Kate e William i duchi di Cambridge festeggiano i 6 anni del piccolo George

Mentre il principino George, c’è da scommetterci, sguazzava scatenato nella piscina della villa da 30 mila euro a settimana a Mustique che i duchi di Cambridge hanno affittato per le loro vacanze, a Londra il Palazzo rendeva pubblici tre nuovi ritratti del futuro re, che ha compiuto 6 anni lo scorso lunedì.

Raggiante, mentre quasi si spancia per le risate, disteso sull’erba, con i dentini da latte che sta perdendo in bella vista, indossando la casacca della nazionale inglese di calcio nell’immagine che più ha scaldato i cuori di sudditi e fan; in piedi, ancora indossando la maglietta bianca dei Tre Leoni, frangetta selvaggia e un altro splendido sorriso nella seconda fotografia. Entrambe le immagini sono state scattate nel parco di Kensington Palace, dove il principino vive con la famiglia.

La terza immagine, invece, in cui George appare più serio, ma non troppo, con addosso una polo verde, è stata scattata a Mustique. Tutti e tre gli scatti sono opera di mamma Kate, grande appassionata di lenti e obiettivi e ormai fotografa ufficiale della famiglia Cambridge. È tradizione dei Windsor che ogni data importante nella loro vita sia ricordata con un ritratto da condividere con i sudditi e poi da lasciare ai posteri. Per lo meno se si sta appollaiati sul ramo giusto dell’albero genealogico della royal family.

Ed è sicuramente il caso di George, che è terzo in linea di successione al trono, visto che viene dopo il nonno Carlo e il padre William. Delle due immagini riprese a Londra possiamo intuire due cose: la casacca bianca della nazionale inglese ci rivela che baby George ha preso la passione per il calcio dal papà, fervente tifoso dell’Aston Villa, e la posa sull’erba, che ha ereditato l’amore per l’aria aperta dalla mamma, molto sportiva fin da bambina.

La terza foto, invece, che sta festeggiando il compleanno in vacanza, anche se era in programma una festicciola con gli amichetti della sua scuola, ma che forse verrà organizzata al rientro. George e la famiglia sono volati la scorsa settimana a Mustique, isolotto privato per megaricchi delle Grenadine, ai Caraibi, insieme con i Middleton, per trascorrere un po’ di giorni in santa pace, lontano dagli eventi ufficiali.

Per il piccolo principe questa è l’ultima estate da alunno delle materne: a settembre George entrerà in prima elementare alla Thomas’s Battersea, dove accederà anche la sorella Charlotte, che invece vi concluderà la materna. Dai duchi di Cambridge sappiamo che all’erede al trono piace ballare (lo adorava anche la nonna, Lady Diana), che ha una passione smodata per le auto della polizia, per gli elicotteri, per i dinosauri e per i vulcani. William, durante un’intervista televisiva, ha rivelato invece che George ancora non sa che un giorno diventerà re, il 43° da quando Guglielmo il Conquistatore si prese il trono nel 1066. L’obiettivo del principe William è quello di far vivere il più a lungo possibile un’infanzia normale al suo bambino, quella che lui, con il matrimonio infelice dei suoi genitori e la sovraesposizione che gli venne imposta, non ebbe.

Che “tradizione” fosse un termine ammuffito per Harry e Meghan di Sussex si era capito fin dai primi giorni del loro fidanzamento. Quella loro convinzione evidentemente continua, se per dare un nome alla loro fondazione charity hanno scelto Sussex Royal The Foundation of the Duke and Duchess of Sussex. Una scelta infelice per i tradizionalisti, per i quali è evidente che «i duchi stanno costruendo il loro marchio di fabbrica», mettendo il nome Sussex su qualsiasi cosa “producano”. Effettivamente le fondazioni di charity dei Windsor non hanno nomi legati al loro casato: quella di Carlo d’Inghilterra, Prince’s Trust, fondata nel 1976, che oggi vale quasi 2 miliardi di euro, e la Royal Foundation, voluta dal principe William e da Harry nel 2009 per sostenere le loro attività benefiche, dalla quale Harry e Meghan si sono divisi il mese scorso, non senza provocare un’onda di pettegolezzi. Contro chi li critica si scaglia chi appoggia la rivoluzione che stanno affrontando Harry e Meghan, che desiderano, secondo gli intimi, svecchiare la monarchia britannica. I duchi hanno coinvolto in questa loro nuova avventura Natalie Campbell, che lavorava nella Royal Foundation e che ha conquistato la fiducia di Meghan e Harry, e la loro guru delle comunicazioni, Sara Latham, ex consigliera di Hillary Clinton per la sua campagna presidenziale. La fondazione si occuperà di protezione della natura e degli animali selvaggi a rischio di estinzione, di salute mentale e di giovani. Ma esordirà con un’iniziativa rivolta alla difesa dei leoni in Africa, tema molto caro al principe Harry fin da quando era ragazzino. A lui e alla moglie, da più parti, stanno consigliando di non procedere però in totale autonomia nella loro nuova vita, ma di accettare l’aiuto dei consiglieri di Buckingham Palace. Per ora sembra che i due stiano facendo di testa loro, venendo bersagliati per questo motivo da non poche critiche. Ai sudditi non è piaciuta per esempio la richiesta di privacy a proposito del battesimo di Archie (tutto ciò che fanno i reali è di pubblico dominio) e nemmeno il commento che la duchessa ha fatto a Pharrell Williams alla prima europea del Re Leone. Alla popstar, che aveva lodato la sua storia d’amore con il principe Harry, la duchessa ha ringraziato e aggiunto: «Non la rendono facile». Lo sfogo è stato piccolo, ma dà l’idea di quanto la nuova vita dorata dell’ex starlet di Hollywood sia… meno dorata di quello che si pensasse.

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