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Kean, l’attaccante azzurro e della Juve è l’idolo del momento, ma per lui la vita non è stata facile

Moise Kean: come descrivere questo ragazzo di 19 anni in una parola? Predestinato. Il primo millennial (è nato nel 2000) a esordire in serie A (nel 2016) e in Champions League con la sua Juventus, il primo a segnare in serie A, il primo a fare gol in Nazionale, venerdì 22 marzo con la Finlandia (gol subito bissato quattro giorni dopo con il Liechtenstein). Quale Nazionale? Quella italiana. Perché, a dispetto del colore della pelle (i genitori sono ivoriani), Moise Kean è italianissimo, di Vercelli.

Il giovane attaccante bianconero ama la musica, il ballo, è single (il suo nome nel 2016 era stato associato a Nif Brascia, campionessa di un’arte marziale thailandese) e porta con coraggio un nome biblico, Mosè, perché, dice sua mamma Isabelle Dehe a Tuttosport, «La sua nascita è stata un miracolo. I dottori mi avevano detto che non avrei più avuto altri figli». Ha un fratello maggiore, Giovanni, di 25 anni. Due fratelli uniti come non mai, dopo che la madre, infermiera, li ha cresciuti da sola, tra mille difficoltà. «Nostro padre ci ha lasciato e si è fatto un’altra famiglia» ha detto Giovanni alla Gazzetta nel 2016 «Per anni è stato assente. Non metto in dubbio che ci voglia bene, ma è troppo facile voler riallacciare un rapporto ora solo perché suo figlio sta diventando un giocatore importante».

Il padre di Kean continua a fare notizia. In radio, a Un giorno da pecora, ha raccontato di aver concordato con la Juventus la consegna di due trattori, per indurre il ragazzo a restare in Italia e vestire i colori bianconeri. E poi, abbastanza a sorpresa, ha detto di essere un fan di Salvini, mentre il figlio Moise si è detto favorevole allo ius soli. Di certo il futuro di Kean appare segnato, e dorato. Attualmente guadagna circa 45mila euro al mese. Ma nel 2020 il contratto verrà rinnovato, sicuramente a cifre molto più consistenti. E di trattori il papà se ne potrà comprare quanti ne vuole.

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