Gianni Morandi, il figlio è dovuto andare in terapia

Gianni Morandi è tornato dallo scorso 18 ottobre in prima serata su Canale 5 con la terza stagione della fiction “L’Isola di Pietro” che gli sta dando grandi soddisfazioni anche nel mondo delle fiction dopo tanti anni da conduttore tv, compresi i due festival di Sanremo. Prima di questa fiction, infatti, bisogna risalire al 1998 per una fiction da protagonista com’era in “La forza dell’amore” in cui recitava anche sua figlia Marianna. Erano anni in cui Gianni voleva lanciare i suoi figli e infatti un anno dopo fu Marco ad essere al fianco del padre in “C’era un ragazzo” in tv. Vent’anni dopo un altro figlio di Gianni arriva alla ribalta e questa volta si tratta si tratta di Pietro, il più piccolo, nato dalla relazione con Anna Dan che sta cercando la sua strada come trapper. Quattro singoli alle spalle, “Pizza e Fichi”, “Piccolo Pietro”, “Rick e Morty”, “Passaporto” e un album, “Assurdo”, il ventiduenne figlio di Morandi si fa chiamare Tredici Pietro, perché di tredici persone è composta la sua crew, su impronta di quelle statunitensi. Aiutato dal suo produttore di fiducia

Mr Monkey, Pietro ce la sta mettendo tutta per riuscire a scrollarsi di dosso l’immagine di figlio d’arte e per crearsi una fama personale: «In Italia ho fatto il cassiere, il porta pizze, in un supermercato poi sono partito per Londra e ho vissuto un anno lì da solo e mi sono sentito un po’ solo: lavoravo in un alimentari, però ho imparato l’inglese», ha detto a “fanpage.it” aggiungendo che «il mio sogno era quello di giocarmi la possibilità di lavorare nel mondo della musica, ora posso giocarmela, mi rendo conto che ci vuole un po’, piano piano stupiremo chi dovremmo stupire. Mi imbarazza parlare della mia musica con persone che non sono al corrente, coi vecchi, con quelli che calcano sulla persona di mio padre».

Di sicuro il rapporto con Gianni per Pietro è sempre stato un po’ conflittuale, soprattutto dal punto di vista professionale. «Sono orgoglioso di essere il figlio di un artista così celebre – ha detto a “La Stampa” – e sono fiero di lui come persona, è un bravo genitore. Ma come insegnano i molti libri sul complesso di Edipo è anche un fardello. Le canzoni di mio padre sono entrate veramente nelle case di tutti gli italiani e non è facile convivere con questa realtà. C’è il rischio di crollare mentalmente, come è successo ai figli di altri personaggi famosi. Bisogna cercare le persone giuste, quelle che non ti frequentano solo per interesse ma che vogliono veramente esserti amici.

Certo non è un dramma, ma ci sono varie complicazioni nell’avere un papà così amato». A “Vanty Fair” è stato ancora più preciso rivelando anche di essere ricorso all’aiuto di uno specialista per convivere con questa situazione: «ho sempre vissuto la dimensione musicale di mio padre come qualcosa da cui discostarmi. Essere figlio d’arte porta più vantaggi che problemi non sono una vittima, ma la continua presenza del padre nella tua vita, emotivamente, è un peso. Da adolescente sono stato da uno psicologo per un paio di anni, ero in confusione. Grazie alla terapia stavo meglio, avevo trovato qualche certezza. Dovrei tornarci. Molti figli di… scappano dai padri ingombranti, vivono con la voglia di sconfiggerli, io invece con il mio ci ho fatto i conti».

E un modo è stato quello di fare lo stesso lavoro del padre seppur in un genere che non ha niente a che vedere con quello più classico e popolare di Gianni. «Mi imbarazza fargli sentire i miei pezzi. – ha detto il figlio – Però lui ci tiene alla mia musica, mi segue e poi mi fa le sue recensioni, che sono molto azzeccate». Dal canto suo Gianni è stato forse un po’ meno diplomatico ed ha detto le cose come stanno senza tanti filtri. «E’ fissato, e non vuole condividere niente con me. – ha dichiarato a “Repubblica” riguardo a suo figlio Pietro – “Mi raccomando” mi ha detto “sui social io non esisto con te, se no mi rovini l’immagine”. E’ molto simpatico, io spero che continui a studiare all’università».

Senza contare che Pietro ha ammesso che fin da piccolo essere figli di un padre così famoso gli ha creato più di qualche problema tanto che per un periodo dovette perfino andare da uno psicologo per farsi aiutare. Fatto sta che Pietro, che ha iniziato ad amare la musica sognando di far parte di quell’ambito da quando assistette ad un concerto del padre e fu colpito dal suo chitarrista, ce la sta facendo. I suoi videoclip su Youtube, infatti, piano piano sono arrivati ad ottenere anche un milione di visualizzazioni e se Pietro fa il trapper, anche gli altri due figli di Gianni, Marco e Marianna, nati dal suo matrimonio con Laura Efrikian, lavorano nel mondo dello spettacolo. Marco ha studiato if Violino fin da quando aveva 5 anni, ha formato il gruppo Percentonetto ed ha partecipato a Sanremo Giovani.

Da bambino ha inciso insieme a Gianni il singolo “Sei Forte Papà” poi lo ha affiancato in “C’era un Ragazzo” su RaiUno continuando quindi a lavorare sia come cantante che come attore. La primogenita Marianna, invece, si è destreggiata soprattutto come attrice in tv e a teatro.

E’ nota per la sua relazione sentimentale con Biagio Antonacci, dal quale ha avuto due figli, Paolo e Giovanni. Famiglia a parte, Gianni continua a lavorare sodo e con “L’Isola di Pietro” è tornato sotto i riflettori nel ruolo di attore, ma per lui la musica resta sempre al primo posto, anche perché grazie ad essa ha dei ricordi bellissimi collegati a tanti artisti con i quali ha collaborato tra cui, naturalmente, il compianto Lucio Dalla. «Siamo stati sempre legati. E’ stato un grande amico quando avevo un successo eccezionale e lui soffriva perché non riusciva a emergere. Facevamo il Cantagiro e vincevo sempre io. Poi le cose si sono invertite, lui era il numero uno, io ero sparito. Ma quando scriveva una canzone nuova mi chiamava subito: “Vedrai che ricominci, sei un grande”». Lucio aveva ragione.

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