Video Highlights Psg – Napoli 2-2: Sintesi e gol, beffa al 93′


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Un errore grave nella direzione di Zwayer, affatto sensibile al fascino del Psg e del Parco dei principi. I francesi chiedevano il rigore su Neymar e Cavani, il tedesco ha fatto (giustamente) proseguire. Regolari i due gol di Insigne e Mertens. Graziato Draxler.
DA ROSSO
L’entrata di Draxler ai danni di Mario Rui e da rosso, ma di quelli così chiari che li insegnano ai corsi arbitrali di base: in salto, senza possibilità di prendere il pallone, gamba alta.
NOn era rigore
Il Psg protesta (poco) per una caduta in area di Neymar, in realtà il brasiliano cade da solo (non una novità). Più corpose le proteste (e i presupposti) per l’altro contatto, quello fra Mario Rui e Cavani (che se la prende con l’addizionale Stieler): si toccano con i piedi, ma non è sufficiente per concedere il rigore.

Si può provare delusione per un 2 a 2 al Parco dei Principi con i milionari qatariani? Si può: perché a due minuti dalla fine sentivamo il profumo dolce dell’impresa, la seconda del Napoli in questa stagione di Champions dopo la superba vittoria sul Liverpool. Un’impresa differente dalla precedente, che era stata di gioco, di puro dominio: in questa occasione stavano prevalendo il cuore e la tattica sulla qualità. Delusi, certo, poiché sul più bello Di Maria ha bloccato il respiro dei napoletani con un tiraggiro, la specialità di Lorenzo Insigne; dunque, la beffa nella beffa.

Ancelotti può dirsi ugualmente soddisfatto, però: ha mostrato il suo primo Napoli di lotta, esaltatosi nei recuperi di Allan, formidabile presenza, nell’incidenza di Fabian e Hamsik e nel rispetto dei tempi d’intervento di Koulibaly, Albiol e Maksimovic. Un Napoli che non avevamo ancora visto così deciso, anche sporco a tratti, quasi feroce. Certamente confuso nei primi minuti di entrambi i tempi ma sempre capace di riprendersi e ripartire per occupare il campo.

In due parole, abbiamo visto una squadra subire il pareggio all’ultimo da un insieme di straordinarie individualità, il Psg così pieno di risolutori da non lasciarti mai tranquillo.
Il Napoli ha impiegato diciotto, venti minuti per capire la partita, per entrarle dentro: Mbappé e Neymar erano riusciti a spaventarlo con un paio di giocate che ne avevano saccheggiato le riserve di sicurezza. E’ stato Fabian, dopo alcuni tentativi sulla sinistra di Mario Rui, a segnalare ai compagni che tutto sommato si poteva fare rubando palla alla coppia Verratti-Rabiot e avvicinandosi all’area francese. Intorno al ventitreesimo ancora Mario Rui ha innescato Mertens che con una correzione al volo ha centrato la traversa; pochi istanti dopo Callejòn, servito da Hamsik, ha impegnato a terra Areola e alla prima apertura del gioco a destra, da fermo ha spedito in porta Insigne che con un pallonetto ha trovato il vantaggio.

Nell’ultima parte del primo tempo il Napoli si è restituito al proprio calcio disorientando continuamente il Psg.  La ripresa ha avuto un andamento simile, solo che il primo pari è giunto su autogol, un episodio che avrebbe potuto frenare un Napoli ordinario, non quello del Parco.  Il vero pari deludente è un altro, quello di Belgrado che ci auguriamo non debba pesare alla fine.

Il Psg è conscio dei suoi errori e sa che Di Maria ha salvato una possibile eliminazione dalla maggiore competizione europea, in questo senso Thomas Meunier ha analizzato con durezza la prestazione della sua squadra: «Miracolati? Abbiamo giocato solo 45 minuti e non siamo stati neanche troppo disciplinati. Ovviamente parlo a livello tattico, questa sera devo dire che non siamo stati all’altezza. Quando abbiamo giocato a tre dietro siamo riusciti a migliorare l’aspetto offensivo: è stato un Psg a due facce e solo quella del secondo tempo è stata positiva. Alcuni giocatori del Napoli potrebbero far parte della nostra squadra senza problemi. Nel primo tempo non siamo stati all’altezza, mentre nel secondo tempo le cose sono andate decisamente meglio. Onore ai nostri avversari che hanno disputato un’ottima partita».

