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Tumore ai polmone, sintomi e cause: colpisce i fumatori in 8 casi su 10

Senza il vizio del fumo si tratterebbe di una malattia rara, ma il tumore al polmone miete in Italia circa 34mila vittime ogni anno. Nella maggior parte dei casi si tratta di fumatori ed ex fumatori, ma è coinvolto anche chi è esposto al pericoloso fumo passivo. La malattia è subdola e letale, dato che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è molto bassa.

Il tumore ai polmoni, l’80% delle volte si forma nei soggetti fumatori. Questo bruttissimo tumore, nel 2017 è stato riscontrato oltre 41 mila persone e per oltre l’80% si è trattato di persone fumatrici o ex Silvio novello, membro eccellente dell’associazione italiana di oncologia medica, ha voluto sottolineare come il tumore polmoni rappresenti… “Ancora oggi la prima causa di morte per cancro, purtroppo, cinque anni dalla diagnosi è vivo solo 18 centri pazienti, anche perché in più di sette casi su 10 viene scoperto tardi, quando è più difficile da curare e ha già dato metastasi, perché nei suoi stadi iniziali spesso non rappresenta sintomi”.

Fattori di rischio Il tumore del polmone è la forma di cancro in cui il fumo di sigaretta rappresenta il più importante fattore di rischio. La probabilità di sviluppare la malattia è più alta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori. Aumenta fino a 20 volte in chi consuma oltre 20 sigarette al giorno. In Italia i prodotti a base di tabacco sono responsabili di oltre 9 decessi su 10 per cancro al polmone.

Il fumo passivo è associato ad un aumento del rischio di sviluppare questa neoplasia di circa il 30%. Gli altri fattori di rischio sono: inquinamento atmosferico (nel 2013 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – IARC – ha classificato l’inquinamento atmosferico e le polveri sottili fra i carcinogeni umani di tipo 1), esposizione all’amianto in fibre (causa soprattutto il mesotelioma, ma accresce anche il pericolo di insorgenza del carcinoma polmonare), esposizioni ad alcune sostanze chimiche e minerali (tra cui radon, asbesto, cromo, cadmio e arsenico), età (passando dalla fascia d’età di 35 a quella di 75 anni, l’incidenza cresce di 20 volte per le donne e di 100 per gli uomini) e la predisposizione personale. Il ruolo della predisposizione genetica è stato al centro di molti studi negli ultimi anni. In ogni caso rimane preponderante il ruolo del fumo di sigaretta. Smettere di fumare è di primaria importanza nella prevenzione, in quanto l’85% dei casi di carcinoma polmonare è causato proprio dalle sigarette.

La diagnosi precoce (prevenzione secondaria) è auspicabile, specialmente se associata alla prevenzione primaria (disassuefazione dal fumo), per ridurre la mortalità. Il tumore del polmone si distingue in due grandi gruppi: 1. Il carcinoma non a piccole cellule è la forma più comune, si estende e si diffonde più lentamente. I tipi più frequenti sono: · Carcinoma a cellule squamose: è il tipo più diffuso negli uomini, originato dalle cellule che rivestono le vie respiratorie · Adenocarcinoma: si sviluppa dalle cellule che secernono il muco · Carcinoma a cellule grandi: il nome deriva dalle grandi cellule tondeggianti che si evidenziano quando si esamina un campione di biopsia al microscopio. 2. Il carcinoma a cellule piccole o “a chicco d’avena”, così definito dalla caratteristica forma delle cellule. È meno comune, cresce più rapidamente e presenta maggiori probabilità di diffondersi ad altri organi. Un altro tipo meno frequente di tumore al torace è il mesotelioma, che ha origine dalla pleura, il foglietto di rivestimento dei polmoni. Il tumore polmonare si suddivide in quattro stadi. Per ognuno è previsto un trattamento specifico:

Gli stadi I e II sono potenzialmente candidabili all’intervento chirurgico radicale. Talvolta è necessario anche eseguire una chemioterapia prima dell’intervento (chemioterapia neoadiuvante) per ridurre le dimensioni del tumore, o dopo l’intervento per ridurre le possibilità di recidiva. · I tumori in stadio III non vengono, di solito, operati e il trattamento di scelta è rappresentato dalla combinazione radio-chemioterapica. · Nei carcinomi polmonari non a piccole cellule in stadio IV l’approccio terapeutico prevede diversi schemi di chemioterapia o farmaci a bersaglio molecolare. · Per tutti gli altri tipi di tumore è fondamentale un’adeguata terapia di supporto, che migliora i sintomi e l’efficacia dei trattamenti. La diagnosi A causa della presenza di sintomi non specifici, la diagnosi delle neoplasie polmonari è spesso tardiva. Ad esempio la tosse, la raucedine o la mancanza di fiato sono sintomi comuni nel fumatore e, proprio per questo, vengono spesso trascurati. Quando una persona presenta segni e/o sintomi che facciano sospettare la presenza di un tumore del polmone (tosse secca o con catarro, piccole perdite di sangue con i colpi di tosse, difficoltà respiratorie, dolore al torace, perdita di peso non giustificata da dieta o stress), è fondamentale fare riferimento al medico di base o a uno specialista. – La radiografia del torace rappresenta di solito il primo esame effettuato, che però non consente di giungere ad una diagnosi di natura e non è comunque un’indagine precisa. – Sicuramente più accurata è la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) che permette di localizzare la malattia, i suoi rapporti con altri organi, oltre che di definire lo stadio del tumore quando venga estesa oltre che al torace, anche al cranio e all’addome. –

La PET (Positron Emission Tomography) può essere utile in alcuni casi, dopo l’esecuzione della TAC o come esame di controllo nel tempo e consente, tra l’altro, anche di valutare l’apparato scheletrico e il suo eventuale coinvolgimento nella malattia. Fare diagnosi significa identificare la presenza delle cellule maligne e questo obiettivo può essere raggiunto con esami più o meno invasivi, che verranno valutati dal medico di riferimento sulla base delle caratteristiche del paziente e della malattia. La diagnosi può essere raggiunta attraverso l’esame dell’escreato, l’esame fibrobroncoscopico, l’esame del liquido pleurico (qualora presente), la biopsia polmonare TAC o Eco-guidata oppure (qualora questi primi accertamenti non consentano di conseguire la diagnosi) la mediastinoscopia o toracoscopia esplorativa.