Ambra Angiolini ha realizzato il suo grande sogno

Prima dell’intervista viene messo un solo paletto: nessuna domanda sul privato di Ambra. Peccato, perché la vita dell’Angiolini del cinema, della tv e, a breve, anche della radio, ha sempre appassionato tutti. «Una cosa privata, però, posso dirgliela. Qualche giorno fa, a Roma, a casa dei miei, sono arrivati due cuccioli nati dalla cagnolona di mia madre. Durante il parto c’era anche Jolanda, la mia primogenita. È stata bravissima». Stop. Ambra, poi, come promesso, torna a parlare di lavoro e della serie II silenzio dell ’acqua che la vede protagonista, insieme con Giorgio Pasotti, nei panni del Vice Questore Luisa Ferrari che indaga sulla morte di una 12 enne in un piccolo borgo marittimo poco lontano da Trieste. Domanda. Il suo personaggio è duro. Apparentemente molto diverso da lei.

Risposta. «E per fortuna, aggiungerei. Luisa, a differenza mia, ha un caratterino niente male, ma le dirò: nonostante tutto sono davvero contenta di aver interpretato una donna difficile e poco simpatica come lei. Michele Placido, regista con il quale ho avuto il piacere di lavorare più volte, mi ha insegnato a guardare i personaggi meno positivi con un altro occhio. Non solo gli eroi possono fare la differenza nei film o, come in questo caso, nelle serie».D. Questa è la sua prima volta in una serie televisiva?
R. «Avevo fatto una piccola cosa, con Elisabetta Gardini, nei primi  anni del 2000 in Una donna per amico, ma a quanto pare non lo ricorda nessuno… Battute a parte, sono felicissima di questa opportunità, non le nascondo che ci ero rimasta male nel non aver mai ricevuto nessuna proposta».

D. Dice sul serio? R. «Certo! La mia era diventata quasi un’ossessione. Ha presente quando c’è un fidanzato che non ti vuole e tu, invece, lo vorresti a tutti i costi? Ecco, così. Pensi che in qualche circostanza mi sono autocandidata, ma a quanto par e con scarsi risultati». D. Ci dica allora una serie dove l’hanno scartata. R. «D commissario Montalbano. Può bastare?». D. E si è mai chiesta il perché di queste decisioni? R. «In un certo momento ho pensato che il problema fosse il mio personaggio. Forse un po’ troppo pop per gli addetti ai lavori o troppo riconoscibile per il pubblico da casa, ma poco dopo ho smesso di farmi ditte queste domande e ho continuato a fare provini. Spero che II silenzio dell’acqua abbia un seguito e che questo, per me, sia solo il punto di partenza. Sul set capita spesso di divertirsi, ma stavolta siamo diventati davvero una grande famiglia».

D. Con Giorgio Pasotti come è andata? R. «Giorgio è un attore che mi ha insegnato tanto e senza di lui non so se sarebbe stata la stessa cosa. Era la nostra prima volta insieme e, prima di incontrarlo, avevo anche un certo timore». D. Nella fiction non scorre buon sangue tra voi… R. «Luisa è cinica e molto concentrata sul lavoro, mentre Andrea, il personaggio interpretato da Giorgio, è troppo emotivo. Sono questi due modi di vivere e vedere le cose in maniera completamente diversa a tenderli così apparentemente distanti, ma la piego: non mi faccia svelate il futuro del mio personaggio». D. E se invece le chiedessi qualcosa sul suo di futuro? R. «Lavorativamente parlando tornerò a un vecchio grande amore: la radio. Farò un programma, da aprile, tutti i giorni, su Radio Monte Carlo e che durerà almeno fino a dicembre. Sarò anche autrice e non vedo l’ora di iniziare. Deve sapere che alla radio devo molto, se non tutto. Mi ha cambiata in meglio, mi ha fatta crescere e prendere una pausa dall’esposizione mediatica». D. La sento felice. R. «Lo sono. Ho 41 anni, sono diventata popolare in un modo piuttosto atipico e non faccio troppa fatica a nasconderle che ho combattuto questa atipicità, ma oggi sono finalmente in pace con me stessa».

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