gemellaggio. Erano circa 4000 i tifosi del Napoli presenti ieri al Parc des Princes, tra cui circa 400 Ultras, i quali hanno ricevuto il benvenuto da parte dei tifosi del Psg che li hanno scortati fino all’entrata. La sfida di Champions League è stata un’ottima occasione per ricambiare l’ospitalità ricevuta dai francesi nelle loro precedenti discese a Napoli. I due gruppi hanno raggiunto i dintorni dello stadio verso le 19.30, intonando canti comuni e alternati, tanto che uno degli ultimi inni del Napoli era stato mutuato proprio da quelli parigini in occasione della sfida dello scorso anno tra Psg e Nizza, quando alcuni Ultras erano stati invitati all’interno del Virage Auteuil. Un gesto che farà senza dubbio piacere anche all’Uefa, visto che il club parigino è sotto osservazione dopo gli incidenti avvenuti a margine della sfida con la Stella Rossa e questa comunione d’intenti è un messaggio importante che il tifo organizzato vuole far passare ai piani alti, soprattutto perché già nelle ore successive ai fatti, i gruppi organizzati del Psg si erano chiamati fuori dagli scontri parlando di elementi isolati.

Un’alternativa molto diffusa che può essere efficace per vedere live con lo streaming legale la sfida tra Psg e Napoli, in programma mercoledì 24 ottobre al Parco dei Principi di Parigi, è quella offerta dai siti delle emittenti che operano fuori dall’Italia. Oltre ad essere legale, perché le emittenti hanno acquistato regolarmente nei rispettivi paesi i diritti per mandare le immagini della Champions League 2018/2019. Così anche lo streaming legale, e in questo caso anche gratis, sarà a disposizione degli utenti italiani a meno dell’intervento dei blocchi geografici che vanificherebbero tutto. I tribunali non si sono ancora espressi sulla materia con una voce univoca. Ecco qualche esempio:

  1. Lussemburgo Radio Television Luxembourg;
  2. Birmania Myanmar National TV;
  3. Austria Österreichischer Rundfunk;
  4. Ecuador RedTeleSistema;
  5. Indonesia Rajawali Citra Televisi Indonesia;
  6. Grecia Ellinikí Radiofonía Tileórasi;
  7. Georgia Georgia Public Broadcasting;
  8. Australia Special Broadcasting Service;
  9. Croazia Hrvatska radiotelevizija;
  10. Bosnia ed Erzegovina Radiotelevizija Bosne i Hercegovine;
  11. Cina China Central Television;
  12. Irlanda Raidió Teilifís Éireann;
  13. Finlandia Yleisradio Oy;
  14. Honduras Televicentro;
  15. Kosovo Radio Television of Kosovo;
  16. Colombia Radio Cadena Nacional;
  17. Germania Zweites Deutsches Fernsehen;
  18. Cipro Cyprus Broadcasting Corporation.

Tra questa sera e quella del prossimo 6 novembre si consumerà il destino in Champions di Psg e Napoli. Saranno 180 minuti di fuoco, particolari e combattuti, i primi dei quali andranno in scena oggi alle 21, al Parco dei Principi. Gli azzurri occupano il primo posto del Girone C a quota 4, i transalpini inseguono insieme al Liverpool con 3 punti a testa, anche se i Reds avranno la grande chance di allungare grazie al doppio confronto con la Stella Rossa. «E’ una partita importante anche se non decisiva, perché ci sarà il ritorno al San Paolo. Di certo non partiremo favoriti, però bisognerà avere coraggio e noi siamo abituati alle difficoltà», Carlo Ancelotti è carico e come sempre ottimista, nell’atto in cui rimette piede sul prato che conosce fin troppo bene. Una doppia fitta lo avrà raggiunto ieri, nel ritrovarsi nuovamente al cospetto dei Blues che ha guidato per due stagioni (dal gennaio 2012 a tutto il 2013, una Ligue 1 vinta) e che lo scorso anno determinarono il suo esonero dalla panchina del Bayern: fu decisivo il 3-0 patito dai bavaresi in Champions il 27 settembre dello scorso anno.

