dell’Ape sociale, per tutte le categorie più disagiate e misura che praticamente scade il prossimo 31 dicembre 2018. Per poter recuperare delle risorse nella legge di bilancio, si parla anche di un taglio alle pensioni d’oro ,ovvero quelle pensioni che risultano essere superiori ai €4500 netti al mese e si pensa anche a ripristinare il contributo di solidarietà e a cancellare i privilegi riguardanti le pensioni dei sindacalisti.

Pensioni quota 100

Riguardo questa misura, si è detto che dovrebbe entrare in vigore il prossimo mese di aprile attraverso un meccanismo di ben quattro finestre di accesso fisse ovvero Aprile, luglio, ottobre e gennaio. Legato a questo tema relativo alla Quota 100, sembra ci sia anche il divieto di cumulo reddito pensione. Cosa vuol dire? Sostanzialmente coloro che sceglieranno il pensionamento anticipato, non potranno andare a cumulare reddito da lavoro dipendente o autonomo, il lavoro occasionale per un periodo di 24 mesi dalla data di pensionamento al fine di favorire il ricambio generazionale all’interno delle imprese e anche della pubblica amministrazione.

Ricordiamo che quota 100, è una delle novità relative alla riforma pensioni introdotta dalla legge di bilancio 2019 ed è un sistema che prevede l’accesso alla pensione, quando la somma tra l’età anagrafica e l’età di contributi è pari a 100.  Non si hanno invece ancora notizie sul fatto se sarà ancora concessa la facoltà di cumulo gratuito della contribuzione mista, ovvero la contribuzione che è versata in diverse gestioni previdenziali al fine di raggiungere i 38 anni di versamenti.

Pensione anticipata e assegno di invalidità: i casi in cui si rischia di perderla

Oggi, vogliamo parlarvi di un tema piuttosto controverso, ovvero quello riguardante la pensione anticipata legata al percepimento dell‘assegno di invalidità e di tutti quei casi in cui si rischia di perderla. Il nostro sistema previdenziale, sicuramente è volto alla tutela dei lavoratori invalidi e infatti è proprio a loro che è permesso di andare in pensione anticipatamente, qualora però siano in possesso di alcuni requisiti. Questi riguardano più nello specifico il grado di invalidità ed anche la gestione a cui il lavoratore risulta iscritto. Ad esempio, qualora un lavoratore abbia un’ invalidità superiore ai due terzi e dunque una capacità lavorativa rimanente di meno di un terzo, non può anticipare la pensione, ma può percepire l‘assegno ordinario di invalidità. Tuttavia questo assegno sarà calcolato sulla base del metodo che viene applicato alla pensione per riceverlo e saranno necessari almeno 5 anni di contributi, di cui 3 devono essere maturati nel quinquennio precedente. Ma allora quando un lavoratore con invalidità, può usufruire della pensione anticipata?

Pensione anticipata a lavoratore con invalidità solo al 80%

Un lavoratore con un grado di invalidità pari o superiore al 74%, potrà accedere alla pensione anticipata, ma soltanto però nel caso in cui si tratti di un lavoratore precoce, ovvero sia in possesso di almeno 41 anni di contributi. Sulla base di quanto appena detto, dunque, per poter andare in pensione anticipatamente non è sufficiente avere un’ invalidità che sia pari o superiore al 74%, ma bisognerà essere in possesso anche gli altri requisiti.

Questa possibilità comunque di usufruire della pensione anticipata, viene concessa soltanto a chi avrà maturato queste condizioni, ovvero avere almeno 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018 e soltanto fino a quando vi è disponibilità di risorse. Va detto però, che questi lavoratori che hanno questo grado di invalidità, possono usufruire di altre agevolazioni come l‘assegno di invalidità e possono anche chiedere l’Ape sociale qualora abbiano raggiunto 63 anni di età e 30 anni contributi. Esiste anche un’altra possibilità, ovvero quella di andare in pensione anticipata, per tutti i lavoratori dipendenti del settore privato che risultino avere un” invalidità che sia superiore all’80%.

Anche in questo caso però, questo non è soltanto l’unico requisito, visto che devono anche aver maturato 20 anni di contributi ed avere circa 60 anni e 7 mesi per gli uomini 55 anni e 7 mesi per le donne. Inoltre, dovranno anche aspettare 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per poter andare in pensione. Quello che abbiamo detto, ovviamente, non riguarda colui che è inabile al lavoro, ovvero quei lavoratori che risultano avere un grado di invalidità al 100%. Questi lavoratori, che però devono avere almeno 5 anni di contributi, di cui tre versati nel quinquennio precedente, hanno diritto da subito alla pensione di inabilità. 

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