«L’anno scorso, quando venni qui, sentivo la fiducia di 4-5 giocatori – il coach si toglie una pietra dalle scarpe – mentre ora la sento di tutto l’ambiente. Rispetto a un anno fa vedo che sono modificate molte cose: il Psg ha cambiato l’allenatore e a Monaco di Baviera i problemi non mi pare siano stati risolti. E’ cambiato molto anche il mio stato d’animo: mi trovo in una grande società, alleno un gruppo di ragazzi capaci, in una città molto bella».

Togliersi le pietrucce non è l’unico obiettivo di don Carlo, desideroso di prolungare la striscia virtuosa iniziata quest’anno in Champions, nonostante l’attacco del Psg, formato da Neymar-Mbappé-Cavani, lasci immaginare una formazione insuperabile. «Le squadre imbattibili non sono ancora nate – dice Ancelotti con una punta di ottimismo – anche se il Psg ha un potenziale enorme. Non partiamo favoriti, così come eravamo inizialmente considerati terzi nel girone, invece ora siamo temuti e questa è già una soddisfazione. La vittoria sul Liverpool ci ha dato sicurezza e fiducia, tanto da poter dimostrare ciò che siamo. La formazione? Cambieremo qualcosa rispetto al Liverpool, ma non è detto che cambieremo gli uomini». Nel dubbio viene istintivo ipotizzare lo schieramento identico a quello proposto a Fuorigrotta contro i Reds, con Insigne recuperato al fianco di uno tra Mertens e Milik (molto più probabile) ed un centrocampo solido formato da Callejon, Allan, Ruiz e Hamsik. Se il capitano scenderà in campo, raggiungerà quota 77 presenze con il Napoli nelle coppe europee (graduatoria della quale occupa il primo posto) ed arriverà ad una sola lunghezza dal superecord di Peppe Bruscolotti: arrivando a quota 510 presenze, sarebbe ad una sola lunghezza dal primo posto dell’ex capitano. «Dovremo fare la stessa partita del Liverpool – spiega Marekiaro – se vogliamo prendere punti a Parigi. Ci aspetta una gara che non hai bisogno di preparare. Giocherò titolare? Siamo tutti pronti, vedremo il mister cosa deciderà». La spinta in più per il Napoli arriverà dai propri tifosi, attesi in almeno duemila nella notte già autunnale ma ancora piuttosto calda del Parc des Princes.

Potrebbe essere una passeggiata, ma ci saranno gli infortuni a tenere in apprensione il Liverpool contro la Stella Rossa. Con Mané in forse fino all’ultimo (in campionato ha giocato Lallana) e le assenze certe di Henderson e Keita la coperta si accorcia per Jurgen Klopp che insegue una doppia vittoria contro i serbi per agevolarsi il cammino in chiave qualificazione. Il tedesco prova soprattutto a tranquillizzare i suoi: «Negli ultimi giorni Mané si è allenato ed è a disposizione, in una stagione così dobbiamo continuare ad andare avanti in tutte le competizioni prima di fare i conti nel rush finale». Nessun dubbio sul tipo di partita da impostare: «Loro hanno fatto bene col Napoli mentre con il Psg se vai subito sotto e ti segna Neymar hai poco da fare: dipenderà tutto da quanto saranno bravi a difendersi». Tutti all’attacco quindi, per un successo che non può mancare: ad Anfield il Liverpool viene da 16 gare senza sconfite con 39 reti segnate. Ma attenzione al precedente: la Stella Rossa in Inghilterra ha giocato 9 volte vincendo solo in casa dei Reds nel 1973 nell’allora Coppa dei Campioni.

Tra gli assenti va annoverato anche il pubblico serbo, a cui è stata proibita la trasferta. Un aspetto su cui Klopp ha scherzato: «L’ultima volta che mi è capitato di giocare con uno stadio mezzo vuoto non era per squalifica ma perchè la gente non era interessata». La Stella Rossa si presenterà in campo al gran completo, con il 4-2-3-1 che ha subito una scoppola pesante dal Psg illudendosi che il pari contro il Napoli potesse essere un risultato bene augurante per il resto del torneo. La squadra sta dominando come al solito la Super Liga serba con 11 vittorie e 1 pareggio in 12 gare, e per questo Klopp ha ammonito: «Loro vincono il 90% delle partite, sanno come mettere in difficoltà gli avversari». Il Champions è un’altra musica? Non sempre. Chiedere al Napoli per informazioni.

Speciale è l’aggettivo che più si addice a Psg-Napoli. Lo è per il tecnico dei parigini Thomas Tuchel, che vede in Ancelotti una fonte di ispirazione, e per Edinson Cavani che per la prima volta affronterà la squadra che lo ha fatto diventare grande. Storie di vita che si intrecciano nel meraviglioso mondo della Champions, valide tutte fino al fischio d’inizio. Ad entrambe le squadre serve la vittoria e il Psg ha anche voglia di cambiare una tendenza che non lo vede favorito contro le squadre italiane: non vince in casa da 3 partite e il successo (3-1) sul Parma nel ritorno dei quarti di finale di Coppa delle Coppe, è l’unico interno in 9 partite disputate contro squadre della Serie A.
«Non siamo per niente favoriti – sostiene Tuchel – e credo che il Napoli sia una grande d’Europa. Non basteranno le qualità dei singoli, ma servirà una grande prestazione di squadra. Il Napoli può metterci in difficoltà con diversi giocatori, non c’è solo Insigne». Il messaggio è chiaro: stasera non basteranno i solisti, l’orchestra per suonare avrà bisogno di tutti gli interpreti. Di Verratti, che ha smaltito il risentimento muscolare e di Cavani, sempre sotto la lente di ingrandimento, nonostante i numeri siano dalla sua parte: ha segnato 6 gol e fornito 3 assist vincenti tra Ligue 1 e Champions. «Cavani è un po’ triste – spiega Tuchel – per la sostituzione contro il Lione e per non aver segnato contro l’Amiens. Gli attaccanti sono così, ma gli ho detto che se continua a lavorare duro per la squadra, il gol arriverà. Magari proprio col Napoli, una partita speciale per lui. Verratti giocherà, so che ci tiene molto ad affrontare una squadra italiana ed un allenatore importante come Ancelotti. Sono sicuro che darà il massimo».

PARIGI. La grandeur è lo stile di vita del Napoli che De Laurentiis ha forgiato anno per anno. Ritrovarsi a Parigi, al Parco dei Principi per battersi da pari a pari contro i Paperoni d’Europa, è una ragione di orgoglio per il patron e per tutti i tifosi che hanno un ricordo sbiadito e poco avvincente di certe sfide analoghe. E’ dal 1992-93 che gli azzurri non affrontano i transalpini in una competizione europea (all’epoca era la Coppa Uefa) e ne uscirono sconfitti malamente: finì 0-2 al san Paolo con doppietta di whah e 0-0 a Parigi. «Noi favoriti sul Parigi dopo aver battuto il Liverpool? Così vi volete portate jella da soli. Ma le ambizioni sono sempre state alle stelle», il presidente affida il suo pensiero al muro di cronisti presenti allo stadio e si fa scudo con la cabala ad una gara apparentemente impossibile. Il Psg non ha mai battuto in Champions una formazione italiana, mentre il Napoli ha vinto le ultime 4 partite ufficiali contro formazioni francesi (Marsiglia e Nizza): può bastare per pensare al grande exploit? «Con Ancelotti la distensione completa – dice De Laurentiis – l’importante è andare avanti, divertirsi e verificare chi abbiamo. Mi immagino una partita a scacchi, che va pensata, meditata, verificata, con le idee chiare in campo». L’occasione della Champions è utile anche per permettere a De Laurentiis di esprimere il suo pensiero sull’inchiesta di Report: «Voi non sapete di cosa si tratti realmente e il giorno in cui lo scoprirete farete un mea culpa per aver diffuso cose non vere (si riferisce agli striscioni apparsi a fine agosto a Napoli, ndr). Non ho bisogno di farmi un’idea perchè sono informato da 14 anni. Piuttosto dovreste fare delle domande al ministro degli Interni ed ai suoi predecessori». Psg-Napoli è anche l’occasione per rivedere un suo vecchio pupillo. il Matador. «Cavani? E’ un fuoriclasse, che dobbiamo dire. Quando vorrà tornare a Napoli, sarà il benvenuto. Con lui non sono mai stato arrabbiato, da me ha la porta aperta, il giorno che vorrà ridursi lo stipendio, sarà accolto benissimo, perché anche i tifosi lo stanno aspettando».

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